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Cosa nostra

Ieri Don M., amico e sacerdote, mi ha dato da leggere una lettera di Don Ciotti, presidente di Libera , associazione contro le mafie. Il nostro simpatico governo ha introdotto un emendamento che prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi (e vista la lentezza della burocrazia italiana, possiamo immaginare quanti saranno destinati alla vendita). Perchè? Perchè se facciamo un piccolissimo passo avanti, dopo ci ributtano indietro, nella vergogna. Perchè le vittime innocenti devono morire di nuovo? Perchè si dimenticano Giuseppe Di Matteo, sciolto nell'acido a dodici anni, o Don Pino Puglisi, o Falcone e Borsellino? Non permettiamo che questo avvenga. Se avete a cuore la questione mettete un link sui vostri blog: firmate l'appello: Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra Lasciamo ai nostri bimbi un mondo migliore.

Che tristezza!

Oggi sono andata dal medico (mio) per un controllino veloce, visti un pò di doloretti post-influenzali. Nell'inevitabile attesa, ho sfogliato un vecchio numero del Venerdì di repubblica e mi è caduto l'occhio su un trafiletto in 28esima pagina. ITALIA: OTTIMO POSTO PER I BAMBINI, MENO PER LE MAMME. Il giornalista illustrava un rapporto di Save the children sullo stato delle madri e dei bambini nel mondo. Come al solito ci becchiamo il tapiro d'oro sulle condizioni delle mamme. In pole position per i bambini. A colpirmi non è stato tanto l'articolo in sè per sè, ma il fatto che nessuno fa niente per cambiare le cose. La mamma è latte, è fattrice, è "soldi". Ma non è persona. La mamma si deve annullare nella sua maternità, perchè altrimenti non è una buona mamma. La mamma non deve avere interessi, non si deve occupare di società, di politica neanche a parlarne; se lavora deve sgobbare più di un uomo, produrre di più e guadagnare di meno. Ma questa è storia vec...