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Visualizzazione dei post con l'etichetta vacanze

Dalla Calabria con furore

Sono a casa. Quella che era di mia nonna e adesso è di mia mamma. Con il cortile che fa vedere lo stretto, il gelsomino che profuma l'aria e ti fa sentire un pò ragazza, leggera e libera. Siamo scappati qua, nonostante colpi di coda d'influenza e immane faticaccia, perchè avevo bisogno di pensare. La sottoscritta, come si intuiva da una lunga assenza, è più a terra di un copertone forato. Questo ha influito sul suo fisico (peso quasi quanto pesavo quando ho partorito Paola), sulla sua salute (urge una visita dal dentista) e sul suo umore: il mio medico, dopo un weekend condito di palpitazioni notturne, mi ha prescritto un blando ansiolitico e la raccomandazione "svaga la capa". Per le prime ventiquattrore ha funzionato: vedere i nonni entusiasti dei nipoti, portarte i nani al mare a tirare i sassi... la cartolina di una famiglia in vacanza. Ma poi: pensi al lavoro del Tu, in bilico tra nuove possibilità e pesanti e onerose certezze. Pensi al tuo lavoro, che si tra...

Ricordi d'estate (parte seconda)

Dopo il mare... la montagna. Tempo di adattamento del nano a erba, terra, foglie secche e rametti: dai tre ai cinque secondi. (erano tre e dico almeno tre cambi al giorno, ma ne valeva la pena) Praticamente una pacchia. Tempo quarantotto ore e il mio rampollo mangiava come un elefante, dormiva come un ghiro e si muoveva come Adamo nel giardino dell'Eden, sgranando gli occchioni per ogni cosa nuova. E vi assicuro, in mille metri quadri di giardino di cose nuove ne vedi tante. Ha scoperto che gli alberi sono "aaarti" e che le foglie fanno "schhhhhh" se tira vento. Che le farfalle ("atta") sono veloci, che i calabroni ("zz'ne") fanno zzzz quando volano, che le pere e le susine crescono sugli alberi. Ha capito che in casa sono religiosamente conservati cappelli di paglia che avranno quarant'anni, e giocattoli rigorosamente vintage che erano della mamma (i mitici Puffi). Ha imparato a tirare calci al pallone col sinistro, a fare "...

Ricordi d'estate (parte prima)

Siamo tornati. Un agosto caldo, appiccicoso e pigro ha oramai lasciato il posto a un frizzante e frenetico settembre. Venti giorni di ferie in cui ho spento i cellulari, dimenticato internet, e leasciato le chiavi della macchina appese a un chiodo. Dopo tre giorni di mare ci siamo trasferiti in montagna, al fresco. Ecco...il mare. Il nanico rapporto con l'acqua salata e affini (sabbia, sole, ombrelloni eccetera) è lievissimamente migliorato; nel senso che non urla più come se lo stessimo scannando, ma siamo un gradino sopra. L'idea di giornata al mare di mio figlio si traduce in "io a mollo nella piscinetta (quella piccolissima) con tutti i miei pupazzini (nella fattispecie 15) paletta e secchiello". Quindi immagginatevi un nano che alla fine tanto più nano non è, bianco come una mozzarella e con bandana in testa che affoga i suoi pupazzini nell'acqua salata diventata bollente. E se pensate che almeno a turno i suoi accaldatissimi genitori si siano potuti ritempr...

Ultimo post...?

Ebbene sì, anche io vado in ferie. Cioè, mi preparo alla traversata della calabria Saudita con nano, marito, Panza e cane in blue jeans, e questo è lavoro. Vado dai miei...lavoro anche con loro... ho avuto almeno 4 chiamate da vecchi amici che "magari dai tu un'occhiata a Bubi.." "c'è Pallina che zoppica" "Sansone deve fare il vaccino". Dire che vado in ferie è una parola grossa. Diciamo che cambio aria.... e suona già meglio. La mia Calabria, con una Sicilia di cartapesta che galleggia sullo stretto. L'accento cantilenante dei vicini di casa, con le RRRRR e le BBBBBB. Le cremolate di more o le brioche col gelato al posto del pranzo. Le mie montagne, verde scuro e cielo e niente altro. lo scorso anno il Nano ha imarato a camminare lì, ha messo i primi denti e ha detto mamma con cognizione di causa. Quest'anno...chissà. Parto carica di raccomandazioni "la pressione, se si alza molla tutto e scappa in ospedale" , con il libro della ...

Week-end (lungo) con il Nano

che sembra un pò "week-end con il morto" (ricordate quel film?)... Giovedì la famiglia in blue jeans è partita alla volta di Rimini, dove il capofamiglia aveva una riunione di lavoro. Visto che il 16 c.m. è il nosto anniversario, ne abbiamo approfittato per fare la tanto desiderata vacanza. Il Tour prevedeva: San Marino (solo io e Davide, perchè il Tu lavorava porello ) Perugia Assisi e Norcia Ho imparato alcune cose fondamentali: se tuo figlio è un cicciobombocannoniere evita San Marino (a meno di non avere un'altro che spinge il passeggino al posto tuo); strade in iper pendenza, e nonostante il nano non sia un peso massimo, mi hanno fatto venire i calletti alle mani. Comunque, il ministato è da vedere. Paesaggi deliziosi, atmosfera gioviale e persone cortesi. Perugia: bellissima. E' come entrare nel cinquecento o giù di lì. Poco attrezzata per i nani ( e quando mai?) offre anche lei una serie di salite-discese-discese-salite niente male. Assisi. Senza parole. Andate...

Back to the city

Allora, siamo di nuovo nell' afa cittadina, in quella di Reggio Calabria, a casa di Nonna In Blue Jeans, dompio dieci fantastici giorni di montagna, fresco, alberi eccetera... Siamo pronti a tornare nella capitale del Sud, alias Bari, patria delle vocali aperte, delle parole smozzicate e delle cozze nere. L'esperienza Nano in montagna è stata un successo. Abbiamo all'attivo 2 denti e un pezzettino, messi senza dire "nè ai nè bai" un inizio di deambulazione autonoma, della serie da qui a lì, un inizio di conversazione: Mamma -io o la pappa- Pappa -il Tu Bau - il cane baubau -il gatto Ba o Va - la nonna non c'è che dire, facciamo progressi. Lati negativi: vita sociale: zero dieta :zeromenomenomeno sesso: zero Domani ci aspetta la traversata della Calabria Saudita, carichi come un circo ambulante. Speriamo bene...

la sindrome della cozza patella...

Domenica mare. Ci siamo svegliati con solo un'ora di ritardo sulla tabella di marcia. Siamo partiti carichi come dei muli (nella fattispecie, il Tu carico, io avevo solo il nano in braccio). Destinazione: lido Paco, Margherita Di Savoia, un'ora da casa. Il mare più decente e meno affollato che siamo riusciti a trovare. Arriviamo, ci trovano un ombrellone in seconda fila (!). Il posto è bello, alle 10.00 non c'è ancora tanta gente. Scarichiamo le mille borse, sistemiamo gli asiugamani sul lettino. cioè, il Tu fa tutte queste cose -santosantosanto- perchè io ho sempre il magico gnomo in braccio, che si guarda intorno perplesso. Lo spogliamo e lo cospargiamo di crema solare (lui se la ride) macchiando (spero in modo non indelebile) il mio copricostume e i boxer del Tu. Ok, quando ormai è tutto bianco di crema (" stendere uno strato uniforme su tutto il corpo del bambino" ) lo prendo in braccio e andiamo su bagnasciuga. Lui è iperperplesso. Aspetto paziente che si ril...