martedì 27 settembre 2011

Sabato è arrivata

Sabato è arrivata.
E io ero senza i nani, perchè era troppo il caos, così li ho spediti a fare la spesa col papà.
L'ho accolta nella mia casa incasinata, così diversa da quella ordinatissima a cui era originariamente destinata, imprecando sottovoce per quel mezzo centimetro che non avevo calcolato.
Sabato è arrivata la stanzetta dei nani, direttamente dalla calabria Saudita.
"oh bella, ma che è, non ci sono negozi di mobili a Bari?" direte voi.
Eccome se ci sono.
Ma questa stanzetta è la MIA stanzetta. Nonnainbluejeans, pratica come sempre, ha organizzato il trasloco (facendoci risparmiare un bel pò di soldini).
Mobili bianchi con un righino rosso ai bordi, e ventisei anni di ricordi.
Il sopralzo dell'armadio dove mamma nascondeva i regali di Natale.
Il secondo cassetto dove mia sorella chiuse il gatto (non lo fece apposta).
Il mio letto.
Adesso ci dorme il Nano.

E' stranissimo vedere quella stanzetta in casa mia.
E' bellissimo vedere i nani che ci giocano dentro.

Ed è estremamente divertente riorganizzare la stanza, cercare i tessuti per i copriletto e la tenda, fare schizzi per un mezzo murales (chissà se riuscirò a farlo), sfogliare catalogo ikea e spulciare nei mummy blog alla ricerca di qualche idea divertente.
Cerxcherò di postare qualche foto (quando riuscirò a farle), nel frattempo si accettano suggerimenti, descrizione delle stanze dei vostri nani, eccetera...

giovedì 22 settembre 2011

Giochi da maschi

"papà, giochiamo?"
"va bene..a cosa giochiamo?"
"giochiamo che io conto fino a tle..unoo, due...tleeee...BOTTE!"
e giù tutti e due a ridere come i pazzi.

non vedo l'ora che la nana mi chieda di giocare a "principesse alla festa" o "minipony al concorso ippico"...

mercoledì 21 settembre 2011

Brutti sogni

"mamma..io fatto blutto ogno..."
"E cosa hai sognato amore mio?"
"ho ognato mamma anda'a ia... che un mosto pleso mia istola e io paula...ma poi ho dato pugno e pinta a mosto e lui cappato ia..."
" e mamma tornava?"
"no..mamma anda'a ia"

Per la prima volta il Nano ha fatto un brutto sogno; o forse la prima non è, ma non me lo aveva mai raccontato.
Come in tutti i bravi incubi ci sono mostri -e pistole (una fantastica pistola effetti sonori e luminosi di Buzz Lightyear, comprata per fare dispetto a Nonnaccì).
E fin qui ok.
Ma io non ci sono.
Io non torno.. lo lascio solo.

sarò paranoica, ma questa storia mi ha mandato di un male....

lunedì 19 settembre 2011

Bellissima

Bellissima.
Di zucchero filato e miele. Occhi liquidi un pò verdi e un pò grigi, in un incarnato di alabastro rosa.
La bocca un bottoncino, le orecchie conchiglie, i capelli come una bambola.
Non ha pianto, era perlessa ma curiosa.
poi ha puntato un bimbo e si è messa a gattonare verso di lui, richiamando la sua attenzione con risatine e manate sulla schiena.
Io sono uscita e lei è rimasta tranquilla, a esplorare, ad annusare questo mondo nuovo.

Lei è Paola, mia figlia.

Al suo primo giorno di nido.

la serenità con cui ha affrontato la cosa è stata un balsamo per il mio animo inquieto...

sabato 17 settembre 2011

Una porta in faccia

Ossa di cartone, mani di burro.
Testa piena di pensieri densi come fumo.
la tu bocca non iesce a sorridere, e fai uno sforzo per non sclerare; hai una voce acuta, stridula, che non riconosci come tua.
Non ti guardi perchè sai di essere un vergogna per il genere femminile, per le donne-mamme che lavorano in particolare. Urgerebbe un match con parrucchiere&estetista, dove sai che andresti -felicemente- subito al tappeto. Sempre che non ti arrestino per oltraggio alla decenza, bisto lo stato in cuo ti trovi.
Sei ingrassata, perchè hai trovato nel cibo, nel gesto di masticare e buttar giù, una qualche fonte di energia che ti fa marciare per diciannove, venti ore. Hai perso il conto dei caffè che bevi, supponendo che siano loro a far connettere i neuroni.
E allora cosa fai?
Chiedi aiuto. Perchè la tua vita non comprende solo te, ma i nani, e il Tu. E i tuoi pazienti-clienti.
E hai paura di crollare, letteralmente, come un sacco di patate.
Chiedi aiuto perchè hai bisogno di staccare la spina, di dormire almeno sei ore, ma di filato,; perchè non vuoi sembrare sciatta e trascurata, e hai un disperato bisogno di un correttore e un fondotinta, e di una ceretta fatta da un professionista, non da te che alle undici di sera stai in bagno con una gamba sul lavandino e il rullo della cera in una mano.
Chiedi aiuto perchè non sei un robot.

In trentadue anni, causa orgoglio di mxxxda, non ho mai chiesto aiuto a nessuno.

L'ho fatto ieri per la primissima volta.
Ho avuto una porta in faccia.

Non mi sono mai sentita tanto sola in vita mia...

mercoledì 14 settembre 2011

La smemo-suocera

Ok. Niente panico. NIENTE PANICO.

Con questa frase iniziano tutti i libri della saga "I love shopping".
E vi giuro che è stata la cosa che ho pensato io lunedì sera, quando... andiamo per ordine.
L'altra mattina, causa sveglia all'alba (con tanto di gallo in sottofondo), mi sono messa a spignattare, tipo le lenticchie per i nani, il brodo di verdure per Pigola, con annesso omogeneizzato home made.
Perchè resta sempre il problema: che cacchio mangerà mia figlia per cena? ma sopratutto: nonnaccì la farà mangiare?
Pranzo: lenticchie.
Cena......: ho frullato una bella fetta di prosciutto cotto con un poco di omo di verdure.
Molto soddisfatta, porto da mia suocera il barattolino di lenticchie passate, quello col prosciutto, e un altro con le verdure (per il giorno dopo).
Insieme a otto vasetti di omogeneizzato misti e tre confezioni di formaggino.
Potevamo sfamare un asilo nido.

I nani mangiano con gusto le lenticchie della mamma, io sono serena , lascio le indicazioni per la cena e me ne vado, trallallero trallallà, tutta felice in studio.
Verso le otto e mezza io e il Tu siamo dai nonni a prelevare i pargoli.
Davi sta finendo di mangiare la frutta. Il tu mi chiede un bicchiere d'acqua.
Apro il frigo e...OK niente panico.
Sul ripiano in vetro infrangibile, intonso, c'è il mio barattolino di prosciutto (inconfondibile in quanto rosa).
E allora sbotto.
"nonnaccì, ma cosa ha mangiato Pigola?"
"quello che hai detto tu..il barattolo di verdure!"

le cose sono due.

uno-IO&nonnaccì parliamo due lingue differenti. Il che è, effettivamente possibile, ma non mi spiega perchè riguardo a davi capisce tutto (anche se poi non sempre esegue ).


due-Nonnaccì sta rincretinendo di brutto.


Poi mi ricordo che lei continua a non ricordare che suo figlio (il Tu) non ama il parmigiano ulla pasta, è convinta che non gli piacciano le carote e le melanzane (io:"ma se la parmigiana la mangia, e anhe il pollo con carote e panna..." lei:"lo fa per farti piacere").
La sua memoria è limitata ai primogeniti.

Quindi se ci scappa nanonumerotre probabilmente morirà di fame.

lunedì 12 settembre 2011

Primo giorno tra nani teppisti, pupazzi e mazzate.

Zainetto.
Bottiglietta di acqua.
Un cambio completo, perchè, si sa, l'emozione può fare brutti scherzi.
Maglietta della scuola...oh cacchio, non l'ho ritirata, facciamo una maglietta bianca e passa la paura.
Incubi, tipo ci svegliamo alle dieci, il suo nome non è nella lista, per un errore l'hanno mandato in un'altra sede... può bastare, vero.
Stamattina primo giorno di scuola materna, o dell'infanzia.
Io ero in piena ansia da prestazione da grande evento.
Il Nano, mediamente contrariato.
Diffidente e perplesso, ha varcato la soglia della sua scuola per i prossimi otto anni tenedomi la mano. Si è illuminato quando il papà gli ha detto che quella era la sua scuola. Ha mostrato il suo zainetto rosso e giallo a tutte le bimbe...oh cavolo. Ma sono tutte femmine?
Ebbene sì. Su venticinque nani venti sono femmine.
vabbè, l'importante è che si diverta.
Ma anche no.
Dieci minuti dopo che i bimbi si erano seduti e le maestre illustravano il programma, ecco Giovannino, un metro per trenta chili, avvicinarsi al mio Nano, strappargli il gioco dalle mani, e, non contento, buttarlo a terra.
Lui, logico, scoppia a piangere. Io lo calmo, prendo un altro gioco e lo faccio sedere.
L'altra mamma..NIENTE.
tre minuti. La scena si ripete, ma è Alexander Micael a sgraffignare il giochino e a menare il Nno.
Oramai lui è estremamente offeso e decisamente inconsolabile. La maestra, che ha sgridato il bambino visto che la di lui madre se n'è strafregata (perdonate il francesismo), tenta di calmare davi.
Ma lui non vuole il palloncino, nè le caramelle.
Non capisce perchè quei bimbi sono "monelli". Non si fida. Non mi lascia un istante, è spaventato.
Alla fine la maestra ci congeda, asciandogli portatre via un pupazzetto.
E Gennaro, che lo vede, corre dal nano e gli porta via il pupazzo.

OK. Esistono i bambini vandali. Lo sapevo.
Ma cavolo, perchè gli stessi hanno madri inette e prive di spina dorsale? La mamma di Gennaro non ha neanche tentato di ridare il pupazzo al nano.
Sono dovuta andare io a riprenderlo, ricordando che la maestra lo aveva dato a mio figlio, e che lo doveva riportare l'indomani.

Come primo iorno non è stato un granchè. Almeno per me.
Delle maestre, che mi hanno fatto una bella impressioen, del programma, delle mille attività parlerò un' altra volta.
Adesso ho lo stomaco sottosopra, il morale sotto i piedi e spero che Marco, il quarto nano che non ha dato segni di vandalismo, si coalizzi col nano per rendre pan per focaccia ai tre teppistelli in erba.

giovedì 8 settembre 2011

Il piccolo professore

Se senti il Nano che corregge nonnaccì "nonna non si dice cucchiaia... si dice cucchiaio" , non sai se ridere perchè fa ridere o se piangere perchè non si è mangiato neanche una sillaba, e le lettere sono tutte giuste.

Avrei voluto tanto avere una macchina fotografica per immortalare la sua faccia....

martedì 6 settembre 2011

I figli diversi

Quando, a soli quattro mesi, ho iniziato a lasciare il Nano a Nonnaccì, lei non si è lasciata sfuggire l'occasione di mettere in luce le sue fantastiche qualità di matriarca; c'era un fasciatoio in bagno, la culla (rimessa a nuovo) nella stanzetta, scorta di omogeneizzati e latte nella dispensa. Addirittura buttava via il MIO brodo e passato di verdure e lo rifaceva (non so se mi spiego).
Con la pigola mi aspettavo, se non proprio lo stesso trattamento, una roba simile.
E invece...


  1. niente culla: vabbè, in effetti fino a sette mesi mi sono rifiutata di condividere la nana con chicchessia, quindi non aveva senso fare un'altra culla.

  2. niente fasciatoio: e vabbè, idem come sopra..ma anche no.

  3. il mio brodo adesso lo accetta, come il passato.

  4. omogeneizzati, latte e pannolini: NON PERVENUTI.

"è finita la pastina..non ci sono più pannetti" ah, ok. doppia spesa e pazienza. lo stesso per gli omogeneizzati. "non ti scordare il latte...ma com'è che questa bambina cresce poco? è che tu non la fai mangiare.."


NON LA FACCIO MANGIARE?


ma se da due mesi mangia da te pranzo e cena.. che cosa significa "non la faccio mangiare"?????


ve lo dico io: o fornisco pranzo e cena o la Nana cena solo con la pasta. Con le mie verdure. Senza neanche il parmigiano.


Perchè comprare due uova per ENTRAMBI i bambini è troppa fatica, immagino. "ma che ne so io che la sera mangia l'uovo?-la ricotta-il formggino-il prosciutto cotto?" MA PERCHE' CAZZO NON ALZI IL TELEFONO E NON ME LO CHIEDI? Hai tre nipoti...in due anni hai scordato già come si alleva un nano sotto l'anno di età?


Perchè ci sono i librini per davi, e i giochini, e i fruttoli, e per Paola niente? Cosa è mia figlia, una bambola, senza interessi, senza personalità? cos'è, lei deve restare magra perchè è femmina? omi devi far pagare il non avertela lasciata fin dai primi mesi?


Sono tanto tanto tanto incazzata...

giovedì 1 settembre 2011

Un consiglio...

...se non sapete cos'è una cosa (scusate il pessimo gioco di parole), NON CERCATE SU INTERNET.
Il dott.Brax ha diagnosticato DISLALIA al Nano. Ossia un'alterazione del linguaggio per cui non pronuncia bene le parole, sostituisce alcune lettere, tende a non pronunciare la parola completa (es: banana è anana, topolino è olino); io pensavo che fose tutto normale, incalzata dai vari "è piccolo" delle nonne. Ma, a quanto pare, no.
Per saperne di più ho googlato dislalia.
E adesso sono in attesa di una visita foniatrica con valutazione del linguaggio, di un 'audiometria eccetera.
Settembre: iniziamo bene.