martedì 24 dicembre 2013

299

post 299.
e probabilmente è l'ultimo del 2013. un anno molto poco "loquace"
è iniziato bene, il 2013: un mininano nato con un inaspettato parto spontaneo.
poi, il nulla.
anzi, la catastrofe.
un inverno freddo e lungo, il lavoro in studio che stenta ad ingranare, la stanchezza di avere i tre nani da crescere, la casa da sistemare... l'impressione di esseere sempre sola, con il Tu che aveva il peso del lavoro sul collo,.
già, il Tu. con la Bru che fa capolino malefica e bastarda e mi guarda di sottecchi, come in un horror di prima scelta.
con il lavoro a cui ha dato ore della sua vita, energie e passione che lo manda via, con una telefonata.
e lo butta giù, dove solo gli uomini sanno cadere.
perchè una donna vede l'azzurro anche se il cielo è grigio. un uomo no.
ecco. io ho vissuto così.
a fare i conti per farci entrare tutto. a pregare per non avere sorprese nella cassetta della posta.
poi.. arriva l'inaspettato.
e cambi tutto.
ho chiuso il mio ambulatorio, lavoro da un collega.
ho dei turni, riesco a stare con i bambini.
ho affittato l'altra struttura in attesa di venderla.
il Tu inizierà a girare dal primo gennaio per un' altra ditta, dove prenderà un quinto di quello che prendeva prima.
e io so che tutti i suoi buoni propositi di farmi lavorare di meno per poter stare più a casa  andrannop a farsi fottere.
oggi è la viglilia di Natale.
sono a casa di nonna in blue jeans, in Calabria Saudita. con la zia -mia-sorella. e gli zii architetti.
ci sono lucine e pacchetti e alberi di Natale .
ma nessuno ha pensato al cenone per i bambini ("ma come, non mangiano pasta  con le cozze e baccalà in umido con le patate?"):
e questa cosa mi ha reso triste.
vorrei essere rimasta a casa...

auguro a chi ancora legge questo blog un meraviglioso  Natale.
la kia tristezza andrà vcia, spazzata dai sorrisi dei nani...

martedì 5 novembre 2013

lei...

il nano grande, quando era un pò meno nano, non era particolarmente loquace.
mi spiego meglio: se gli chiedevi "cosa hai fatto a scuola?" la risposta era "Niente", "Davi, mi canti una canzone?" "no".
un mostro di simpatia.
non ho mai capito se si vergognava a canticchiare la"canzone del giallo" di fronte a chicchessia, o se non gli piaceva spendere il prezioso tempo passato insieme in noiose attività da scuola materna.
adesso...sicuramente è più chiacchierone, ma le sue attività extradomestiche restano avvolte nel mistero.
poi è arrivata la nana.
lei, nei suoi novantotto centimetri di ego allo stato puro, i suoi capelli a onda e gli occhi verde che non si capisce bene da dove siano arrivati.
e soprattutto, lei e la sua parlantina sciolta, le sue manie di protagonismo, il suo essere "bestia da palcoscenico"
"nana, cosa hai fatto a scuola?"
"ho giocato con Aessando, poi con Andrea Fiolla, e poi ho itigato con Sabrina e lei mi ha dato una ppinta..mamma io canto: i più gande ppettacolo i big beng!!! ho peso a chitarra...io e teeee"
ecco, lei ti improvvisa uno spettacolo nel tempo di arrivare in macchina.
lei compone, suona, canta e balla.
e ovviamente si applaude da sola.
lei è la trascina-nani: sulla sua scia il nano grande canta, il mininano si lancia in uhuhuhuh... e grasse risate a pieni polmoni.
lei è la prepotente.
lei è quella che capisce quando sto per incavolarmi di brutto, e si trasforma in soldatino in tre secondi. lei consola suo fratello grande, e riempie di baci quello piccolo.
lei non ammette mai i suoi errori, lei non chiede scusa, lei conosce le storie dei suoi libri a memoria e mi sgrida se cambio una parola.
lei pretende di ascoltare Peppa Pig in inglese, perchè in italiano si è scocciata.
lei è la mia mini-me.
lei la notte mi chiama, e mi chiede "mamma, dommi solo un pochino con me..pel favoeee" perchè anche se è una piccola anarchica è sempre una nana piccina e la notte è meglio avere una mamma vicino, che non si sa mai.
lei è un arcobaleno, la luce di un sorriso, un paio di sopracciglia perfette e mobilissime in una moltitudine di espressioni.
lei è un maschiaccio, pur cercando di imporre la dominanza femminile in una famiglia dove ci sono ben tre piselli.
e, secondo me, ci riesce alla grande...

giovedì 10 ottobre 2013

nella bottiglia metto un messaggio

il nano grande non ha del tutto corretto la sua dislalia, per cui, onde evitare di continuare a sentire "pittolino" al posto di "piccolino" e "datto" in vece di "gatto", oggi abbiamo iniziato il percorso di logoterapia.
seeee.. fosse così facile. tralascio medici che scrivono e medici che non capiscono quello che ha scritto l'altro medico (!!!!!) e arrivo al sodo.
il primo step di questa burocraticamentre lunga faccenda è il test d'intelligenza. nopn serve a vedere se il nano è abbastanza in gamba per sostenere il percorso, ma solo ad escludere deficit e patologie che giustificherebbero la dislalia.
quindi.. studio della psicoterapeuta, interno giorno:
il nano e la dottoressa.
Dott.: "Davide, nella bottiglia metto...?"
Nano"un messaggio"
Dott.: "nessuno mai mi ha detto una cosa del genere...bravo!..Dimmi due cose tonde."
N:"il cerchio e il girotondo...sai..quando i bimbi si prendono per mano e fanno un tondo grandegrande.."
D: (che è un tantino perplessa) "ehmn.. ascolta..un bimbo da grande è un uomo..una bimba diventa una..."
N: "MAMMA!!"
D: (la perplessità aumenta) "DAvide mi dici tre animali?"
N: "parasaurolofo, tricerat.."
D :"no..tre animali veri..."
N (deluso): "cammello, elefante e struzzo"

la roba è andata avanti per un' ora abbondante. più le domande erano stupide più le risposte timide e complicate.
la dottoressa ci ha chiesto se anche a casa era così loquace e fantasioso.
il suo Q.I. è risultato essere decisamente alto, ma sembra che sia un nano che tende a scoraggiarsi facilmente; è pigro e anche distratto.
dopo tutto questo la dottoressa ci comunica che il nanico cervello è a posto e possiamo intraprendere il percorso di logoterapia, ma altrove, perchè la lista di attesa è lunga e lo chiamerebbero verso i quindici anni.

il piccolo mostro ci ha poi informato che si sforzava di cercare risposte difficili perchè si stava annoiando a morte.



lunedì 7 ottobre 2013

gatton gattoni..


il mininano gattona. sbanda e sbava con noncuranza dal tappeto al pavimento, cerca un appiglio, una cosa qualsiasi, per mettersi in piedi; è tremolante come un budino e stabile come un birillo, ma lui se ne frega. piega le ginocchia e ride, a piena voce, con gli occhi che brillano e la bocca spalancata, a mostrare al mondo i due denti ridicoli che si ritrova.
il mininano gattona, ma in realtà lui vorrebbe correre e saltare, perchè ha fretta di acchiappare la gatta, o di fare girogirotondo con i suoi fratelli. e allora si accontenta di arrivare alla libreria, sollevarsi e acchiappare con la manina grassoccia quanti più libri riesce, e buttarli giù.. per vedere che succede. e se, in questo frangente, un libro va a finire incidentalmente sulla sua faccia... MAMMMAAAAAAA...

giovedì 3 ottobre 2013

il mondo gira più lento

il mondo gira più lento oggi. tutto sembra ovattato, le auto viaggiano in seconda.
l'aria è fresca, carica di promesse e fresca di novità.
il mininano dice "mamma" per la prima volta.
la nana conquista il cuore deolle maestre.
il nano usa il congiuntivo e inizia a scrivere.

il mondo gira più lento.
ho ricevuto una proposta che può cambiare la MIA VITA.
ma dovrei buttar via qualcosa a cui tengo molto, per cui lotto tutti i giorni.
ma ho tre figli.
un marito che è senza lavoro.

il mondo gira più lento perchè qualcuno ha teso una mano, ma io non so quanto me ne resterà in tasca in termini di soldini.
potrei afferrare quella mano, e avere la certezza di avere orari, tempo per i nani, niente più nonnaccì ad libitum.
potrei fare una cosa che so fare, specializzarmi in quella che mi piace.
ma..
..dovrei buttare la spugna su altri fronti.
chiudere l' ambulatorio con le pareti arancio e verde. la cui sigla è DEP Vet, D-davide, E-enrico, P-paola.
il mio quarto figlio.
lascerei una certa incertezza, in termini di costi, per un'incognita, con sicuramente meno spese sul groppone.


il mondo gira più lento, e io vorrei che si fermasse del tutto, almeno per un pò...

mercoledì 11 settembre 2013

il mondo in tasca

le prime volte mettono ansia.
il primo bacio l'adolescente in blue jeans lo ha dato una sera di agosto, a quindici anni, a un ragazzo ricciolino e con gli occhi verdi. onestamente, da dimenticare. per i tre giorni successivi si avava i denti di continuo, semidisgustata.
il primo giorno di liceo..indovinate un pò chi va a chiamare il prof. di latino per una dimostrazione di analisi logica?..ecco. lei. quella piccola in prima fila, arrivata con due giorni di ritardo per un errore burocratico. che desiderava solo sprofondare.
la prima volta in blue jeans.. ok. questa ve la risparmio.
il primo giorno di scuola materna di Davide tutta la famiglia era in fibrillazione, pronti con macchine fotografiche, zainetto, divisa eccetera. tutto un chiedere "ma come sarà? e si troverà bene? e le maestre?"
ecco.. una roba da farci una pera di valium, io e il Tu.
poi passa...

domani è il primo giorno di scuola. ultimo anno per il nano grande ( e siamo già in modalità mammamiatraunannolaprimaelementare ). primo giorno di scuola materna per Pagnotta.
e siamo tutti belli sereni.
sollevati di non doverli più costringere in casa, di non avere più dodici ore non stop da Nonnaccì.
lo zaino..lo facciamo stasera. la merenda..vabbè, un succo e i taralli. il grembiule..cazzo..mi manca..la maglietta della scuola... ok, domani mattina forse si può ancora prendere.
l'ansia de prestazione ha lasciato il posto a una rilassatezza che è meravigliosa, interrotta dal pensiero "ma perchè?..perchè per lui mi sono fatta due milioni di seghe mentali e per lei no?" e la risposta mi è davanti, in quei novantuno cm di nana.
 lei cade in piedi.
lei balla da sola, cantando e componendo se la musica manca.
lei non si butta giù, osserva, riflette e poi va. felice e libera. sorridente e sorniona. decisa  e leggera.
mi manda un bacio, o mi porta con la mano.
una piccola anarchica.
che si sente il mondo in tasca, specie in quella del suo grembiulino a quadretti, comprato in tutta fretta.
e probabilmente lo ha.

lunedì 2 settembre 2013

al massimo sbircio

"mamma.io oggi non voglio vedere i cartoni"
"mpf.. e come mai?"
"perchè prima ti ho fatto arrabbiare e mi hai messo in castigo (vietandomi la TV tutto il giorno), ma PROPRIO OGGI io non ho voglia di vedere i cartoni..."
"bhè.. ma che coincindenza!. allora sai che faccio, oggi la tv non la accendo per niente, solo per il telegiornale (e per le repliche di desperate housewifes), contento amore?"
"....... mamma..?"
"?"
"ma se non la accendi per niente, povera Paola... senza Peppa Pig...io sono in castigo, lei no..."
"e allora?"
"facciamo che tu la accendi solo per Paola, io non la guardo, al massimo sbircio..."

mercoledì 7 agosto 2013

ESTATE

ci sono estati passate al mare, quello che ci vai sdalle nove del mattino fino alle sei di sera. che conosci il nome del bagnino, e del signore panciuto che apre gli ombrelloni. ecco quelle estati dove per magia il solleone si trasformava in vento fresco di montagna, tra i faggi. perchè la bambina in blue jeans era foirtunata. ogni anno tre mesi di vacanze, seri, anzi serissimi.
giugno e luglio mare, agosto in montagna.
e l'estate ti lasciava solo il nero della pelle, un mucchio di lentiggini nuove, e tanta tanta energia.
questo fino ai diciotto anni. 
adesso sono in città. a ltigare con l'afa e l'umnido dell'asfalto rovente.
a bestemmiare il mare di Bari, dove non è tanto consigliato fare il bagno.
al lavoro, perchè - udite udite- il Tu è stato simpaticamernte licenziato dalla ditta superfichissima multinazionale, dove "sei bravissimo, ma chissenefrega!!!" e quindi non posso chiudere lo studio, se non per sette gioirni.
ecco, ci sono estati in cui metti in moto la fanatsia, per trasformare giornate noiose in giochi meraviglkiosi, con colori con le dita, e pitture in faccia. dove fai scoprire DVD finora celati, cove improvvisi le maldive sul balcone per due nani più uno.
e sentire dire"mamma...è proprio una bllissima giornata!" ti fa credere che alla fine anche questa sarà una bella estate!

martedì 21 maggio 2013

di nuovo figlia!

ore 6.00: il nano grande si sveglia e di conseguenza ti sveglia. "mamma ho fame"
e inizia la tua giornata.
lava-vesti-sistema i nani, sveglia e caffè per il Tu, prova a fare qualunquecosasia che contribuisca al decoro della tua dimora (stirare, ad esempio).
ecco il mio start quotidiamo.
un pò da manicomio... poi in ambulatorio fino alle 13.00, a prendere i nani, pranzo e piatti e nonni e ambulatorio di nuovo fino alle 20, 20.30. in ambulatorio con un mininano al seguito.
fai questa vita per due mesi.
e miracolosamente non dai fuori di testa.
hai una faccia da fare paura, ma reggi.
fino a quando l'entropia sta prendendo possesso della tua casa, i panni da stirare fagocitano i giocattoli dei bambini, la polvere invita gli amici per un festino, il frigo è vuoto che non hai tempo di fare la spesa, e quando lo apri soffia il vento del deserto del Ghibli.
quando avviene tutto questo, e passi tutto un sabato IN PIJAMA per cercare di mettere in ordine e non ci riesci, quando dal cassetto della biancheria tiri fuori l'ultimo paio di slip puliti, una robina sexy verde scuro che conservavi per...per...bhè, lasciamo stare, allora ti rendi conto di avere bisogno di aiuto.
e lo fai.
sabato ho chiamato nonnainbluejeans.
"non ce la faccio,mamma...aiutami"
stamattina alle sei è arrivata, i capelli grigi e cortissimi, Nonnippo, regali per i nipotini e un sacchetto di cornetti.
dopopranzo mi ha fatto mettere sul divano, e in mezzo minuto ho chiuso gli occhi. 

è inutile, fare la figlia è decisamente una figata...

martedì 16 aprile 2013

Enrico...

sei tu...
sorridente e rubacuori come solo i mininani sanno essere, capellone alla paul mccartney, profumato di galatina... tu che mi hai rubato cuore anima e respiro, che ti attacchi alla tetta e mi guardi mentre ciucci, che ridi dei tuoi fratelli, che sei il" bambolotto bellissimo " della nana, che il nano grande vuole mostrare ai suoi amici "perchè io sono fortunato mamma, ho un fratellino e una sorellina...nessuno li ha!"...
eri tu che mancavi, adesso la mia felicità è completa...

giovedì 28 marzo 2013

martedì 12 febbraio 2013

le cose belle accadono

la sera del nove gennaio erano
tre giorni passati in ospedale. senza nani senzza visite. io e il mio pancione... in attesa di un cesareo cheforse anticipiamo o forse no. tre giorni di tedio  di libri e di sonno.
tre giorni attaccata a una macchina che dice che contrazioni non ce ne sono  che era tutto un bluff.
e poi arriva la notte prima del giorno x. quello dove mi riapriranno la pancia. e mi chiudeanno le tube . allegria...

e poi...
ore due e quarantacinque. mi sveglia un dolorino ino ino e ho solo il tempo di arriare in bagno che mi si rompono le acque. resto li   . bagnata. a fissare quella pozza che non hosi allarga ai iei piedi.
chiamo il medico di turno. che mi comunica che sono dilatata di due centimetri. che mi manda in sala travaglio e li allerteranno per la sala operatoria
ok.
chiamo il tu.
che entra nel panico... povero...
mi portano in sala travaglio. sono tranquilla. fino a quando non partono le doglie.
che io non ho mai avuto. non so fare la respirazione. non ho idea di cosa succedera... aspetto che mi portinoin sala operatoria... e alloraarrivano loro. i medici di turno. una lei sulla cinquantina  slavata  e un po moschia. e un lui brizzolato e un pochino corpulento.
chiedono alla ostetrica di quanto sono dilatata. quattro dice lei.
ma non erano due penso io. no. fa il medico. sono sette.
signora non si preoccupi. ma qui si partorisce spontaneamente.
ma come... io non so come si fa. non ho il tu a tenermi per mano.
sono io e me stessa. e questo dolore che non mi fa pensare. e mi dicono di non gridare. e io vorrei dire al dottore prova afare uscire dal tuo pisello una mela. e poi vediamo chi non deve gridare.
un ostertica gentile mi dice di non spinegere.
e io le rispndo che ho un fortissimo stimolo ad andare in bagno.
ecco appunto.i cm sono nove. a dieci il nano puo uscire.
scappiamo in sala paarto.
e qui mi sorge un dubbio. ma qualcuno ha avvisato quel povero di mio marito.
veramente  no. una stuentessa esce e gli comunica che c e stato un ca.bio di programma.lui le chiede se siamo al manicomio o in ginecologia.
ma non ha il tempo di dire altro. perche dalla porta socchiusa ice di aver sentito me. che incitata dalla dottoressa spingo con tutte e mie forzze. ho la faccia dei nani nella testa. forse grido. e qualcuno mi dice aprigli occhi e guarda tuo figlio.

eccolo li. perfetto. piccolo e imbronciato. e me lo mettono sulla pancia e sul petto. io e lui.ed eun annusare un cercare parole che non vengono. il dolore passa il tempo si ferma.
ho avuto un parto spontaneo di poco piu di due ore. ho un terzo figlio perfetto. sto bene . sonoviva. tornero a casa dai bimbi. ho una vita nuovache mi aspetta.
a qquesto penso mentre mi portano fuori. lui e li.
e arriivano le lacrime. di gioia. di sollievo. di amore.
perche alla fine. proprio in fondo. le cose belle accadno....


ps. scusate la terribile sintassi  ma sto scrivendo dal telefono ee sono decisamente imbranata.
pps il nano nuovo si chiama enrico...

perche alla fine sotto sotto le cose belle accaadono..