mercoledì 30 settembre 2009

Il caffè della mattina

Mamma A.: 29 anni tre figli di 5, 3 e 0,2. Infermiera, ride dei suoi chili di troppo, sballottola la nana piccola da una parte all'altra e scopre una tetta gigantesca al primo segnale di famefamefame. Parla in continuazione con una cadenza leccese stretta e alla velocità della luce. Però è simpatica.
Mamma B: 34 anni, un aborto alle spalle e un nano terminator di 18 mesi. Fa conferenze sulla sua travagliata storia ginecologica e rabbrividisce all'idea di fare un'altro figlio. Lavora nella pubblicità alla coop e cerca di far istituire un nido aziendale (e ha tutta la mia solidarietà).
Mamma C: età indefinita, una nana di 13 mesi e un'aria sbattutissima. Mentra a spetta la nana fuori dall'asilo studia per un concorso che dovrebbe farle ottenere un assegno di ricerca all'università (di assunzione manco a parlarne)
Mamma D: io. trentanni eccetera, nano di 14 mesi e desiderio di prole in pancia.

Questo è il simpatico quartetto che prende il caffè al bar vicino alla nanoteca. in comune il nostro essere mamme, e la voglia di condividere le nostre esperienze. e di fare un min uto di evasione prima di cominciare la giornata...

lunedì 28 settembre 2009

Manie di protagonismo

Io: " all'asilo è diventato bravissimo: la maestra dice che è socievole, mangia...davvero un tesoro!"
Nonna-in-blue-jeans: "amore di nonna..."
Il Nano: "MAMMAMMAMMAMMAMMAMA!"
N.i.b.j: "Nonnippo! Nonnippo! Davide dice mamma!"
Nonnippo: "ha detto NONNO!?!"
N.i.b.j: "No, ha detto Mamma"
Nonnippo: "ah, vabbè.."

Telefonata quotidiana in calabria saudita ai miei genitori.
Che si commenta da sola...

venerdì 25 settembre 2009

...fa-nno-ciao!



Sono quattro. Hanno nomi impromunciabili: Tinky Winky, Dipsy,Laa-Laa,Po. Sono viola, verde, giallo e rosso. Hanno un'antenna in testa e un televisore incorporato nella pancia. Parlano una buffa lingua commentata da una qualche Entità Superiore che non sa dove sia di casa il congiuntivo.
Sono i Teletubbies. E sono entrati in casa mia.
Premessa: che esistessero lo sapevo grazie alla pubblicità in TV, ai giocattoli e a una zia che è irresistibilmente attratta da questo genere di cose. Di qui a comprare un DVD per il nano... mi sembrava presto, o non lo trovavo, o qualche altra scusa.
Oggi arriva A., trimamma di G., M. e S., sventolandomi un DVD sotto il naso.
"Così anche Davide può iniziare a divertirsi!"

Grazie: ma non mi sembra che in nano muoia di noia. Anzi... Forse ho sbagliato a dirle ieri che l'ultimo DVD che il nano ha visto (anzi, ha subito) era un film con Antonio Banderas che insegna a ballare a un gruppo di ragazzi di strada: sicuramente non il massimo per un nano, ma la scena di tango del bell'Antonio vale.
Comunque prendo il DVD e leggo il retro. C'è un mini-riassunto delle due puntate e finiscono entrambi con "I TELETUBBIES SI VOGLIONO BENE!". La mia perplessità arriva alle stelle.
Un papà mi guarda con faccia da cane bastonato e mi dice:
"io non lo farei: mio figlio li vuole vedere in continuazione, la musica ti entra nel cervello e resta lì per ore. Io li odio!"
Praticamente ha messo i quattro pupazzoni tra gli stupefacenti legalizzati.
Poi parte a raccontarmi di un'azione legale compiuta da non so chi, perchè secondo costui c'era un messaggio omosessuale a favore dei gay ed era diseducativo; una mamma si elegge paladina dei quattro e li esalta "con loro mio figlio ha imparato a contare!"... insomma, una cosa spassosissima. Ma chi avrà ragione?
E siccome io sono curiosa come una mangusta, appena arrivata a casa ho subito acceso la tivvù e messo su i TTB.
UNA NOIA MORTALE!
La parte più carina è quella in cui i bimbi fanno vedere cosa sanno fare (nella puntata numero uno: i fiori di carta; nella puntata numero due: non so, ho preferito lavare i piatti). Davide non se li è filati più di tanto. Decisamente era più interessato a Kung Fu Panda (per mia fortuna!)
Una volta solo ha fatto ciao con la manina, in risposta ai saluti di TTB viola.
E io, madre attenta ai desideri del suo bambino, l'ho preso in parola. Ho spento la tivvù, salutando i Teletubbies, la voce narrante, il sole che ride e tutta Teletubbylandia.

PS( riguardo la controversia gay: CliccaQui! )


giovedì 24 settembre 2009

Nanoteca e genitori in libera uscita


Continua l'inserimento del magico gnomo all'asilo. Il che si traduce per me in 2 o 3 ore di chiacchiere con le altre mamme e un papà fuori dalla struttura stessa, ma sempre a portata di mano.

Sarà una perdita di tempo colossale, ma è A) rilassante, B) parecchio istruttiva.

Ho scoperto che il mondo dei neogenitori è vario, caleidoscopico e divertente (a tratti), e che devi sempre ringraziare Dio per il nano che ti ha dato, chè poteva andarti peggio.

1) IL SONNO: le mamme fanno a gara per chi dorme di meno, valgono le ore di ninna, l'orario in cui si va a letto, le richieste nel cuore della notte e il numero di levatacce. Attualmente è in cima alla classifica M, 18 mesi, che si sveglia 6-7 volte a notte, urlando "agga" (acqua), "atte"(latte), o mmammmma, va a letto alle 23 se va bene e dormirà in tutto quattro ore; tutto raccontato da un papà munito di occhiaie grigio-fumo-di-Londra.

2)LA PAPPA: "quantomangiacosamangiamavomitarigurgitahadiarreabevedallatazza..." ho scoperto che i bambini sono fizzosi; "non sia mai due volte lo stesso omogeneizzato" (mamma di L, lottatrice di sumo in miniatura). Sono creativi: "beve il latte solo dalla tazza con i pagliacci, l'acqua da quella con Winnie the Phoo" (Mamma di M, G, e S, parlando di M.). Sono furbi: "se non mangia, gli dò il fruttolo.." (Mamma di L. che è inappetente;penso che lei sia una delle maggiori azioniste della Nestlè).

3)LE NONNE: non le suocere e basta, ma tutte le nonne. Di loro si è detto che sono asfissianti, oppressive, che viziano i nipoti e che non si ricordano niente su come si cresce un bambino. E tutti eravamo daccordo.

4)LE ALTRE MAMME: "spettegulesss": la mamma di M. è un'isterica, è sua figlia è una Miss piangnina. Ma la mamma di V. hai visto come l'ha coperto oggi suo figlio? eccetera...


Poi esce la "Zia Angela", che ci riconsegna i rispettivi nani, fa due commenti su cosa hanno fatto, quanto hanno pianto e tanti saluti a casa. Che domani si ricomincia.


PS( Davi ha mangiato ben tre cucchiai di pastina al pomodoro...)

martedì 22 settembre 2009

Rimpianti

Ci sono cose che fanno male anche se passano anni; ferite che non si rimarginano mai del tutto.
Quando non ero Mammainbluejeans,ma solo una ragazzina cicciottella e con la testa piena di sogni, Nonna in blue jeans mi iscrisse al Liceo classico, nella città di T, dove vivevamo allora.
Eravamo in 27.
Io una dei quattro anticipatari, gli altri un anno e passa più grandi di me.
Era un mondo nuovo: fatto di lezioni pesanti, di compiti in classe e di uscite, appuntamenti in bagno, sigarette fumate di nascosto. Io assistevo, impacciata, bambina nel fisico e nell'animo, ai primi amori di miei compagni di classe, alle ragazzine che si truccavano e mettevano le minigonne per sembrare sexy. agli inizi le trovavo un po' patetiche.
Non si curavano di me, nè io di loro. Avevo la mia vita fuori dalla scuola, una vita infatile, perchè le mie amichette erano uno, due anni più piccole di me; non mi poteva bastare? Ovviamente no.
Cominciai a cercare di attirare l'attenzione, nell'unico modo che avevo a disposizione. STUDIANDO.
Non ero la prima della classe, ma non me la cavavo male. Mi piaceva la storia e la letteratura, anche perchè avevo un'ottima memoria.
Un giorno mi si para davanti la compagna C che mi fa "non è che vai volontaria in storia? altrimenti chiama me e io non sono preparata..."
Andai.
Divenne un'abitudine, chiedermi di passare i compiti (anche non perfetti) chiamarmi a casa per avere le traduzione della versione di latino e delle frasi di greco.
La cosa peggiore èche io ero contenta, pensando di aver fatto un passo nella direzione giusta. Andavo alle loro feste, invitavo loro a casa per il mio compleanno: era come un duro estenuante lavoro, ma ne valeva la pena. Perchè erano i miei AMICI.
Per alcuni di loro ho metito ("il prof ha messo al massimo 6.5 al compito di storia, io ho preso 4" per coprire l'amica F. che sarebbe incorsa nelle ire dei suoi a sapere che io avevo 7 e lei 5); ad alcuni ho dato soldi (1000 lire al giorno al compagno S. per cui avevo una cotta mostruosa; lui mise fine alla cosa quando se ne accorse), ad altri ho confidato i segreti più segreti, fiduciosa nella loro buona fede e discrezione. A tutti ho voluto bene.
Ma alla fine ero io, la ragazzina cicciottella e tonta. Che si infiammava per le cause perse, che mandava al diavolo il prof. che fumava in classe.
Alla maturità sono spariti tutti.
Ne ho incontrata una, l'amica E. che mi guarda con disprezzo e mi comunica che non vuole avere niente a che fare con me, che sono solo una raccomandata, che oramai è vox populi e che se avessi un pò di pudore non mi farei più sentire: proprio lei, che ha dormito a casa mia la primissima volta che sono rimasta sola; proprio lei che ho coperto quando usciva a scopicchiare col fidanzato.
Non li ho cercati. Non volevo ricordare niente.
Mi faceva solo sentire più cogliona di quanto io non sia realmente stata.
A volte, però, la mia adolescenza torna a farsi sentire, come se in realtà non l'avessi vissuta io; vorrei tornare indietro per due minuti, e cambiare tutto, e farla diventare il ricordo più dolce. Ma purtroppo non si può.

domenica 20 settembre 2009

Metti che ...


..un sabato ti svegli. C'è il sole, gli uccellini, un nano che ti ha fatto dormire 7 ore, un marito che ti ha riempito di coccole la sera prima.. Metti che hai lo strudel di mele nel forno, fai il caffè, il biberon per il nano. Fate colazione con calma, come se fosse vacanza.

Metti che un sabato hai voglia di fare un salto al mercato, a comprare frutta e verdura fresche, e poi al super per fare la spesa tutti e tre insieme.

Metti che un sabato è l'ultimo sabato che la ludoteca del parco è aperta, e vuoi portarci assolutamente tuo figlio, che finalmente non ti si attacca addosso come una cozza quando siete lì.

Metti che un sabato arrivano cognati e nipotini, mandando a puttane la tua meravigliosa organizzazione.

Che fai? Alla fine sei contenta, perchè non li vedi mai; perchè vuoi che il nano giochi con i cuginetti. E ristravolgi tutto.

Niente mercato, niente spesa. Ti fiondi in profumeria dove spendi 50 euro per un set da bagno fighissimo di Elizabeth Harden (e ti chiedi, ma com'è che a me nessuno regala mai queste cose?) per chè la SuperZia ha fatto il compleanno. Ti restano 10 euro per pagare tre body per il nano che avevi già ordinato. Aspetti che cielo-tuo-marito finisca di lavorare e ti passi a prendere per andare da nonnaccì, dove c'è un caos da nani urlanti, nonni sovraeccitati e tv accesa. Pranzo con tutta la famiglia, battagliando con i nani che sono tutti presi, chi dalla novità di avere altri esseri sotto il metro per casa (Davide), chi (Domi e LaCeci) perchè dai nonni le regole non valgono, e si può giocare a palla in cucina mentre si mangia, e mangiare, perchè nonnaccì è convinta che basta che mangi va tutto bene.

Metti che in un raptus di follia pura proponi di andare a mangiare una pizza tutti insieme.

Allora sai che oramai sei fuori come un balcone.

Zio Capello e SuperZia accettano, e già che "più siamo meglio è" invitano anche dei loro amici. La cosetta tranquilla che avevi in mente è trasformata in una cosa pseudo mondana, in centro (ahhhhhhhhhh), e il Tu sbaglia a prendere il passeggino e prende quello che non si reclina (e per punizione terrà il nano in baccio tutta al sera)e tu hai l'impressione di essere di troppo. Ci sono due coppie, simpatiche,una con una pancia abitata da una nana che salterà fuori a brave. Ma tu non sei a tuo agio, è tardi, domani il Tu deve andare a Matera per un congresso, il nano non ha miracolosamente sclerato ma si è addormentato in braccio al Tu.

Arrivati a casa alle 00.59: e il nano si vendica non facentoti dormire un emerito.

Metti che è domenica, il Tu scappa a Matera alle 7.45 e ti lascia SOLA con un nano che sfreccia per casa e un cane con lo sguardo patetico, e che la caffeina non basta a tenerti sù, ma hai solo quella e pazienza.

Metti che passi la domenica a lottare col sonno, con una casa in disordine, col ferro da stiro che ESPLODE mentre hai una montagna di roba da stirare.

Metti che l'uomo della tua vita arriva a casa alle 18.45, ti mette un macchina e ti porta in chiesa per la mesa domenicale: e qui si materializza tua suocera che TI PRENDE IL NANO DALLE BRACCIA e se lo porta via, e tu non sai se urlare o piangere per questa assoluta mancanza di rispetto nei tuoi confronti.

Metti che la sera svieni a letto, dopo aver intimato alla luce-dei-tuoi-occhi "guarda che sono a pezzi, se si sveglia non mi alzo quindi arrangiati"

Metti tutto questo insieme.

Mi sembra normale che il lunedì ti alzi e hai il cagotto....

venerdì 18 settembre 2009

Soap made in bari


Circa sei mesi fa, sfatta dall'immane fatica di badare a un Nano, una casa, un marito e un ambulatorio, mi sono decisa ad assumere una "signora delle pulizie" almeno per l'ambulatorio. Una cliente mi raccomanda la cognata della signora-delle-pulizie di sua mamma, e Nicoletta è arrivata tra di noi. Di lei mi avevano detto che aveva circa trentacinque anni, era orfana di madre e veniva fuori da un periodo di depressione. Io, che ho un debole per gli sfigati, l'ho assunta subito.

Bassina (io sono più alta di lei di tutta la testa), con un "occhio a ponente e uno a levante", parlantina supersonica (con accento barese stretttttttttto), Nicoletta, obiettivamente, non era un genio, neanche nelle pulizie. Dalle sue chiacchiere (anzi, da quello che capivo delle sue chiacchiere) so che aveva un cane alto come un cavallo a casa, di cui il padre si è liberato quando ha rotto il frigorifero (non chiedetemi come perchè non l'ho capita), cantava nel coro della chiesa e aveva un fidanzato.

Lo conosco, il fidanzato: Sabino, pelato pluritatuato dall'aspetto inquietante.

Un lunedi è arrivata raggiante, con tuta fucsia e strass, e ci ha comunicato che "si era fidanzata ufficialmente".

E poi è iniziata la soap opera.


DrinDrin -fine luglio-

"prond Mamminbluejeans? sò Nicolè"

"ciao Nicoletta, dimmi"

"te volev'a disc, che teng' abbssegn' di fad'gà"(ti volevo dire che.. io ho bisogno del lavoro...)

"???"

"prcè attanm ma'mmannat" (perchè mio padre...mi ha cacciato di casa!)

"ma come, Nicoletta? e perchè?"

"prcè, accanusc' a zitm?" (perchè... tu conosci il mio fidanzato)

"...siii..."

"..non fazz' mal a nisciun A FA'" (non c'è niente di male ad avere rapporti intimi con l'eletto-del-mio-cuore)

"nnno..."

"mò, ji ngiù so ditt' e jidd's'ha n'cazzat" (ecco, io ho cercato di dirglielo ma lui si è alterato)

In parole povere, o il padre li ha colti sul fatto o è venuto a sapere che questi due hanno rapporti sessuali, e l'ha mandata via.

Qualche giorno dopo.

DrinDrin
"prond Mamminbluejeans? sò Nicolè"
"ciao Nicoletta, dimmi"

"t' ha disc nà cos': mi a sp'sà!"(ti volevo dire che...MI SPOSO)(matrimonio riparatore?)

"che bella notizia, auguri!, e quando?"

"il 3 settmbre, au Municip', che attanm avà firmà'"(si mi sposo il 3 settembre al comune, papà mi mette la firma)

"la firma, che firma?"

"avà firmà, chè ji teng' dingiasett'ann" (per sposarmi, chè io ho DICIASSETTE ANNI)

Le ho chiesto di ripeterlo due volte.

Nicoletta, l'orfanella alta un metro e una gomma (neanche il pacchetto aperto), che bada al papà e ha un fidanzato venticinquenne è in realtà una minorenne, una ragazzina che io ho fatto lavorare. Mi sono sentita

A)una sfruttatrice del lavoro minorile

B)una che è stata presa irrimediabilmente per il culo.

Il 3 settembre si è sposata Nicoletta, senza il vestito bianco perchè non c'è stato il tempo di farlo. Il 9 suo padre, lavata l'onta di avere una figlia "poco-di-buono", mi comunica che la figlia non verrà più lavorare.

A parte la seccatura di trovare un' altra signora-delle-pulizie, la cosa che mi spiace di più è che non le ho potuto rifilare un servizietto da limoncello che ho avuto al matrimonio e non so dove mettere. (e che ho perso la mia fonte di dialetto barese!)

PAZIENZA!
PS (grazie al Tu che mi ha aiutato nella trascrizione dei dialoghi!)

mercoledì 16 settembre 2009

La nanoteca e i consigli paterni



"...allora, se le prendi di prima, le dai di seconda; un tuzzo* tra naso e denti e un pugno nella pancia..."

"Amore, ma cosa dici al Nano?"

"Zitta tu, lo sto istruendo; non si sa mai chi può incontrare all'ASILO"

Ebbene sì, anche per noi è arrivato il primo giorno di asilo. Con gli "in bocca al lupo" del pediatra (che ci tira i piedi pronosticando una lunga serie di malanni) e un nodo allo stomaco, stamattina siamo andati tutti e tre alla "Nanoteca", per iniziare l'inserimento del Nano. Ci accoglie Angela, duecento chili di morbidezza materna, che ci presenta le "zie" (maestre no?). Sono 4 per 18 bambini di età variabile dai 12 ai 18 mesi. In classe troviamo:

Laura, Lilia, Martina e Melissa: tutte total pink.

Luigi: che si attacca al Tu qule unica presenza maschile.

Davi si guarda intorno, sorride alle "zie", ai bimbi; poi lo metto a terra e.... se ne va. Pianta in asso la sua mamma, scoglio su cui sbava, e inizia a giocare con un piano-giocattolo. Sta andando bene.

La "zia" Assunta mi comunica i menù, gli orari, le abitudini... è tutto molto fatto in casa, come le torte della nonna. Insegnano ai bambini a bere dal bicchiere, a fare la pipì nel vasino -se sono pronti- e a mangiare da soli. Il tempo passa. I nani piangono a turno, chi ha sete, chi ha fame, chi ha sonno. Davide continua a giocare, passa da un tavolino all'altro, a tratti mi cerca e mi manda un sorriso. Sono le 11, per oggi basta. Prima che mi possa alzare in piedi, Luigi cerca di prendere la trottola con cui sta giocando Davi; e lui la usa come una clava e gli dà una botta in testa, con conseguente pianto di Luigi.

"non ti sei fatto niente... non si tolgono le cose dalle mani..." tiritera di frasi fatte.

Usciamo.

Il Tu guarda suo figlio, gonfia il petto e dice "ti ho addestrato bene, core di papà!" (ovviamente la "O" di core è stretta che più stretta non si può).

*Tuzzo: colpo secco che si dà con la parte più alta della fronte (espressione barese)
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lunedì 14 settembre 2009

Mamma polemica

Sabato.
Incavolata nera per l'assenza del Tu, porto Davide al centro per la cultura ludica del parco 2 giugno, vicino casa. Stranamente ci sono nani della sua età, e lui, dopo aver fatto la cozza con la mia gamba sinistra -che faceva da scoglio- si è un sciolto e ha iniziato a... bhe, giocare è una parola grossa, diciamo a socializzare.
Al calar delle tenebre andiamo nella stanza dei nani, una palestra con tappetini colorati, giochi 0-5 ,piscina delle palline e due grossi cartelli:
QUESTO SPAZIO E' RISERVATO PER I BAMBINI DA 0 A 5 ANNI
e
TOGLITI LE SCARPE ANCHE TU CHE SEI UN ADULTO
No problem. Tolgo le scarpe al nano e mi sfilo gli infradito. Siamo dentro. Ci sono 3 o 4 nani e una ragazzina... una ragazzina?????? cavolo, quanti anni avrà? 7, 8? che faccio, le dico di andare via? alla fine sto zitta, perché la bimbetta sta tranquilla a fare i fatti suoi però... vedo che ha le scarpe.
"bimba, se vuoi giocare qui devi toglierti le scarpe"
"perché?"
"perché è una regola della ludoteca. Guarda, anche io sono senza scarpe" e mostro il ditone.
lei sembra convinta, e si mette a togliersi le scarpette quando arriva -probabilmente dalle selezioni del grande fratello- il papà.
"ma che fai????? guarda che è sporco, ma quanto sei cretina.."
la piccina spiega che una signora le ha detto che si devono togliere le scarpe. IO.
"perché ha detto a mia figlia di togliersi le scarpe?"
"è una regola della ludoteca" e indico i cartelli.
legge, è imbarazzato; ci sono due regole e le ha infrante entrambe.
"ehm.. ma lei lavora qui?"
"no" e con questo?
"e allora a me che me ne frega? si faccia i fatti suoi...."
E allora mamma in blue jeans si trasforma in mamma polemica, il suo alter ego incazzato col mondo che non rispetta gli altri.
"guardi che io mi sto facendo i fatti miei, questo è un posto di tutti, anche mio. Se qualcuno non ha riguardi verso casa mia, glielo faccio notare."
"ma così si prendono le infezioni..."
"per questo hanno inventato le calze antiscivolo; questa stanza è per bimbi che possono buttarsi a terra, se ne hanno voglia; per questo bisogna togliersi le scarpe"
Mr GF è in imbarazzo, ma anche le altre mamme (coscienza sporca?), balbetta qualcosa, se ne va con la bimba al seguito. Mamma polemica è piuttosto soddisfatta.

Ironia a parte, perchè continuamente ci si imbatte in persone che se ne fregano? della società, dei propri figli, di loro stessi. Il senso civico, la buona educazione, sono davvero cosa talmente "out" da non doverci prestare attenzione? Grandi interrogativi, poche risposte...

venerdì 11 settembre 2009

L'infanzia negata

Bari, quartiere J, ore 15.30.
Io e il Tu siamo in macchina, diretti verso l'ambulatorio. Strada nota, sempre la stessa.
E INVECE NO, QUALCOSA DI STRANO STAVOLTA C'E'.
Ci sono tre ragazzini che scavalcano il muro tra la Chiesa e il centro per i ragazzi; e sono carichi di secchi, scope e mazze per lavare a terra. Il Tu inchioda, io scendo dalla macchina gridando -nel mio perfetto italiano- hei, cosa credete di fare?- e -non è roba vostra-.
Come se non fosse palese che a loro non gl'importa un piffero che quella sia roba altrui. Li guardo: hanno 9, 10 anni. Forse 11. Bambini con la pelle dorata dal sole estivo, i pantaloncini corti e le ginocchia sbucciate. Ragazzini che per ingannare la noia hanno pensato di entrare in chiesa, prendere quello che trovavano -e per fortuna sono entrati solo nel ripostiglio, e scappare. Per fare una bravata. Per dimostrare che loro sono dei "fighi", che sono "grandi", che devono avere il "rispetto".
Capisco questo e urlo "ma non vi vergognate?" (cosa in realtà piuttosto idiota; è lampante che non si vergognano affatto); uno, il più vicino a me, si gira; ha gli occhi verdi e i capelli biondissimi e sembra un angelo. E l'angelo parla: "mhò, e quant' fai brutt'!" e scappano.
Poi scopriamo che hanno messo sotto sopra il ripostiglio, che sono entrati da una finestra rompendo una zanzariera e un vetro.
Sono i bambini del "centro di sostegno", bambini con famiglie disagiate e almeno il padre in galera, che eseguono bravate su ordine di un ragazzo più grande. I bambini che cerchiamo di tiare fuori da una strada cattiva, malata dentro.
Bambini che alla fine non solo mai stati bambini.

mercoledì 9 settembre 2009

Why not?


La BiMamma Laura mi ha inviato un giochino, "descrivi te stessa in 15 punti". Vista l'ennesima nottataccia, lo stress da superlavoro a singhiozzo, la partenza del Tu stanotte con 24 ore di preavviso, preferisco rispondere a lei che scrivere un post corrosivo su come mi sento.


  1. Appartengo alla categoria semi-tappi: centosessantacentimetri barando appena appena.

  2. Sono una Calabrese DOC: capelli castano scurissimi (la mia unica bellezza) e occhi un pò castani un pò verdi.

  3. Adoro i Jeans (ma và?); con t-shirt, camicie, giacche, tacchi, infradito e scarpe da ginnastica. A potere me li sarei messi anche per il matrimonio (con conseguente brutale omicidio da parte della mamma dello sposo)

  4. Coltivo un'insana passione per i Beatles, e uno dei miei più grandi rammarichi è che non potrò mai assistere a un concerto dal vivo (!).

  5. Sono una casalinga disorganizzata. E fiera di esserlo.

  6. Ritengo l'ignoranza la causa dei mali del mondo, e il giorno della mia laurea il più bello della mia vita (senza niente togliere a matrimonio e nascita di Davi, ma volete mettere la sioddisfazione?)

  7. Leggo. Attualmente ho sul comodino "Febbre a 90" di Nick Horby, Margherita Dolcevita di Benni e una settimana Enigmistica (giusto per...).

  8. Mi piace il mio lavoro.

  9. Detesto cordialmente : mia suocera, i clienti che non pagano, le pubblicità delle suonerie per i telefonini (brrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr), e tutti quelli che vorrebbero interferire con la mia vita e quella del Tu e di mio figlio (ma fatevi una forchettata di fatti vostri).

  10. Amo: il Tu e Davi. E i miei, mia sorella, e gli amici, e il blog e il mio cane e la pizza margherita con tanta mozzarella, la birra Peroni ghiacciata e il gelato: poi penso ai 9 kg che ho messo su da che è nato Davi e ripiego su spinaci bolliti :-(.

Eccomi.




lunedì 7 settembre 2009

Solo un uomo

Scena. venerdì sera.
Lui è al telefono, alle prese con un cliente pazzo e maleducato che se ne frega se sono le dieci e mezzo di sera, se all'altro capo del filo c'è un tale che ha la vorato dodici ore.Lei ha un paio di occhiaie da tossico in crisi di astinenza (da sonno), indossa un pigiama nella speranza di potersi mettere a letto subito dopo cena e sembra in tutto e per tutto una profuga cilena.
Lei cerca di attirare la sua attenzione, ma niente. Lei scrive una biglietto e lo mette SOTTO IL SUO NASO
"per cena:
a-pomodori e mozzarella
B- insalata e sofficini."
con tanto di penna per fare una X sul pasto prescelto.
Il messaggio resta lì per venti minuti, lui continua a parlare al telefono, lei perde la pazienza, lava i pomodori e mette in forno i sofficini (almeno una l'avrà imbroccata); apparecchia, porta il tutto in tavola.
Lui finalmente spegne quel maledetto telefono, gastemando il pazzo maleducato, e si siede.
Lei: "ma non potevi fare un segno sul foglio?"
Lui"amore, che vuoi, SONO SOLO UN UOMO, NON POSSO FARE DUE COSE INSIEME..."

Della serie, come fregare una moglie....

martedì 1 settembre 2009

Desiserio di prole







Stamattina, mezza rinco per una notte insonne da denti-che-scendono-e-naso-tappato, approfittando di un pisolo del magico gnomo e tenuta sù dalla caffeina, ho navigato. E ho letto questo. Il bog di Marilde -nome da favola,- l'ho scoperto da tanto, e mi piace perchè è pieno di spunti interessanti per le letture (sono tendenzialmente librofaga), e perchè si vede che in ogni parola che scrive c'è forza, e determinazione.




Ho risposto con un post di un rigo.


"hai messo per iscritto il mio desiderio di avere un altro bambino..."


Rileggendolo adesso, dopo averci meditato un pò sopra e con una dose di caffeina tre volte superiore a stamattina. mi sono resa conto che, alla fine, il brano non parla di altri bimbi da fare nascere per ri-nascere noi. E mi sono ripromessa di scrivere solo dopo avere letto dieci volte.


Ma il mio post era vero.


Ho in pancia desidero di prole.


Perchè non voglio che Davi cresca da solo.


Perchè la gioia si deve moltiplicare.


Perchè la casa non è ancora piena.


Perchè con la pancia piena ero bellissima.


Perchè Two is megl che uan (!).


Perchè mi considero ricca, e la ricchezza va condivisa.


Perchè in realtà non ho partorito.




mille perchè, mille ottime ragioni.


e altrettante che mi fanno ingoiare un anticoncezionale ogni sera, sentendomi una schifosa e un'assassina.