martedì 12 febbraio 2013

le cose belle accadono

la sera del nove gennaio erano
tre giorni passati in ospedale. senza nani senzza visite. io e il mio pancione... in attesa di un cesareo cheforse anticipiamo o forse no. tre giorni di tedio  di libri e di sonno.
tre giorni attaccata a una macchina che dice che contrazioni non ce ne sono  che era tutto un bluff.
e poi arriva la notte prima del giorno x. quello dove mi riapriranno la pancia. e mi chiudeanno le tube . allegria...

e poi...
ore due e quarantacinque. mi sveglia un dolorino ino ino e ho solo il tempo di arriare in bagno che mi si rompono le acque. resto li   . bagnata. a fissare quella pozza che non hosi allarga ai iei piedi.
chiamo il medico di turno. che mi comunica che sono dilatata di due centimetri. che mi manda in sala travaglio e li allerteranno per la sala operatoria
ok.
chiamo il tu.
che entra nel panico... povero...
mi portano in sala travaglio. sono tranquilla. fino a quando non partono le doglie.
che io non ho mai avuto. non so fare la respirazione. non ho idea di cosa succedera... aspetto che mi portinoin sala operatoria... e alloraarrivano loro. i medici di turno. una lei sulla cinquantina  slavata  e un po moschia. e un lui brizzolato e un pochino corpulento.
chiedono alla ostetrica di quanto sono dilatata. quattro dice lei.
ma non erano due penso io. no. fa il medico. sono sette.
signora non si preoccupi. ma qui si partorisce spontaneamente.
ma come... io non so come si fa. non ho il tu a tenermi per mano.
sono io e me stessa. e questo dolore che non mi fa pensare. e mi dicono di non gridare. e io vorrei dire al dottore prova afare uscire dal tuo pisello una mela. e poi vediamo chi non deve gridare.
un ostertica gentile mi dice di non spinegere.
e io le rispndo che ho un fortissimo stimolo ad andare in bagno.
ecco appunto.i cm sono nove. a dieci il nano puo uscire.
scappiamo in sala paarto.
e qui mi sorge un dubbio. ma qualcuno ha avvisato quel povero di mio marito.
veramente  no. una stuentessa esce e gli comunica che c e stato un ca.bio di programma.lui le chiede se siamo al manicomio o in ginecologia.
ma non ha il tempo di dire altro. perche dalla porta socchiusa ice di aver sentito me. che incitata dalla dottoressa spingo con tutte e mie forzze. ho la faccia dei nani nella testa. forse grido. e qualcuno mi dice aprigli occhi e guarda tuo figlio.

eccolo li. perfetto. piccolo e imbronciato. e me lo mettono sulla pancia e sul petto. io e lui.ed eun annusare un cercare parole che non vengono. il dolore passa il tempo si ferma.
ho avuto un parto spontaneo di poco piu di due ore. ho un terzo figlio perfetto. sto bene . sonoviva. tornero a casa dai bimbi. ho una vita nuovache mi aspetta.
a qquesto penso mentre mi portano fuori. lui e li.
e arriivano le lacrime. di gioia. di sollievo. di amore.
perche alla fine. proprio in fondo. le cose belle accadno....


ps. scusate la terribile sintassi  ma sto scrivendo dal telefono ee sono decisamente imbranata.
pps il nano nuovo si chiama enrico...

perche alla fine sotto sotto le cose belle accaadono..