lunedì 3 settembre 2012

trenta giorni

di nuovo qui.
dopo quindici giorni in montagna con i nonni in blue jeans.
e quindici persi nel caldo soffocante di bari.
trenta giorni fatti di bambini, scanditi dalle loro necessità, dai loro ritmi. trenta giorni di quotidianità, di pranzi e cene homemade.
e poi prime sbucciature di ginocchia, e scoperte. frasi buffe che entreranno nella storia ("papà...mi dici che dovevo dormire prima, ora mi dici di nuovo che è presto e devo dormire...ma che è, devo sempre dormire io?" -conversazione fatta verso le cinque del mattino del primo giorno di ferie).
giocattoli riscoperti -vedi i miominipony vintage di mia proprietà con cui la nana si è decisamente divertita.
scoprire in loro la meraviglia e la fantasia che mi hanno accompagnato.
fare i segni sul muro per vedere quanto sono cresciuti in un anno.
scoprirmi più forte di quanto credevo, ma dolorosamente permeabile a certe delusioni.
avere la certezza che la primogenitura non significa essere "prima".
sentirmi indicibilmente sola, con il Tu quale unico scoglio a cui aggrapparmi.
sorridere di una nana che imita il fratello, che balla sculettando e mi manda baci sulla punta delle dita. vedere nel nano un piccolo Tu sensibile, affettuoson e caciarone.
trenta giorni senza le fisime di nonnaccì.
trenta giorni per godermi la mia famiglia, la mia pancia che cresce, senza fare e starfare.
trenta giorni sono pochi per una parvenza di normalità...