giovedì 30 luglio 2009

Top five

I cinque motivi per cui il nano non vede l'ora di crescere:

5- Scegliere cosa mangiare: e vabbè il mangiare sano, lottare contro l'obesità eccetera, ma..vogliamo mettere la Nutella?

4- Avere un letto più grande e -si spera-una stanzetta : nella stia-per-polli (alias lettino foppapedretti) si incastrano le gambotte cicciotte tra le sbarre.

3- Avere potere decisionale: ovvero, è meglio andare al parco che a trovare zia Piffera, io voglio camminare a piedi nudi e non con le scarpe, il completino col panciotto mettitelo te che mi fa proprio schifo...

2- Privacy: basta con la gente che fa commenti sul mio pisellino.

1- Andare in bagno da solo: è già abbastanza imbarazzante farla "dove capita" ma sentire nonnaccì che dice "peccato, còre di nonna" ogni volta che mi sforzo...è veramente troppo!

mercoledì 29 luglio 2009


Oggi ho toccato il fondo.


E non contenta ci ho anche scavato un pò sotto.


Sveglia alle 7.30, come da copione. Poi colazione del Tu, del nano, del cane-in-blue-jeans, ritirare il bucato della sera prima, stendere un altro bucato, cambiare il pannolinzolo al nano, giocare con lui fino alle 10, quando decide di crollare.


Allora... pipì (mi scappava) e l'odio della casalinga disorganizzata (IO): L'ASSE DA STIRO.


Nell'ora di tregua da nano ho stirato:


6 polo del Tu


5 magliette naniche


4 biddi-bodydy-bù


7 pantaloncini


2 magliette mie


2 paia di pantaloni


1 divisa da calcio del Tu


3 camicie


4 paia di lenzuola con federe




Quando ho finito mi sono attaccata alla bottiglia dell'acqua neanche fossi un cammello dopo 10 giorni nel deserto. Sudavo da fare schifo, e avevo ancora addosso la t-shirt del Tu con cui ho dormito.


Tiro fuori dal frigo carote zucchine e lattuga per il fantastico passato di verdure del magico magico gnomo, che ovviamente si sveglia e protesta.


Lo tiro fuori dal lettino, e lo metto nel seggiolino da tavolo (10 minuti) solo il tempo di infilare le verdure nel cuocipappa a vapore.


Allora inizia una martatona per casa, cori di qua e di la perchè nno non vuole stare fermo ma non sa ancora camminare da solo, distrailo, gioca con lui, cerca di tenerlo occupato i cinque minuti che ci vogliono a passare le verdure, mettere sul fuoco il pentolino pe la pastina che è arivato mezzogiorno.


Pastina pronta. Imbavaglino un nano che sembra moooolto interessato all'articolo, ma dopo i primi 4 cucchiaini... stop, basta. La boccuccia si chiude e non si apre più.


Ora sono sempre sudata, stessata e con pastina appiccicata addosso. Lui se la ride.


BASTA!


Chiamo l'uomo della mia vita, il padre di mio figlio. Così torna a casa un pò prima, prende il pane, la carne, magari la frutta.

MA ANCHE NO.

La crema del mio caffè mi comunica che deve andare fuori per lavoro, salta il pranzo, e passerà alle 17 a prendere il nano per portarlo dai nonni (perchè io dovrei anche andare al lavoro).

Mi guardo intorno.

Il nano è sul suo tappetone e gioca con i cubi, una bottiglia di coca cola (vuota) e la bacinella dei panni che è riuscito ad afferrare, e ora la usa come tamburo.

Mi guardo. Ho una maglietta a righe che sembro un'evasa da Alcatraz, i cespugli in testa e le gambe che avrebbero bisogno di una ceretta.

Le scarpe non so dove le ho lasciate, quindi sono anche scalza.

Il nano ride.


Non mangio. Non bevo. Cerco di addormentare mio figlio a furia di bacetti, coccolin e passeggiate ninnanannezzanti.

NISBA.

Alle 17 arriva il Tu che mi fa "ma come, non sei pronta?" scatenando in me istinti omicidi. Mi doccio alla velocità della luce, mi catapulto per le scale.

In macchina trovo la sorpresa: il nuovo seggiolino del nano,peso 22 kg, da montare.

Visto che la mia mano è più piccola, lo devo montare io.

Faccio una sauna... poi vado al lavoro.

Una cliente mi fa "dott. ma come mai è così... SFATTA?"


..CHISSA' COME MAI...



lunedì 27 luglio 2009

Volevo scrivere un altro post...

Dovevo scrivere un altro post.
Leggero, divertente. Sulle tre ore di evasione conquistate dopo un anno di nano.
Volevo scrivere un altro post.
Poi la telefonata. Ero nel giardino della casetta che pensiamo di comprare, un fazzoletto inondato di sole.
"Ciao, sono D. - voce spezzata- volevo dirti che ieri sera alle 23 il fratello di A. si è suicidato"
No, non è possibile.
Ha trentadue anni.
Due bimbe, di 2 anni e sei mesi.
Quattro mesi prima ha fatto il testimone ad A. al vostro matrimonio.
Ma D. piange, e capisco che è vero.
Che lui non è più.
Balbetto qualcosa, confusa; mi chiede di farlo sapere agli amici, per non lasciare A. da solo.
E così ho fatto. Mi sono attaccata al telefono, ho trovato tutti, anche l'amico che è in america e domani non ci sarà. Qualcuno mi chiede il perchè, qualcun altro vorrebbe chiedermi come, ma non lo fa.
Non importa, alla fine.
Perchè.
Problemi a casa, una moglie in depressione post partum che era sparita con le due bimbe, lasciando ad un avvocato il compito di comunicargli che voleva il divorzio.
E lui, che a quello che mi ha detto D. , l'amava, non capiva perchè non si volesse fare aiutare, rivoleva la sua famiglia.

Aveva trentadue anni, e niente più speranze.
L'amore per le bimbe, i vecchi genitori, i fratelli... niente contava più?
Io sono attonita, sbigottita. Domani sarò lacrime e dolore.

giovedì 23 luglio 2009

Festa!


Domenica il magicomagico gnomo ha tagliato il traguardo dell'anno di età.

Con tanto di festa a tema organizzata dalla sua pazza mamma (che sarei io), finanziata dal suo buffo papà (alias il Tu), supervisionata da "punto-nonna", grande amica e consigliera, senza la quale la festa non sarebbe venuta così bene, ed io non mi sarei divertita tanto a organizzarla.

Un grazie di cuore, punto-nonna!

Dicevo, festa a tema.

Ho scartato subito Winnie-Topolino-Gormiti-Uomoragno- e compagnia bella. Il nano sarà libero di scegliere quando avrà un vocabolario che vada oltre il VAVAVAVAVA BABABABA MAMMAMAMAMAMAMA PAPAPAPAPAPAPA. Quindi, molto democraticamente HO DECISO IO.

L'idea iniziale era la jungla. palloncini a forma di scimmietta, leoni, giraffe, elefanti e coccodrilli di cartone appesi al soffitto e il nano vestito da esploratore. Mi sembrava molto divertente,anche perchè pallino, dimostrando di avere poca originalità, impazzisce per "il coccodrillo come fà?"; peccato che al negozio non ho trovato nè piattini nè bicchieri con leone&co, quindi ho ripiegato sul mare.

Tradotto:

70 palloncini gonfiati per creare: 20 pesciolini, 2 polipi e 5 fiorelloni (che tanto marini non sono, ma facevano la loro porca figura).

4 rotoli di carta crespa per fare il mare e le onde.

una mega torta disegnata da me con polipo, granchio, lumaca di mare, pesciolini e cozza (!)

Il nano con camicia hawaiana a fiorelloni e bermuda kaki (CHE TIPO DA SPIAGGIA!)

Musica: roba da nani anni 80 -ossia tutte le sigle cartoni animati che il Tu è riuscito a scaricare da internet, compresi ufo robot, capitan Harlok e pollon- con le tagliatelle, il coccodrillo e tutta la baracca nanesca attualmente in voga.

Ospiti: 18 pargoli di età variabile dai quasi 3 mesi di Claudio ai 12 anni di Vitantonio.

Parenti vari + amici= 64 persone

davi ha regalato sorrisi e sbavature con assoluta imparzialità, ha sorriso hai flash dei fotografi, ha tentato di spegnere la candelina (affogandola nella torta).

Non ha quasi degnato di uno sguardo i regali, ma questo perchè ha notato la mia faccia quando ho visto un triciclo grande come la moto di valentino Rossi e un cavallo a dondolo e ho pensato: "e mò, questi dove cacchio li metto?"

La festa è finita verso le 22. Mi sono messa a letto alle 2.

Ho pulito, buttato immondizia e piegato i mille completini che mio figlio ha ricevuto.

Apro il frigo e trovo una micro fetta di torta con un biglietto.

"le mamme non mangiano mai ai compleanni dei loro bambini... buon appetito"

Grande punto-nonna!

Mi sono seduta a gustare la torta del mio bambino, con un tentacolo violetto disegnato sulla panna.


E' stata una bella festa.

martedì 14 luglio 2009

Soldisoldisoldi

...tanti soldi....chi ha tanti soldi vive come un pascià... E CHI NON NE HA COME FARA'?
oggi forse abbiamo trovato il posto giusto per trasferire l'ambulatorio... mini villino con mini giardino... da rifare ma neanche troppo, non troppo lontano dalla vecchia sede...
sarà la banca a dire l'ultima parola: adesso scappo che il nano mugola!

PS(e che cavolo!)
PPS( il titolo e il primo rigo dovrebbe essere canticchiato...)

lunedì 13 luglio 2009

Della serie "scene da un matrimonio"

Nella fattispecie, il mio.
Tralascio i particolari su mattina-pranzo-pomeriggio, dove il magico magico gnomo ha deciso di piangere ogni volta che i suoi cugini urlavano (ossia ogni 10 minuti), mia suocera urlava per farsi sentire dai bambini, mia cognata sfoggiava un paio di occhiaie da fare concorrenza alla protagonista di un film di zombie e io ero iperseccata di stare lì invece che al mare. Gli uomini guardavano la F1, quindi erano ASSENTI.
Andiamo al sodo. Verso le 18.00 cominciano ad arrivare i famosi parenti.
Mia suocera aveva preparato il buffet d'ordinanza: PANINI CON PROSCIUTTO E MORTADELLA, BIRRA E ARACHIDI.
Scappo per un'ora (devo andare a messa...) e torno che ci sono ancora due zii, che diventano otto fino alle dieci.
Quando finalmente si capisce che non verrà più nessuno, facciamo partire il mitico filmino.
E qui comincia qualcosa di mooooooolto strano.

Mi rilasso.
Non avevo mai visto il dvd su uno schermo più grande di quello del pc; mi rendo conto che è bello. Non è troppo lungo, le musiche (che vanno daLou Reed a Max Gazzè) sono una figata e che alla fine mostra davvero chi siamo io e il Tu, e non due tizi vestiti a festa.
Passando alle foto, si nota:

1: Il bouquet della sposa, con autentico peperoncino calabrese.


Zia Piffera "ma come, il peperoncino in chiesaaaaaaaaa?"



2- La tempesta di riso.


L'ho trovato perfino nelle calze. E il Tu nelle mutande.

3- Gli sposi "trincanti"


Sposati da neanche venti minuti, ci siamo seduti ad aspettare il fotografo e ci siamo fatti un aperitivo...

4- La sposa col cavallo.




Bhè, ad essere veterinari ed invitare veterinari, qualche bestia ci doveva pur essere...

sabato 11 luglio 2009

Sabato


Sabato.

Dopo una notte insonne di pensieri, paure, e ventaccio urlante, è sabato.

E sono sfatta.

Scorbutica, acida come non mai.

E' sabato. E non posso pensare al mare di domani, alle prove del concerto, a "fare famiglia" col nano e con il Tu.

E' sabato, e io ho il groppo in gola; sono stata sgarbata con mia madre, apatica con la mia tirocinante, insofferente con mio figlio.

Perchè?

Perchè domani ho un after-hour dai miei suoceri per l'onomastico di lui (S.Felice) e io speravo di avere almeno la mattina per noi, visto che il Tu è stato fuori per 3 giorni e io ho lavorato come una bestia (visto che faccio il veterinario).

MA ANCHE NO.

Pranzo con i cognati e i nipoti -che vediamo sì, di rado- emquindi mando al diavolo il mare-

Pomeriggio in cui dovrò aiutare a preparare per la festa della sera. Mi salto a piè pari la messa.

Cena con tutto il parentado del Tu, fantasticamente riunito per festeggiare il suocero, a cui mia suocera imporrà a tradimento il mio filmino del matrimonio & relative fotografie.

A: boicotto le prove del coro -e manca meno di un mese al concerto.

B: VOLLO MORIREEEEEEEEEEEEEEEEE!

venerdì 10 luglio 2009

se la mamma lavora...

se la mamma lavora... non può essere una brava mamma (testuali parole di una che conosco)
se la mamma lavora... i bambini devono stare dalla nonna, che ne ha cresciuti almeno due prima di te, è la nonna e li ama (pazienza se li ipervizia e li rimpinza di cibo come un tacchino a Natale).
se la mamma lavora... non puoi dire di no, già non lo vedi mai (io EDUCO).
se la mamma lavora... ti tengo io il bambino, tu devi fare le pulizie/la spesa/ tagliarti i capelli/varie&eventuali (riesco a fare almeno tre cose, oltre a stare con mio figlio).
se la mamma lavora... ma perchè la domenica non venite mai a pranzo? (forse vorremmo stare a casa nostra?)
se la mamma lavora... hai fatto tardi anche oggi, il bambino dorme (se tu venissi a csasa, arriverei prima e il nano lo metterei a dormire io).
se la mamma lavora... certo che ne deve sentire di cazzate.

Sono una mamma che lavora.
Mi piace quello che faccio, come lo faccio e ho fatto una fatica del diavolo per riuscire a farlo.
Pur essendo una disorganizzata del cavolo, da quando c'è Davide rispetto gli orari, ma se c'è gente non posso buttarla fuori, no?
Sto col nano tutto il tempo che posso (e a volte anche quello che non potrei)
Il prossimo che mi dice: "se volevi proprio lavorare non facevi un figlio" probabilmente lo uccido...

martedì 7 luglio 2009

la sindrome della cozza patella...


Domenica mare.

Ci siamo svegliati con solo un'ora di ritardo sulla tabella di marcia. Siamo partiti carichi come dei muli (nella fattispecie, il Tu carico, io avevo solo il nano in braccio). Destinazione: lido Paco, Margherita Di Savoia, un'ora da casa. Il mare più decente e meno affollato che siamo riusciti a trovare. Arriviamo, ci trovano un ombrellone in seconda fila (!). Il posto è bello, alle 10.00 non c'è ancora tanta gente. Scarichiamo le mille borse, sistemiamo gli asiugamani sul lettino. cioè, il Tu fa tutte queste cose -santosantosanto- perchè io ho sempre il magico gnomo in braccio, che si guarda intorno perplesso. Lo spogliamo e lo cospargiamo di crema solare (lui se la ride) macchiando (spero in modo non indelebile) il mio copricostume e i boxer del Tu. Ok, quando ormai è tutto bianco di crema ("stendere uno strato uniforme su tutto il corpo del bambino") lo prendo in braccio e andiamo su bagnasciuga.

Lui è iperperplesso. Aspetto paziente che si rilassi, scherziamo un pochino con il Papà e poi mi accingo a metterlo in piedi sulla sabbia.

un attimo. aspetta solo un attimo. e poi inizia lo spettacolo:

BUAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

Davide inizia a piangere terrorizzato, da quella cosa sabbiosa che gli si è appiccicata ai piedini, dal mare che non lo ha neanche sfiorato, da non lo so che cosa, ma lui grida grida grida, mi si attacca addosso con la forsza della cozza sullo scoglio. E non riesco a calmarlo.

Tutti i bagnanti ci guardano, chi con simpatia -pochi- chi con lo sguardo "maguardaquestiduedeficienticonbimbourlantechecidevonorovinareladomenica".

Davi non smette. Al massimo riprende fiato, butta uno sguardo intorno e ricomincia. In braccio a me, in barccio al Tu. Niente. E' DISPERATO.

Sotto l'ombrellone si calma, ma non mi molla. Dopo un'ora buona, riusciamo a farlo sedere sull'asciugamano con i suoi giochini. Ma appena sfiora la sabbia si ricomincia.

Abbiamo un pò di pace quando si addormenta

E ALLORA SI ALZA IL VENTO, ARRIVA LA NUVOLA DI FANTOZZI E COMINCIA A PIOVERE...

Torniamo precipitosamente a casa.

Il Tu è color aragosta, io sfoggio l'abbronzatura panna (pancia)e fragola (schiena)e sono più sfatta del solito.

Bell' inizio di vacanze...