venerdì 26 febbraio 2010

mercoledì 24 febbraio 2010

L'ospedale dei bambini

Lunedì 22 febbraio.

"Pronto?"
"Dottoressa XX salve sono Mammainbluejeans, il mio nano é paziente del dott. B, che si sta godendo la vita su un atollo maldiviano, altro che congresso. Il Nano ha febbre a 38,5 da venerdì, sta prendendo l'antibiotico, è mezzo rimbambito, mangia come uccellino e non migliora. Quando vuole vederlo?"
"Mah...anche mai..."
"???"
"Deve dare il tempo all'antibiotico di agire...voi mamme siete troppo apprensive..."
"Mi scusi, A-io sono apprensiva quanto un bradipo. B- il mio nano di diciannove mesi ha una febbre costante da venerdì, anzi giovedì notte e tu non hai un buco del tuo tempo per buttargli un 'occhiata!?????????????"
"Va bene, vieni oggi alle 17.15"
PRIMO: il dott. B. se il nano ha trentasette e quattro VIENE A CASA.
Ma pazienza. Vado dalla dott.ssa XX, che ha uno studio fantastico, con le pareti colorate, i giochi e lo sgabello mammuth ikea.Lei guarda il nano, mi dice di dare il tempo alle medicine di fare effetto e tanti saluti.
Martedì 23 febbraio.

La febbre non molla il nano, che rifiuta categoricamente di mangiare tutto quello che non sia latte e si fa venire la diarrea. Io sono uno straccio, non mi molla un minuto, non faccio altro che combattere col suo moccio e con la febbre. Mi dimentico di mangiare per due sere di seguito, mando al diavolo una cliente che mi ha chiamato mentre lui dormiva.... sto diventando isterica.

Il pomeriggio ho paura. Il nano si è addormentato sul divano, ma è ghiacciato, alla faccia del pile in cui l'ho avvolto; ha un sonno inquieto, sobbalza, piange, chiama mamma. Quando si sveglia scopro che ha la febbre a quaranta. Tachipirina a gogò... e mi attacco al telefono per chiamare qualla stronza della dott. XX...CHE NON C'E'! LO STUDIO E' CHIUSO E LEI NON RISPONDE AL CELLULARE. Calma... la febbre è scesa, il nano è più attivo. Ma io ho paura lo stesso. Sono sola, il Tu è al lavoro... che devo fare?

Lo chiamo. Lui mi dice una parola: OSPEDALE. Ho i brividi. Non voglio portare il nano all'ospedale... no no no.

Razionalizzo. Sono quasi le sette. Se lo porto adesso lo ricoverano (sperando ci sia posto) e qualsiasi cura, o esame partirà da domani. Chiamo G, catechista del mio cuore, che lavora all'ospedale pediatrico."Stai tranquilla, controlla la temperatura e ci vediamo domani."E così ho fatto.

Mercoledì 24 febbraio.

C'è un posto dove non vorresti mai metter piede, sopratutto se hai un nano piccolo. L'ospedale dei bambini.
Non è brutto, non sa di vecchio o di sporco. Il personale è sorridente, i dottori hanno un pupazzino o una molletta colorata a ingentilire il camice bianco. Ma è un ospedale; per bambini malati.
Grazie a G. evitiamo un iter lungo e sfibrante (e un pochino me ne vergogno). Una dottoressa gentile scherza col Nano, lo visita e lo spedisce a fare un radiogramma per escludere polmonite.
Va il tu con lui, perchè se per caso ci avesse fatto visita la cicogna sarebbe rischioso. Io aspetto fuori, e sento il pianto del mio bambino, che ripete "Mamma mamma" e vorrei sbattere la testa conto il muro. Poi lui esce, sorridente.
"ha pianto quando ha sentito un altro bimbo piangere" fa il Tu.
La lastra è pulita, niente polmonite o bronchite o pleurite. Sento che il nodo si scioglie un pochino. La dottoressa gentile ci manda al reparto infettivi, per un consulto.
Ed, eventualmente, per un ricovero.
"fa che non abbiano posti, fa che non abbiano posti" prego.
Il Dottore che ci riceve è un signore semipelato, con il fonendoscopio azzurro e un grande sorriso. Ha un tono di voce carezzevole, dolce, e Davi si fa visitare senza un lamento.
Quando usa l'abbassalingua fa "Ecco, guardi"
In fondo alla gola di mio figlio ci sono due, tre placche bianche per il pus. Davide ha una brutta tonsillite.
Ricomincio a respirare.
Il dottore mi fa: "Stia tranquilla, cambiamo antibiotico e vediamo...se non scende la febbre in due-tre giorni però lo ricoveriamo"
Indipendentemente da cosa ha adesso, l'antibiotico dato fino ad ora non ha fatto effetto. Si parla di streptococco, di mononucleosi, di influenza A. Ci mandano a casa e siamo due zombie.
Ieri per la prima volta sono tornata in studio da venerdì. Il Nano è stato con nonnaccì, che lo guarda e dice "amoredinonna" con tono drammatico ogni tre minuti.

Oggi era il giorno uno, ma siamo sempre a trentotto e otto.
Il nano è un pochino più vispo anche se mangia quasi niente.
Io ho paura.

venerdì 19 febbraio 2010

Non c'è due...senza tre!

Notte tra mercoledì e giovedì.
ore 3.30: Il nano si sveglia: è caldo come una caffettiera e pieno di muchi che non lo fanno respirare. Se lo cucca Il Tu perchè mammainbluejeans si trova in coma da digiuno forzato.
ore 6.00: sveglia; biberon e tachipirina. Niente asilo. Mammainbluejeans smuove mari e monti per stare a casa col Nano moccolone.
ore 10.00: Il nano crolla; Mammainbluejeans è libera di fare la casalinga disperata, tenuta su da otto caffè prepara il pranzo, cerca di dare una pulita, ma il Nano malefico si sveglia e lei è ancora in pigiama e capelli a carciofo.
ore 12.30: Il nano decide di scontare il digiuno del mercoledì delle ceneri il giorno dopo, e non tocca cibo. Mammainbluejeans e il Tu pranzano, lei sempre in pigiama.
ore 15.00: il nano si addormenta; i suoi genitori crollano sul divano.
0re 15.10: il nano si sveglia; Mammainbluejeans si alza...e ricomincia.
ore 15.30- 19.00: vortice di cartoni animati, musica, lavaggi al naso e tachipirigna. Mammainbluejeans ha un mal di testa formato famiglia, ma almeno non è più in pigiama.
ore 19.15: telefonata col dottor B. pediatra del nano con un camicione a quadri che fa molto malboro.
"Ciao dottore, sono Mammainbluejeans, il nano ha la febbre, il moccio, la tosse, gli sternuti, non vuole mangiare, non si dorme, mi sono lavata dieci minuti fa, eccetera... "
"Lavaggi al naso.."
"ma se.."
"il fluibron"
"te lo ...?"
"NO"
"Vieni tu? gra..."
"Domani non ci sono, non ci sono tutta la settimana. Anzi, non me ne frega niente se non dormi, perchè vado a un congesso strafigo a sollazzarmi con mia moglie. la dottoressa XX mi sostituisce, ma lei prende appuntamento o niente. Augurami buone vacanze e ciao ciao"
ore 19.30: Mammainbluejeans sta bestemmiando il megacongresso del dott. B.
ore 21.00: il nano, che non ha mangiato ma ha preso lo sciroppo, crolla.
ore 21.02: Mammainbluejeans cerca di svenire sul divano, ma il mal di testa la tiene sveglia.
ore 23.00: il Tu, che da vero maschio bastardo è andato a giocare a calcetto, trova il cadavere di sua moglie sul divano; la manda a letto e si scongela una pizza.
ore 2.00: il nano si sveglia. Mammainbluejeans lo mette nel lettone, lo coccola, poi si ricorda che il figlio ha fatto ramadan e gli fa un biberon di latte.
ore 2.45: il nano dorme.
ore 2.47: scherzava.
La notte è stata un susseguirsi di pianti, sternuti, colpi di tosse.
Stamattina eravamo due zombie. Il nano continua nel suo ramadan, il mio mal di testa va e viene e mio marito ha due occhiaie modello sposa cadavere.
Nonnaccì e nonno Felix sono a casa col nano.
"Amore di nonna...madò è tutto bianco, si vede che gli dai l'antibiotico..."
"Veramente ancora non ha preso l'antibiotico..."
"Madò, si è alzato...questa è la febbre..."
"..."
"Però è patito...che ha mangiato?"
"niente"
"ma come...non hai fatto mangiare il bambino?"

Onestamente, voglio una vacanza!

martedì 16 febbraio 2010

Lavare a freddo

Il nano e il Bau di casa hanno un nuovo gioco: il lancio della costruzione. Ossia Davi afferra un cubetto e lo lancia a Macli che lo prende, ci sbava sopra e lo riporta, e si ricomincia.


A volte lo mangiucchia, o lo nasconde.


Non sono entusiasta della nuova attività ludica dei iei pargoli, ma, pur di non turbare l'equilibrio cane-nano, chiudo un occhio (e a sera faccio una bacinella di costruzioni e amuchina).


Stamattina il nano ha lanciato a Macli la zebra di plastica, e lui, prontissimo, la ha afferrata e ha cominciato a leccarla (forse era impastata di biscotto).


Due parole : che schifo.


Ho tolto la zebra dalla bocca di bau e l'ho messa in alto.


Ovviamente il nanetto del mio cuore è saltato su, indicandomela col dito.


"nano, no..zebra è tutta sporca, deve fare il bagno...poi te la do."


Dieci minuti dopo il pupazzetto era sparito dalla mensola, e Davi era in cucina...
Ma dove era la zebra?


Niente da fare, quando dico una cosa al nano, la prende sul serio...

lunedì 15 febbraio 2010

L'aspettare

Qualche tempo prima di sposarci, con il Tu affrontavamo il "problema cicogna".
Sapevamo di volere dei figli, non sapevamo bene quando averli... cioè, ci sembrava strano pianificare un pargolo al "momento giusto".
Qual'era il momento giusto?
E se non arrivava, o non ce ne accorgevamo?
Mille domande, poche risposte.
Troppissimi consigli, dai parenti (aspettate almeno due-tre anni),agli amici (aspettate/non aspettate/ah, ma allora tu non sei incinta?).
Alla fine ci siamo fatti prendere da quel turbine di passione degli sposini novelli. (cacchio, uno fa sesso per anni prima di sposarsi e non capita niente, non sarà poi così facile fare un bambino).
E dopo poco più di un mese eravamo incinti.
Panico. Panico puro.
ma siamo sicuri che c'è? E adesso che si fa?
Si aspetta.
Otto mesi (ho partorito prima) di paziente attesa. Le nostre vite che ruotavano introrno alla mia pancia, piccolo melone di promesse e speranze. Mesi di liste di nomi, di passeggiate a vedere passeggini (!), di tutine minuscole stese al sole. Riviste di puericultura e forum di mamme, parole scritte sul suo diario, per non dimenticare niente.
Piani per il futuro.
"Come te lo immagini?" faceva lui.
"Come te." rispondevo io.
Io che giocavo a fare la super gestante, per dimostrare che non ero malata, e lui preso dall'ambulatorio che doveva ingranare.
Il nanetto che nuotava nella sua piscina privata, ascoltava "yellow submarine" e "Bellamore", dormiva durante i miei concerti e rispondeva con un calcio al timido "toc toc" del papà sulla pancia.
Io mi immaginavo di leggere per lui i libri che amo, fargli ascoltare musica di ogni tipo, portarlo al parco la domenica.
Pensavo di andare a fare la spesa con lui nel passeggino e il cane legato al manubrio.
Lo avrei portato sempre con me, la sua mamma.
Al mare sfoggiavo il mio bikini nero e bianco, e un cocomero enorme e abbronzato.
Non mi sono mai chiesta "sarò una brava mamma?".
sarei stata una mamma. Punto.
Avremmo fatto un favoloso parto epiduralizzato, lui avrebbe pianto e noi ci saremmo detti "ti amo" e sarebbe stato tutto facile.
Ma anche no.
Sei settimane prima della data prevista un dottore mi ha aperto come una cozza per tirare fuori il mio bambino; un distacco di placenta aveva causato un'emorraggia e non riuscivano a fermarla.
Niente Ti Amo, niente poesia. Solo un'annusata rapida.
E poi è stata solo la rivoluzione...
Ma anche no.
Mio figlio mi ha cambiato la vita, ma non il modo di viverla. alla faccia di chi dice che se sei mamma oramai sei nella tomba.

Adesso Davide ha quasi diciannove mesi. sa dare i bacini con lo schiocco e dice Mamma per ogni cosa. A parte la spesa col cane (diciamocelo, ho visto troppi film americani) ho mantenuto tutte le promesse. Il mio nanetto era con me a matrimoni, a concerti, perfino a congressi. Ascolta i Beatles e Mozart, balla se sente i subsonica e sgrana gli occhioni se leggo per lui le filastrocche di Rodari.
Al parco caracolla contento dietro alla palla.
E io felice di lui, dei suoi sorrisi... finalmente MAMMA!

Questo post partecipa al blogstorming

venerdì 12 febbraio 2010

Alla fine...


era...
CUPIDO!
Il Tu ha deciso che, vista la testa di ricci alla Branduari di nostro figlio, poteva vestirsi solo da EROS! (Boing stava passando Pollon, altrimenti non gli sarebbe mai venuto in mente)
Stamattina il nano sfoggiava una fantastica tunichetta di stoffa bianca lucida, con tanto di greca dorata allo scollo e all'orlo. (sotto aveva due body pesanitssimi e un paio di collant caldocatone): il tutto cucito giovedì pomeriggio.
Accessori di Cupido sono :
1 arco con freccia (la punta era un cuore di pannolench rosso)
1 faretra portaarcoefreccia di pannolench rosso, cucita a punto da materassaio bianco.
1 paio di ali da angioletto. (OK queste le ho trovate bell'e pronte)

Lui si è fatto vestire senza problemi, neanche fosse un attore navigato; due sorrisi per la stampa, un bacino alla mamma e poi via a giocare...
...credo che rivaluterò il carnevale come festa!

PS(per le foto dovete pazientare... spero di riuscire a caricarle domani, la max lunedì!)

giovedì 11 febbraio 2010

Homemade

Le cose "fatte in casa" sanno di buono. Le torte della nonna. I maglioni fatti ai ferri. I biglietti d'auguri pazientemente dipinti.
Tutte queste cose hanno assorbito un pò dell'amore di chi le ha fatte, che ha pensato a me in quel momento.
Ieri l'ho fatto io.
Per la primissima volta in vita mia ho messo insieme fantasia, pazienza, ago e filo, stoffa e nastrini, e ho realizzato il primo costume di carnevale del nano.
Adesso è appeso in alto, e domani sarà indossato per il veglioncino dell'asilo.
Ho iniziato alle 15, e ho finito a mezzanotte passata (con intervalli pappa-pigiamino-pannolino-pastelli-costruzioni etc).
Volete sapere da cosa si maschererà domani il mio nanetto?
...
...
NON VE LO DICO! SORPRESA!
si accettano scommesse... tanto non lo indovinerete mai!

venerdì 5 febbraio 2010

Il quinto giorno...

...il nano è tornato all'asilo.
TRADOTTO:
Ho passato quattro mattine a fare la casalinga disperata.
Ma ho anche fatto mangiare mio figlio per ben quattro pranzi.
Ho dovuto tirare a lucido la casa, che Nonnaccì è pronta ad individuare il minimo grano di polvere.
Ma ho provveduto a farle trovare montagne di roba da stirare.
Ho imparato a memoria il palinsesto di Boing e rai Gulp.
Ma potevo sintonizzare su MTV ogni tanto.

Ho passato tre notti di sonno a singhiozzo, una di sonno ininterrotto ma solo perchè ho minacciato il Tu (o ti alzi stanotte, o chiamo l'avvocata).
Stamane il nano si sveglia piagnucoloso oltre ogni dire, ma la mamma gestapo non si fa intenerire e lo fa portare all'asilo. Per venti minuti ho avuto la casa vuota.
Pace. Desiderio di un lungo bagno bollente, di farmi uno scrub con la crema al cocco che mi ha regalato Favola, magari di una tazza di caffè con un libro davanti.
Voglia di cazzaggiare, come quando avevo vent'anni, e potevo ciabattare in pigiama fino alle undici, e mettere lo smalto sulle unghie. Ballare con "I get knok down" a palla, i miei capaelli ricciuti una massa di serpenti nell'aria; sentirmi forte. E libera.
Adesso una tizia mi guarda dallo specchio, ha occhiaie modello sposa cadavere, capelli che si sono stranamente allisciati stretti con un elastico. Non sorride, non si studia. In realtà non si guarda nemmeno. fa cose meccaniche, si trucca perfino, perchè il grigio può fare preoccupare,e non va bene. ha voglia di piangere, ma non lo farà. A pranzo mangerà verdure bollite e pesce arrosto, anche se di nascosto trova sollievo in un biscotto al cioccolato, in un dolcetto della befana avanzato.
Questa tizia non si vuole bene.
Ama profondamente un nano minuscolo, e suo padre. Progetta un costume di carnevale, chiacchiera con le amiche, scrive i suoi blog e lavora.
Ma non si vuole affatto bene.

martedì 2 febbraio 2010

Pessimismo e fastidio

Se sabato inviti amici a cena per una pizza (e accettano tutti) , il Tu arriva a casa in orario, sei riuscita a preparare tutto e ovviamente sei soddisfattissima di te stessa...lo sai, la catastrofe è in agguato.
Comincia con la frase: "amore, non mi sento troppo bene..."
e continua con tuo marito chiuso in bagno per tre quarti d'ora, mentre tu mangi la pizza e conversi con i tuoi ospiti.
Il virus dell'influenza si è abbattuto sul tu modello Hulk Hogan sul ring, e ne ha fatto polpette. Per circa 20 ore mio marito era in stato semicomatoso sotto il piumone, con un torcicollo formato fsmiglia che gli impediva anche di ridere. Messi KO i disturbi intestinali con un pillolone do Imodium e uno di plasil, gli ho bucato una chiappa con un cocktail voltaren-muscoril e allora ha avuto un pò di pace.
Parallelamente il nano ha iniziato a tossire, a non mangiare...e BUM!
Sono alla terza notte insonne, lui è stato riempito di antibiotici e antistaminici dal dott. B., interpellato ieri pomeriggio, e, per fortuna, sta meglio.
Io sono al lavoro, ho Nonnaccì a casa che bada al nipote, il Tu è a Foggia. Fa un freddo cane.
Mi piacerebbe tornare a casa e farmi un bagno bollente, mangiare cinque sei dolcetti pastafrolla e cioccolato che ci ha portato una cliente cuoca, e invece so che mi aspetta un incontro rvvicinato con l'asse da stiro, con il nano da mettere a nanna, con il triste pollo alla piastra e poi, forse, con il letto.
Dove spero di dormire.