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Visualizzazione dei post con l'etichetta dolore

un sorriso

il primo sentimento dovrebbe essere la rabbia. poi lo sconforto, la tristezza. accompagnati dalla speranza. io non ho provato niente. nella mia testa non passava un pensiero che fosse uno. solo uno strano ottundimento del sensorio, uno stato stuporoso, un modo ovattato di fare le cose. non riuscire a piangere. non riuscire a pregare. non avere che poche parole scambiate via sms, coincise, quasi fredde. sono otto giorni che respira con un tubo in gola, otto giorni in cui la sua mamma è devastata al punto di sembrare pazza, che i suoi nonni hanno perso la testa. otto giorni in cui suo padre è di marmo. suo padre. il mio fratello-cugino. chiuso nel suo dolore in una stanza di ospedale. a tenere la mano del suo bambino. una stanza è troppo piccola per contenere tutto questo dolore. troppo fragili le pareti, troppo sottili i vetri. e aspetti che tutto imploda, che il mondo si fermi, e non sai come fare a scendere, e a spingere, perchè il mondo deve andare avanti, deve girare.....

palla fibrosa

accade che quella telefonata arrivi. accade che il tono della voce dall'altro capo del filo sia basso, e strozzato. accade che la frase inizi con "ti devo dare una brutta notizia". pensi al tuo vecchio papà. a S., principessa malata. e pensi che lo sapevi che questa cazzo di telefonata sarebbe arrivata, che devi essere forte, che forse sarà un bene. ma non sai, non immagini. non puoi sapere che in un ospedale lontano un dottore illuminato ha proposto una risonanza magnetica per un bimbo all'apparenza sano, chissà cosa è scattato in quel dottore, chissà cosa di quel bimbo dagli occhi scuri non gli ha fatto dire di tornare a casa, lui e i suoi paranoici genitori. chissà. non puoi sapere. da medico immagini il brivido nel leggere il risultato, quella scarica di adrenalina  di quando hai azzaccato una diagnosi. hai ragione, signor dottore. il passo in sala operatoria è breve, l'operazione sarà lunga. aprire una piccola testa, tagliare i riccioli bruni, t...

Di preoccupazioni, famiglie allo sfascio e dubbi...

Avevo già scritto di loro; prima con il cuore gonfio di tristezza, dopo , carica di speranza, e felicità per loro, che ne hanno passate davvero tante. Io e A. ci conosciamo dal 1997, matricole dello stesso corso, con D. da qualche anno dopo. Praticamente una vita: abbiamo condiviso bocciature, feste, e bottiglioni di Grifo bevuti giocando a "partun'e'sott". Io c'ero quando lui le ha chiesto di uscire "da soli" la prima volta, e loro erano lì quando io e il Tu abbiamo urlato al mondo il nostro si. Ho ballato con il Tu e Davi al loro matrimonio, e ho pianto quando, cinque mesi dopo, il fratello di A. sì è suicidato. Una tragedia che non è finita. Il Fantasma di questo sfortunato ragazzo aleggia sulle loro vite, in un modo nefasto. opprimente. Costante. tutti noi, amici, speravamo che il Bimbo che deve arrivare (lo stesso giorno della nana) sarebbe stato un nuovo inizio, un modo per dare speranza a una madre distrutta dal dolore. Invece no. Stamattina mi ...

Per Diletta

E' un post triste. Scritto dopo giorni di pensieri, di riflesioni; scritto in più giorni, perchè non riuscivo a trovare le parole. Dopo una notte passata a guardare Davi e Il Tu che dormono abbracciati, nel lettone. Una mano sulla mia pancia, perchè il mininano già si fa sentire. Mi sento in colpa, pur non avendone. Sono triste per te, per la tua famiglia. Per le lacrime in cui ti senti affogare. Le parole non sono quelle giuste, ammesso che ne esistano. Mi sento anzi quasi inopportuna, ho paura chi crearti più disagio che conforto. Ti abbraccerei, perchè in questo sono brava io, a consolare, ad abbracciare. Come con una sorella, vorrei tenerti stretta, e accarezzarti la testa. Ho pregato, senza sapere neanche per cosa dovessi pregare... un briciolo di serenità, uno sprazzo di luce? Mi sembra assurdo pensare alla luce adesso. Allora ho cercato di pensare...e mi guardavo le mani, cosa che faccio sempre quando non trovo risposte o domande... ed ecco, la piccola meraviglia in tutto qu...

Ricomincia

anche se senti la stanchezza anche se il successo ti abbandona anche se un errore ti fa male anche se un tradimento ti ferisce anche se un'illusione si spegne anche se il dolore brucia gli occhi anche se i tuoi sforzi vengono ignorati anche se l'ingratitudine è la tua ricompensa anche se l'incomprensione ti mozza il sorri so anche se tutto rimane nell'indifferenza RICOMINCIA (le madri di Plaza de Majo a Buenos Aires) non penso ci sia niente da aggiungere

Candele nella notte

Navigando senza meta, mi sono imbattuta in questo post . L'ho letto tre volte, e ho versato qualche lacrima. Non sapevo che Ottobre fosse il mese del ricordo. Il ricordo di bimbi nati e morti dopo poche ore, di bimbi nati morti, di gravidanze mai treminate. Parlare di queste cose, almeno nella mia realtà, è considerato sconveniente, da maleducati. Fare finta di niente, perchè non bisogna ricordare, non ci si deve "guastare la giornata" con pensieri tristi; questa è la procedura da seguire. Credo che ci sia alla base una profonda ignoranza, un'incapacità di accettare un evento tanto terribile quanto assurdo, la morte di un bambino non ancora nato. Mi viene in mente la bisnonna di Davi, nonna del Tu; lei perse la sua prima bambina che aveva pochi mesi, d'influenza. Poi ha avuto altri figli, ha vissuto la sua vita. Pochi mesi prima che io incontrassi il Tu, lei è rimasta vedova, e i figli hanno deciso che non poteva più vivere da sola, quindi hanno venduto la casa e ...

Volevo scrivere un altro post...

Dovevo scrivere un altro post. Leggero, divertente. Sulle tre ore di evasione conquistate dopo un anno di nano. Volevo scrivere un altro post. Poi la telefonata. Ero nel giardino della casetta che pensiamo di comprare, un fazzoletto inondato di sole. "Ciao, sono D. - voce spezzata - volevo dirti che ieri sera alle 23 il fratello di A. si è suicidato" No, non è possibile. Ha trentadue anni. Due bimbe, di 2 anni e sei mesi. Quattro mesi prima ha fatto il testimone ad A. al vostro matrimonio. Ma D. piange, e capisco che è vero. Che lui non è più. Balbetto qualcosa, confusa; mi chiede di farlo sapere agli amici, per non lasciare A. da solo. E così ho fatto. Mi sono attaccata al telefono, ho trovato tutti, anche l'amico che è in america e domani non ci sarà. Qualcuno mi chiede il perchè, qualcun altro vorrebbe chiedermi come, ma non lo fa. Non importa, alla fine. Perchè. Problemi a casa, una moglie in depressione post partum che era sparita con le due bimbe, lasciando ad un a...