mercoledì 3 giugno 2009

Requiem...

Lunedì è morta Billa Bella.
Il mio primo cane. 15 anni di fedele servizio, di scodinzolii e leccate bavose e puzzolenti.
Non camminava più. Le sue zampe posteriori pendevano dal resto del corpo come morte. "Sindrome della cauda equina", questo il nome della sua malattia. E io, che ne curo tanti, non ho potuto fare niente, se non darle pasticchine e cortisone, cercando di allontanare l'inevitabile.
L'ho uccisa io.
Perchè delegare a un collega sarebbe stato facile, ma non me lo sarei mai perdonato. Ho pregato perchè si addormentasse nel sonno, ma Billa è sempre stata un tipo tosto: ha accettato il suo passaggio dalla maturità alla vecchiaia con quella dignità canina che non smetterà mai di stupirmi. Anche sabato, quando sono arrivata a casa di mamma, è arrivata reggendosi sugli anteriori, e uggiolando felice. Non la vedevo da Pasqua, e per quanto fossi preparata è stato un shock. Magrissima, il musetto bianco e gli occhi velati. Da lontano sembrava un cucciolo.
Ho passato due giorni di pena, trattandola come un condannato a morte (cosa che alla fine era), coccolandola, facendomi riempire di peli, dandole quei bocconcini appetitosi che le ho negato per una vita... chissà se ha capito?
Lunedì l'ho caricata in macchina, e con il Tu l'ho portata alla casa in montagna. Alla vista dei nostri faggi è impazzita: correva perfino! Non era più il mucchietto d'ossa che avevo visto steso sul cuscino poche ore prima, era di nuovo la mia Billa!
Non più malata, era la mia Billa!
L'ho fatta correre finchè ha voluto, ha mangiato l'erba e bevuto l'acqua fresca di montagna. Poi si è fermata, in piedi, sulle quattro zampe. E le ho detto addio.
Il Tu le ha iniettato una forte dose di anestetico e poi la terribile medicina che ha fatto smettere di battere il suo generoso cuore di cane.
Poi l'ho presa in braccio, più leggera di un cucciolo, e l'ho messa a dormire sotto la tuja, perchè da lì si vede il cancello e può continuare a tenere d'occhio la casa.
Buonanotte Billina mia, e grazie