giovedì 30 settembre 2010

Quaranta

Quaranta viene prima del 41 e dopo il 39.
Nella Bibbia ricorre molte volte, tipo "il diluvio durò quaranta giorni" o "Gesù digiunò nel deserto quaranta giorni" eccetera...
E' il numero atomico dello Zirconio.
Alì Babà e i quaranta ladroni. (favola)
I miei primi quarant'anni. (film)
-40° è l'unico valore uguale sia nella scala Celsius che in quella Fahrenheit.
Una gravidanza dura in media quaranta settimane.
Quaranta è il cognome del professore stronzo che mi ha bocciato sei volte allo stesso esame, nonchè del proprietario di una ditta che fa dolci e una di spedizione frutta.

Tutto questo per dire che tra quaranta giorni un simpatico dottore mi aprirà la panza e farà uscire la nana.

Oh cacchio.....

martedì 28 settembre 2010

Ma che sei matta

Continua irrefrenabile l'ondata di perle di saggezza che mi sta letteralmente sommergendo...

"Ma che sei matta, fai ancora le scale?" (e a casa come torno, faccio calare giù un cestino dal balcone?)
"Ma che sei matta, lavori ancora?" (più di prima... avessi aviuto questa energia al terzo mese)
"Ma che sei matta, prendi in braccio tuo figlio?" (e se qualcuno prova a impedirmelo lo UCCIDO)
"Ma che sei matta, tocchi i gatti?" (e non solo quelli)
"Ma che sei matta, esci la sera?" (colpevole!)
"Ma che sei matta, non hai anora finito la valigia?" (veramente non l'ho neanche iniziata)
"Ma che sei matta, non fai venire da te tua mamma con un mese di anticipo?" (ci tengo alla mia pace mentale, grazie)
"Ma che sei matta, fai ancora sesso?" (brutta cosa l'invidia, amica cara)

Non ci sono parole...

venerdì 24 settembre 2010

Il CaiNano

Prendete due tizi.
Un lui e una lei munita di pancia abitata. Fateli stancare tanto tanto tantissimo, e non con follie erotiche o robe simili, ma sfiancateli di lavoro, tipo quasi tredici ore con piccolissime pause. Riempite quelle pause con un nano di due anni vispo come una vespa.
Avete un'idea della loro stanchezza?
Ecco. Sono due che hanno preso il letto e lo hanno spaccato in due, che vogliono solo una cosa: DORMIRE.
Sono due che, contravvenendo tutte le regole del bravo genitore, hanno preferito mettere il loro rampollo nel lettonbe piutosto che farsi ventiminuti di ninnananna per riaddormentarlo (alle due del mattino....).
Sono due che, poveri idioti, pagheranno a caro prezzo la loro leggerezza.
Il nano si trasforma in un sonnambulo tarantolato, che si esibisce in uno strabiliante repertorio di carpiati, capriole, calci, schiaffi e puzzette; ride, con quella risatina inquietante e diabolica stile ba,bola assassina, parla... dice "basssi...mamma bassi" (tradotto: baci mamma baci) e ti cerca, rigorosamente ad occhi chiusi, sbaciucchiando ogni centimtro di pelle nuda che riesce a trovare. Il tutto sempre contorcendosi.
E uno pensa, " ma porcapuzzola, non possiamo stare abbracciati stile bimba -tu- con orsetto -lui-?" Peccato che lui abbia le antenne e capti questo criptico segnale, vendicandosi all'istante: dopo il trecentoventiduesimo bacio si trasforma in caimano e comincia ad azzannare tutto (braccia, dita, pancia abitata). E CONTINUA A DORMIRE.
Ok basta, lei si alza per disperazione. Forse si può fare dieci minuti sul divano.
Non dico l'ora per decenza; trenta secondi e si sente il grido "lattuccio" mentre il cervello implora un caffè.
Il lui, liberato dall'acrobatico pargolo, spera di farsi un'oretta in tutta tranquillità: è un povero illuso. Quindici minuti e si ritrova il nano e il cane che si rincorrono attorno al letto, con uno -il nano- che per sfuggire al cane gli salta addosso, e l'altro -il cane- che non può salire sul letto, che ogni tanto gli butta una mozzicata (della serie "spostati!").
Alla fine anche lui si alza.
Buongiorno!

mercoledì 22 settembre 2010

Perle di saggezza

Riporto, nell'ordine di idiozia, le seguenti frasi, dette da mamme e papà muniti di un solo nano.

"ma lo volevate?" (e tu che dici?)
"io non lo avrei mai fatto" (esticazzi)
"ma tu non prendevi la pillola/lui usava il preservativo/metodo ogino knaus?" (evidentemente NO)
"e adesso come farai col lavoro?" (metterò la nana in un trasportino e la farò passare per un gattino)
" e come farete a mantenerla?" (tetta-free per 6 mesi, poi si vedrà)
"guarda che se il primo è calmo, la seconda sarà una pazza indemoniata" (ma vaffanpuffo!)
"ma sei pazza????????????(tu di più, se dici una cosa del genere a una che sta per partorire)

"io penso che CHI FA UN SECONDO FIGLIO E' EGOISTA PERCHè TOGLIE AL PRIMO PER DARE AL SECONDO" (no comment)
"ma lui era d'accordo?" (guarda che abbiamo fatto un figlio, non l'ho costretto ad entrare in una setta)
"quanto hai preso? cinque chili? solo sulla pancia? sarà difficilissimo perderli perchè ti resteranno tutti lì, o al massimo ti scendono sui fianchi" (grazie cara, è sempre bello sentire parole di conforto)

Niente da fare, un sana forchettata di cazzi propri non se la fa mai nessuno.

mercoledì 15 settembre 2010

Scleri da mammite e sonni compensatori

Da ieri il nano è tornato all'asilo.
A parte i 10 minuti di "mammaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa" è andata.... vabbè, è andata. Stamattina, quando ha mangiato la foglia mi ha guardata e, serissimo, mi fa "mamma, io no zie"
Peccato che non abbia possibilità di scelta.
Ben più tragiche sono le sceneggiate post-asilo. Da ben due giorni lo vado a prendere e non si vuole staccare da me. PIANTI, URLA.... non sembra mio figlio. Non vuole andare dai nonni, non vuole che la nonna lo prenda in braccio, o che il nonno lo baci.
Non c'è dubbio: il nano ha la mammite acuta. Da ritorno a orari -i miei- poco consooni a un nano o da mi sono rotto di stare con i nonni, non ci è dato sapere.
Risponde no a tutto:
Nonnaccì:"Davide vuoi l'acqua?"
Il Nano: "no tu!...mamma"
Nonnaccì:"Davide vuoi il latte?"
Il Nano: "no tu!...mamma"
Nonnaccì:"Davide laviamo le manine?"
Il Nano: "no tu!...mamma"
Immaginatevi come sta Nonnaccì. Nonno Felix ha poi ammesso che questa storia del no-tu-mamma va avanti da qualche giorno (e magari me lo dicevano prima), che però da ieri si è esacerbata.
Che sia un tentativo di boicottare il nido, al fine di restare unici baby sitter di mio figlio?
Non so.
Ma stanotte ha dormito 13 ore di fila. Io otto.

Penso di poter sopportare qualche sclero se poi sono ricompensata da un lungo sonno ristoratore.

lunedì 13 settembre 2010

Un nano versione Roger Taylor

Sabato fiera. Del Levante.

Dico meglio: sabato fiera del Levante in cui una mamma con panza ha dato spettacolo (ma nel vero senso della parola), un papà si è fatto matte risate e un NAno ha scoperto una grande passione.

tralascio i primi due individui e mi soffermo sul terzo.

Il nano ha scoperto LA BATTERIA.

E non la batteria= cosa che fa rumore, ma la batteria in quanto strumento musicale. Allora, non so chi gli ha dato in mano le bacchette.. poi lo ha messo sul seggiolino "vedi Davi, così si suona" e poi... ha fatto tutto lui. Tre minuti di pratica e nasce un ritmo sensato, una roba tipo "tu-tu-tutu-tum tu-tu-tutu-tum " che si ripete, intervallata da un colpo sui piatti , ma va avanti.

E i passanti si fermano. E l'amico Ganzo, proprietario della batteria, che non ci crede, e in un gesto di magnaminità GLI REGALA LE BACCHETTE.

E il Tu scoppia d'orgoglio per il suo nano mini musicista, e io so che lo vede fare assoli di batteria allo stadio di Wembley come Roger Taylor dei Queen o non so chi.

Io intenerita, spero solo che aspetti a comprtare la batteria fino a che non avremo una casa più grande, dove sia possibile insonorizzare le pareti!

venerdì 10 settembre 2010

Parliamo un pò di lei...


..ossia della nana.

Da minuscola formichina, all'ultima eco era stimata circa 1 kg e due. Sono passate tre settimane e quindi penso che sia più pesante di mezzo kg... non so.
Il bello di questa seconda gravidanza è che è mia.
TRADOTTO: non mi caga nessuno.
Ok, ci sono i come stai? e come ti senti? ma tutta quell'ipocondria gravidica che aveva contagiato mamme e suocere e sorelle e amiche sembra lavata via... come se, a volte, si scordssero che sono incinta.
E, sinceramente, che goduria!
Nessuno che mi mette la mano sulla pancia (e che è, la palla di cristallo?). Nessuno che mi chiede quanti chili ho preso, se ho i bruciori di stomaco eccetera, nessuno che mi riempie di cazzate abnormi tipo "non incrociare le gambe che si attorciglia il cordone".

Nonna in blue jeans si lamenta perchè non ha neanche un'immagine dell'eco. Ma, vi assicuro, la nana non ama paparazzi e jet set, e in tutte le eco ha il faccino coperto dalle mani o dal braccino.
Nonnaccì tace, non chiede niente, ha solo messo sù un pò di muso quando le ho detto che il corredino lo avevo fatto con mamma, e si è scandalizzata perchè è totalmente pink-free, ma chissenefrega.

Quello che inizia a dare segni di squilibrio è il Tu.

La luce delle mie pupille, alla vista di tutine color pesco , di calzini minuscoli e di bavaglini con fiorellini e passerotti, è lievemente sbiancato. Aprendo il catalogo prenatal e vedendo scamiciati e collant per nane ha rischiato il colpo apoplettico.
"è che non sono abituato a questi colori tenui.... " ha cercato di giustificarsi con occhio da pesce lesso. In risposta nonna in blue jeans ha comprato una deliziosa tutina fuxia con bestiole varie. (vedi sopra)
"così va meglio" ha annunciato lui.

Punto primo: devo vestire mia figlia con colori sgargianti, altrimenti suo papà la considererà una "cosa moscia" e non la prenderà in braccio per paura di romperla.
Andiamo avanti. Qualche sera fa vedevamo la Tv e il protagonista, padre di una sedicenne, meditava su come aprire la porta al fidanzatino della figlia, sì da terrorizzarlo e fargli passare idee malandrine dalla testa. Per questo si barda con un camice insanguinato e con una testa mozzata (alquanto realistica). L'uomo della mia vita, serissimo, mi guarda e fa "però..è un'idea!"
Punto secondo: preparami a una lunga serie di battaglie quando lei vorrà uscire e lui accamperà scuse per impedirglielo.

Devo continuare?
Ha pensato di (nell'ordine) : dare al Nano un supplemento sulla paghetta per fargli tenere d'occhio la sorella, chiuderla dalle Carmelitane Scalze dai tredici ai 30 anni, comprare un mastino iperaddestrato e tresferirci in un'isola deserta a contere le balene di passaggio.
Ancora un pò e chiederà il porto d'armi.

E allora io chiamerò uno psicologo...ma uno bravo.

mercoledì 8 settembre 2010

Settembre

Settembre è un mese che non esiste. Lo dico perchè passa via veloce e leggero, afoso di scirocco e frizzante per la pioggerella che ti inzacchera i vetri dell'auto.
Settembre è lasciare gli infradito per le scarpe chiuse, le colazioni tutti insieme stile mulino bianco per un caffelatte veloce mentre scaldi il biberon del Nano. E' pensare alle parole nuove che lui ha imparato in un mese, è mettere via magliette che potrano i segni di un gelato o di un succo di frutta, e lo smacchiatore non è riuscito a mandare via.
Questo settembre è il mio ventre gonfio, la mia bambina che si muove a volte delicata come una farfalla, a volte come irrequiteta una tarantolata, e mi sento impazzire perchè mancano ancora due mesi, ma se settembre non conta in realtà mi sveglierò una mattina e sarò una bi-mamma.
E l'asilo non è ancora a perto, e devo lasciare il Nano dai nonni per dodici ore, e lui piange quando vado via dopo pranzo e io mi sento uno schifo, perchè lui chiama mamma e mamma va via.
Lo vedo piccino, come mai prima d'ora, penso che sì, staremo tanto tempo insieme dopo che nascerà la nana, ma sarà durissima poi.
E il Tu lavora tanto, e io non ho avuto il tempo di fare la mia valigia e buttare giù due righe per la mia bimba. E la nana non ha un nome. E io mi sbatto in studio, per stare tranquilla poi.
E oggi il tempo fa schifo, esattamnete cpome il mio umore, e tutte le paure, i dubbi e le riflesssioni profonde mi sembrano più grandi, più terribili e più insormontabili di quanto non mi sarebbero sembrate col sole....

venerdì 3 settembre 2010

Ricordi d'estate (parte seconda)

Dopo il mare... la montagna.

Tempo di adattamento del nano a erba, terra, foglie secche e rametti: dai tre ai cinque secondi. (erano tre e dico almeno tre cambi al giorno, ma ne valeva la pena)

Praticamente una pacchia. Tempo quarantotto ore e il mio rampollo mangiava come un elefante, dormiva come un ghiro e si muoveva come Adamo nel giardino dell'Eden, sgranando gli occchioni per ogni cosa nuova. E vi assicuro, in mille metri quadri di giardino di cose nuove ne vedi tante. Ha scoperto che gli alberi sono "aaarti" e che le foglie fanno "schhhhhh" se tira vento. Che le farfalle ("atta") sono veloci, che i calabroni ("zz'ne") fanno zzzz quando volano, che le pere e le susine crescono sugli alberi.


Ha capito che in casa sono religiosamente conservati cappelli di paglia che avranno quarant'anni, e giocattoli rigorosamente vintage che erano della mamma (i mitici Puffi).


Ha imparato a tirare calci al pallone col sinistro, a fare "gal" giocando col papà, a salire e scendere le scale.




Ha portato a spasso il suo cane, rinforzando un rapporto già solido, e ha deciso che come materasso è decisamente moooolto comodo (che se Nonnaccì lo avesse visto avrebbe cacciato un urlo...)


Adesso siamo nella triste bari, e il passaggio è stato per lui un pochino traumatico, per noi molto di più.

la panza cresce, è ancora senza nome, io ho preso solo 5 chili e ho, aimè, ripreso a lavorare.

Sono state delle belle vacanze....

giovedì 2 settembre 2010

Ricordi d'estate (parte prima)

Siamo tornati.
Un agosto caldo, appiccicoso e pigro ha oramai lasciato il posto a un frizzante e frenetico settembre.
Venti giorni di ferie in cui ho spento i cellulari, dimenticato internet, e leasciato le chiavi della macchina appese a un chiodo. Dopo tre giorni di mare ci siamo trasferiti in montagna, al fresco.
Ecco...il mare.
Il nanico rapporto con l'acqua salata e affini (sabbia, sole, ombrelloni eccetera) è lievissimamente migliorato; nel senso che non urla più come se lo stessimo scannando, ma siamo un gradino sopra.
L'idea di giornata al mare di mio figlio si traduce in "io a mollo nella piscinetta (quella piccolissima) con tutti i miei pupazzini (nella fattispecie 15) paletta e secchiello". Quindi immagginatevi un nano che alla fine tanto più nano non è, bianco come una mozzarella e con bandana in testa che affoga i suoi pupazzini nell'acqua salata diventata bollente.

E se pensate che almeno a turno i suoi accaldatissimi genitori si siano potuti ritemprare nelle gelide acqua dello stretto... bhe, vi sbagliate. Pensando che l'acqua nascondesse uno squalo di dieci metri o un calamaro assassino, il Nano urlava "mamma vieni!" a pieni polmoni appena mettevo un piede in mare. Era uno spettacolo talmente penoso che tutti i bagnanti si voltavano a guardare (e secondo il tu qualcuno era pronto a chiamare il telefono azzurro).

Di bello il soggiorno "giù" ci ha regalato passeggiate sullo stretto, a guardare baldi giovani fare Kitesurf con l'Etna sullo sfondo, e un nano che diceva "Aero" ogni volta che ne incrociavamo uno, e gelati alla frutta, e impronte di piedi da nano sulla sabbia, e curve di pancia sullo sfondo del mare.