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Volevo scrivere un altro post...

Dovevo scrivere un altro post.
Leggero, divertente. Sulle tre ore di evasione conquistate dopo un anno di nano.
Volevo scrivere un altro post.
Poi la telefonata. Ero nel giardino della casetta che pensiamo di comprare, un fazzoletto inondato di sole.
"Ciao, sono D. - voce spezzata- volevo dirti che ieri sera alle 23 il fratello di A. si è suicidato"
No, non è possibile.
Ha trentadue anni.
Due bimbe, di 2 anni e sei mesi.
Quattro mesi prima ha fatto il testimone ad A. al vostro matrimonio.
Ma D. piange, e capisco che è vero.
Che lui non è più.
Balbetto qualcosa, confusa; mi chiede di farlo sapere agli amici, per non lasciare A. da solo.
E così ho fatto. Mi sono attaccata al telefono, ho trovato tutti, anche l'amico che è in america e domani non ci sarà. Qualcuno mi chiede il perchè, qualcun altro vorrebbe chiedermi come, ma non lo fa.
Non importa, alla fine.
Perchè.
Problemi a casa, una moglie in depressione post partum che era sparita con le due bimbe, lasciando ad un avvocato il compito di comunicargli che voleva il divorzio.
E lui, che a quello che mi ha detto D. , l'amava, non capiva perchè non si volesse fare aiutare, rivoleva la sua famiglia.

Aveva trentadue anni, e niente più speranze.
L'amore per le bimbe, i vecchi genitori, i fratelli... niente contava più?
Io sono attonita, sbigottita. Domani sarò lacrime e dolore.

Commenti

mammafelice ha detto…
Mi dispiace immensamente... Vorrei dirti qualcosa di più sensato, ma è difficile.

Quello che so per certo, è che quando si arriva a quel punto, nulla e nessuno avrebbe potuto cambiare le cose, fargli cambiare idea, farlo ripensare al suo gesto... per fare una scelta simile, ci va una volontà immensa.

Io credo che certe volte è più facile decidere di vivere, che decidere di morire. Perchè ci va davvero tanto coraggio, a fare una scelta simile.

Mi dispiace davvero...
Se ti va di fare due chiacchiere, io ci sono.
MammainblueJeans ha detto…
grazie
il solo fatto di leggere mi è di conforto... grazie

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di alberi, presepi e altre amenità natalizie...

ci sono moltissime cose che non capisco.
davvero. e molte riguardano i bambini. non i miei nello specifico, ma in generale. e visto che siamo in un inizio di clima Natalizio, le mie perplessità aumentano. primo.
l'albero di Natale.  sui social è una gara a chi fa l'albero più carico, fashion, luminoso, elegante, originale, minimal e chi più ne ha più ne metta. bellissimi. superbi. da farmi schiattare d'invidia.  (non riuscirei mai ad essere così precisa, così perfezionista. mi farei fregare da una schifezza fatta dal mininano, o un lavoretto a quattro mani degli altri due. tanto valore affettivo, poca coreografia.) quindi, albero da vetrina.  salvo poi a dire che è stato fatto per i nani o con i nani. sarà che i tre sono pasticcioni, chiassosi e colorati.  sarà che il loro senso estetico è ...ehm...acerbo(???) ma quando ho dato loro in mano palline e stelle filanti l'unica contenta era la gatta, vista la quantità di giocattoli sparsi sul pavimento. quindi non tiriamoci…

palla fibrosa

accade che quella telefonata arrivi.
accade che il tono della voce dall'altro capo del filo sia basso, e strozzato.
accade che la frase inizi con "ti devo dare una brutta notizia".
pensi al tuo vecchio papà.
a S., principessa malata.

e pensi che lo sapevi che questa cazzo di telefonata sarebbe arrivata, che devi essere forte, che forse sarà un bene.
ma non sai, non immagini.

non puoi sapere che in un ospedale lontano un dottore illuminato ha proposto una risonanza magnetica per un bimbo all'apparenza sano, chissà cosa è scattato in quel dottore, chissà cosa di quel bimbo dagli occhi scuri non gli ha fatto dire di tornare a casa, lui e i suoi paranoici genitori.
chissà.
non puoi sapere.
da medico immagini il brivido nel leggere il risultato, quella scarica di adrenalina  di quando hai azzaccato una diagnosi. hai ragione, signor dottore.
il passo in sala operatoria è breve, l'operazione sarà lunga.
aprire una piccola testa, tagliare i riccioli bruni, togliere quell…

acute osservazioni da mininano (e non solo)

quando il Ragazzino era un mininano, era molto trasportabile.
aspettava tranquillo la fine di un congresso in braccio al papà, o giocherellava con un pupazzetto durante la Messa della domenica.
lei, un pò meno. ok i congressi, ma ferma in chiesa durante la messa anche no. (e ho appeso al chiodo le mie corde vocali)
poi è arrivato lui, il mininano.
quello che il giorno del suo compleanno ha esordito con un "mamma, ho cinque anni, sono quasi un uomo"
che se sta fermo dietro pagamento (colori, librini) non sta zitto MAI.
specialmente durante la Messa.
di seguito le illuminanti considerazioni del mio terzogenito, tutte enunciate a voce più o meno alta, in momenti di silenzio più o meno assoluto:

"mamma, ma perchè il Don ha il microfono e non canta?"
"mamma, ma perchè questi della Chiesa chiedono sempre soldi?"
"mamma, ma Gesù è invisibile che nessuno lo vede?"
"mamma, mi sto annoiando"
"mamma...PUZZETTA!!!"

decisamente un Nano con uno…