lunedì 28 febbraio 2011

due anni fa

Due anni fa stava arrivando, pesante come una tonnellata di mattoni, infido e bastardo come un ex dei tempi del liceo. Me so sentivo addosso ogni mattina, mentre mi lavavo i denti, e guardao allo specchio unatizia che non ero io. Godeva dei miei capelli sul cuscino, così tanti da formare un velo nero sulle mie lenzuola celesti, rideva dei miei assalti alla nutella; mi presentava mamme sicure di sè, con neonjati narcolettici, suocere fantastiche e lavori flesibili. Metterva sadicmente in risalto le mie assenza, facendo strillare mio figlio quando io non c'ero, e si insinuava nell'auricolare del telefonino per stringermi il cuore.
Due anni fa il senso di colpa per essere una cattiva madre stava iniziando na mangiarmi l'anima. Forse ero solo stanca, forse erano gli ormoni, o la pillola o non so. Ma Due anni fa stavo male.
Cosa ero?
Chi ero?
Perchè non ero come le altre?Perchè non mi accontentavo? Perchè non riuscivo a giustificare le mie assenze, le mie mancanze (il lavoro - i soldi- il sonno) come facevano altre?
Era solo il fatto di lasciare il Nano a mia suocera a farmi sentire così..uno schifo? O ero io?
"ora sei mamma...è così..."
Così ..come? Brutto, massacranrte. Mi devo immolare sull'altare della maternità, rinunciando a sogni, progetti.. e se un giorno mio figlio mi dovesse chiedere: "ma perchè non hai fatoo questo o quello? per COLPA mia?". Cosa gli rispondo?
Queste e altre mille erano le domande che mi toglievano la seenità, che riempivano di incubi le mie scarse ore di sonno.
Due anni fa avevo paura di non riuscire più a essere una persona.
E allora ho iniziato a scrivere. Sul un block-notes dove avevo segnato le fasi della gravidanza, il libriccino regalatomi da mia cigina perchè sopra c'erano i beatles col sottomarino giallo. Ho versato inchiostro e lacrime, rabbia e passione. Ho scritto forte, per esorcizzare la paura di non farcela, con una bic blu extrafine trovata per caso in un cassetto. Ho lasciato i brutti pensieri sulla carta, uno per volta, ed era come togliere un mattone dal muro. Ho scritto a mio figlio, ho cercato di spiegargli chi ero, e chi volevo diventare, perchè chi fossi in quel momento non mi era chiaro. O forse non mi piaceva e basta.
E' durato due mesi. Poi è finito l'inchiostro. Che scemenza... ma non ho trovato un'altra bic blu extrafine e non ho più scritto niente.
Allora è nato il blog.

Sabato ho ritrovato quel block-notes. Mi sono messa in ascolto, come se avessi paura di sentire l'alito dei miei sensi di colpa dietro al collo. Invece è arrivato il nano con un pezzo di plastilina blu in una mano e una macchinina nell'altra. "mamma...io fatto ualo!" e rideva.
Ho preso pigolina dalla sdraietta, hon acceso lo stereo e i sono messa a ballare con i miei figli.
Il senso di colpa, probabilmente terrorizzato da una tizia che balla i Placebo con due nani, si è dato alla macchia.

lunedì 21 febbraio 2011

Maschere e Yoga

Domenica il nano è andato al parco con nonni, zii e cuginetti terminator. Tutti rigorosamente iin maschera. (cioè, i nani; voui ve la vedete nonnaccì vestida da Pollon?)
Il Carnevale è una festa che non mi sono mai filata molto. Ok, mi divertivo come una pazza a creare costumi, ma andare a veglioni...brrrrr. La sto rivalutando perchè permmette al mio io creativo di sfogarsi, quindi niente costumi made in china... faccio tutto io! (MEGALOMANE)
L'anno scorso fu cupido.... quest'anno.. andiamo con ordine.
Mamma in blue jeans ha una zia, Uati, da cui ha preso creatività e amore per tutto ciò che è kidcult. E lei, nonostante abbia passato i sessanta da un pezzo, si diverte a trovare le cose più buffe e originali che si possano pensare. Lo fa con i grandi, figuriamoci con i nani. Quindi ci ha spedito elmo, scudo, corazza e spada da legionario romno (comprato a Roma) e pigiama cinese (comprato in cina) per fare del nano un piccolo imperatore. Ok, io ho aggiunto la toga bianca con il mantello rosso a primo e un cappello al secondo. Non avevo calcolato una cosa: cher i nani non amano particolarmente distinguersi. Il nipotino terminator sfoggiava infatti un costuma da handy manny, con tanto di martello, cacciavite e sega, e il nano ha ben pensato che un martello fosse più figo di una spada. da qui dieci inuti buoni di frigna... che sono passati appena il nipote ha intuito che dando al nano un mertello poteva prendere la spada, e darla in testa a sua sorella, ai piccioni eccetera.
Ok...Tutto è bene quel che finisce bene...ma anche no. nonnaccì e venuta a casa con tanto di muso perchè il nano -oramai felice come una Pasqua- aveva un costume "brutto".
Ho fatto tanto Yoga..ma tanto. E poi, Deus ex machina, è arrivato il Tu.
"Mamma, ti ricordo che tu mi hai vestito da greco con la gonna...mi hanno preso in giro per settimane... io averi pagato per avere una spada e uno scudo...l'anno prossimo chiederemo al nano ds cosa si vuole vestire e cercheremo di accontentarlo... ma questanno va così. Quindi STATTI FERMA e non criticare."
e lei "ma figlio mio..lo scorso anno aveva le frecce, quest'anno la spada... dovete proprio trovare dei travestimenti pericolosi per il bambino?"
sono seriamente tentata di vestirlo da cowboy o da testa di cuoio per l'anno prossimo...

lunedì 14 febbraio 2011

Amore fraterno e leoni da guardia

Oggi, complice una riunione sindacale all'asilo, il nano è rimasto con me.
E io, cosa ho fatto?
Ho approfittato della situazione e condotto entrambi i miei pargoli all' Asl per il vaccino. Il primo per Pigolina, quello contro morbillo, varicella e pertosse per il Nano.
Immaginate il Nano, che, riconosciuto il posto, ha opposto una fiera resistenza, per poi porgere la chiappa (metaforicamente) a un allampanato pediatra. Ha versato due lacrimucce, ha osservato il dottore bucare due volte sua sorella e ha pazientemente aspettato i venti minuti d'ordinnza prima di andare a casa. In sala d'aspetto si è messo a sfogliare il suo libro degli animali, chiacchierando fitto fitto con eoni (leoni), anni (ragni), popoti (ippopotami) e compagnia bella.
Il suddetto dottore, che evidentemente non aveva un tubo da fare, si è messo a guardarte il Nano che giocava, e ha iniziato a chiedere "ma come si chiama questo? come fa quello?".
A un certo punto...
Dottore: "e questo chi è?"
Nano: "eone...e te tu pugni ancoa pola...LUI TI MANGIAAA!" (èun leone, e se ti azzardi a fare un'altra iniezione alla mia sorellina, farà di te un sol boccone!)
Il dottore si è girato con il sorriso gelato sulla faccia. "signora mia, in trent'anni ho ricevuto minacce da figli di malviventi, nonne iperansiose e madri isteriche. Ma essere divorato da un leone, mai!. ... Bhe, almeno ha un futuro da domatore!"
Immaginatevi la mia faccia, incerta se scoppiare a ridere per la scenetta o chiedere scusa al malcapitato dottore, e rassicurarlo che non abbiamo leoni per le mani, noi.
A casa, ho raccontato il tuttto al Tu che prima si è sganasciato dalle risate, e poi, serissimo, mi ha chiesto "ma, secondo te, i domatori guadagnano tanto?"

lunedì 7 febbraio 2011

La nana

E' tutta tondetta, con addosso un odore buonissimo di caramella e galatina che è l'odore più buono del mondo; ha un sacco di capelli scuri con riflessi rossicci, e un accenno di ricciolo sopra le orecchie e sulla nuca, ciglia che sembrano ali di farfalle e sopracciglia perfettamente disegnate.
Ride, e spesso; la sua minuscola bocca sdentata da nana si apre in un largo sorriso e tu ti ritrovi a sorridere a tua volta.
La chiamano "bambolina" e le regalano vestitini deliziosi ma scomodissimi, con i quali ha preso possesso di 3/4 del mio armadio.
Le piace fare il bagnetto,quasi quanto a me piace farglielo.
Nel suo cassetto prevale, echevelodicoafare?- il rosa. A righine, a pois, rosa caramella, o rosa antico,o fragola, o pesca... ecco, pensate a una sfumatura di rosa qualunque, mia figlia ha sicuramente almeno un calzino di quel rosa lì. Le amiche, sadiche, conscie del mio "non metterò mai niente di rosa a mia figlia" hanno provveduto loro. E, mi secca ammetterlo, ma porcapuzzola lei sta benissimo vestita di rosa.
Adesso sono in studio, e lei ninna beata in un tutone rosa confetto un pò peloso, ma caldissimo.
Ma uno sfizio me lo sono tolto.
Un paio di minuscoli, deliziosi e brillantinati jeans.