venerdì 28 maggio 2010

Ultime notizie dal mininano

Ecco, ieri avevo la visita di controllo con quel gran burlone del mio gine.
Oltre al pacco di XXX perchè avevo dimenticato la richiesta e all'ospedale se non c'è la richiesta puoi schiattare ma non ti guardano manco di striscio, tutto ok.
Ho perso quasi tre chili, e il burlone mi ha fatto "signora, vuole che scatto una foto alla bilancia?, sa, come ricordo"; ho una pressione seminormale; i capelli che godono degli ormoni che potrei impacchettare e vendere su e-bay...e un'infezione. Roba da poco, ma mi ha prescritto antibiotici, lavaggi e..niente sesso. Penso al Tu, e mi viene da ridere.
Poi "vediamo un pochino il battito".
Ammetto che ho l'attimo di panico e chiudo gli occhi. Ma li apro al suono di TuTumtutumtutum. Eccolo lì, il mininano, tutto accucciolato nella sua bolla.
E faccio il medico che inerpreta le ecografie.
Vedo le sue piccole mani perfette, e i piedini. Una faccia da scimmietta, con l'abbozzo del nasino. Poi il gine lo sfotte con la sonda e... balla, sculetta e... "ma è una femmina!"
l'ho detto io, e poi scatta un mezzo singhiozzo, che fa rispostare il mininano.
"Sembra di sì. Diciamo sì al 75%. Ma non mi faccia fare cattive figure, aspettiamo il mese prossimo per il corredino, va bene?"
Dico di sì con una faccia da ebete, ed esco.
Una bambina.
La MIA bambina.
Oh cazzo.
nella sala d'attesa c'è il Tu, che sta smanettando col cellulare.
"che hai,tutto bene?"
"si...no...ho un' infezione che devo curare, e almeno 15 giorni di castità"
"benissimo..." fa lui, ironico.
"mi hanno prescritto un'altra serie di analisi, per almeno centotrentacinque euro"
"perfetto, qualcos'altro?"
"..."
Siamo di fronte all'ascensore, lui sta pigiando il tasto.
"...ehm..Tu.."
"che altro?"
"sembra che sia una bambina...."
Lui mi guarda, cambia colore, una roba tipo rosa acceso, rosso, bianco cadavere. Occhio da bambi con luccicone incorporato. Arriva l'ascensore. E mi abbraccia, forte forte.
"sembra, non è certo?"
"no, si è mossA, non siamo certicerti; facciamo che non lo diciamo a nessuno?"
"OK"
Io non so che dire, è tutto molto surreale,ma di questo parlerò poi. Usciamo dall'ospedale, mano nella mano, e lui fa.
"Ricordati che devo chiamare T."
"chi?"
"T., sai, l'addestratore. Se è una femmina mi deve procurare un cane corso iperaddestrato perchè nessun maschio si deve avvicinare alla mia piccina. Anzi, forse è meglio un dogo argentino. O tutti e due, che ne dici?"

PS(messaggio per chi legge questo blog e mi conosce. Mantieni il segreto! te lo immagini se viene a saperlo nonnaccì?"

lunedì 24 maggio 2010

La vita sociale del nano

Il nano fa una vita sociale mooolto intensa.
Nel senso che adesso siamo nel pieno delle feste di compleanno dei nani dell'asilo. E ho potuto osservare come sia combiato lui nell'arco di "poche feste".

Festa n°1.

Arriviamo e siamo accolti da trenta nani (età compresa 3 mesi 8 anni), un animatore vestito da clown che fa giochi di prestigio, e "il coccodrillo come fa?" a tutto volume. L'effetto cozza è immediato: Davide trascorre quasi tutta la festa avvinghiato alle mie gambe, rifiutandosi di socializzare, ballare o fare tutto quello che fanno i nani alle feste.
Onestamente da dimenticare.

Festa n°2.

Ambiente più familiare, amici noti, meno nani. Me no musica a palla. Davi ha passata due ore e giocare a palla col padre, e a farsi mettere sullo scivolo. Per me una pacchia, visto che in quanto femmina gravida mi sono potuta nmettere su una sedia e cazzeggiare beatamente.

Festa n°3.

Nana treenne dell'asilo che festeggiava a casa sua. Il nano, da nano beneducato, le ha messo in mano il pacchettoregalo, ha fatto "ciao" alla di lei madre, e ci ha piantati in asso, giuocando tranquillo per i fatti suoi, con la casetta, le macchinine, a palla con gli altri nani, suonando la tastiera con una nanna dueenne dalle ciglia chilometriche... l'attimo di panioco è stato solo quando lo abbiamo visto scivolare giù dallo scivolo come se non facesse altro da una vita.
NON ABBIAMO ANCORA CAPITO COME E'RIUSCITO A SALIRCI...

Mi chiedo cosa farà la prossima volta.
Il tu è disposto a scommettere che improvviserà una lambada con la nana dalle ciglia lunghe.

PS(oggi è il Tu-day, buon compleanno, amore mio)

lunedì 17 maggio 2010

Vecchi, polverosi sogni

Ci sono cose che fai per te, anche se con dieci anni di ritardo. E le apprezzi il doppio, credo.

Sabato. Vento freddo anomalo per la stagione, e io sono su un palco con altri venticinque ragazzi. Maglietta arancio zucca, pancino che si nota (e mi forniscono di una sedia d'ordinanza), tre microfoni, una tastiera, una batteria, un basso e una chitarra. Dietro uno schermo bianco, un poco scostata c'è una tenda da pellerosse, dipinta con i colori dei cinque continenti.

La piazza si riempie, alla fine sono circa cinquecento, ragazzini brufolosi da prima liceo, diciottenni col pizzetto o le all star colorate, universitari. C'è anche un passeggino con nano (e non è il mio, e mi si stringe il cuore). Handicappati con carrozzine tecnologiche, palloncini sbattuti forte forte da un ventaccio dispettoso.

Si comincia: cantano tutti, è festa, anche se mancano le pizzette e la coca cola. Canta il ragazzetto con i bermuda e la ragazza con i leggins a righe, il francescano con i sandali e l'assistente sociale. Ci si ammutolisce solo quando dal mixer parte la registrazione di una voce: parla un uomo anziano, dall'accento straniero, con le spalle curve come se avesse tutti i dolori del mondo sulle spalle: dice tre parole "NON ABBIATE PAURA". Piango, in silenzio, perchè tra un pochino tocca di nuovo a noi, e non si può piangere e cantare; guardo la mia amica K., e anche lei ha l'occhio lucido. Poi tutto tace, ed è solo la musica. Musica che canta le lodi di Amore, parole di fraternità e di fede. Musica che in mancanza di definizione migliore è detta "sacra" anche se il mio amico G. batte con forza sulla batteria, e sembra di stare a un concerto rock. Anche quando tutto è sfumato e lieve, e i riflettori illuminano due assi di legno uniti al centro. Persino il Pezzo Grosso sembra rispettare l'atmosfera e dice sul serio SOLO due parole.

Tanti anni fa desideravo cantare di fronte a un anfiteatro pieno di gente, e sentirmi parte di un "qualcosa" di bello.
Sabato, alla faccia dei miei trentun'anni, dell'essere mamma, dei "ma che cosa ci vai ha fare?", ho
realizzato un vecchio, polveroso sogno di adolescente.

venerdì 7 maggio 2010

Pensieri...

Quando un nano riesce a toccare con i piedini a terra dal triciclo, sai che sarà presto abbastanza grande da aprire la porta di casa e andare in giro per il mondo.
Quando imita il tuo modo di tenere un pastello in mano, capisci che presto arriverà il momento in cui scriverà il suo nome sotto il lavoretto per la festa della mamma.
Quando un nano alza le braccia e ti si arrampica sulle ginocchia, e crolla dopo un millesimo di secondo, pensi che per quanto in fretta possa crescere, per quante cose possa imparare, ci vorrà ancora molto, molto tempo prima che ami qualcuno più di te.

Per fortuna!

giovedì 6 maggio 2010

MA CHE DAVVERO?

Finalmente è in arrivo il libro di Wonderland su una maternità alternativa, ironica e spudoratamente senza veli.... una frase che mi è rimasta impressa e che cito spesso "la cacca dei bambini non è una robina santa..ma un' arma nucleare!".
mille in bocca al lupo a Wonder (o Chiara).
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