Passa ai contenuti principali

Nanoteca e genitori in libera uscita


Continua l'inserimento del magico gnomo all'asilo. Il che si traduce per me in 2 o 3 ore di chiacchiere con le altre mamme e un papà fuori dalla struttura stessa, ma sempre a portata di mano.

Sarà una perdita di tempo colossale, ma è A) rilassante, B) parecchio istruttiva.

Ho scoperto che il mondo dei neogenitori è vario, caleidoscopico e divertente (a tratti), e che devi sempre ringraziare Dio per il nano che ti ha dato, chè poteva andarti peggio.

1) IL SONNO: le mamme fanno a gara per chi dorme di meno, valgono le ore di ninna, l'orario in cui si va a letto, le richieste nel cuore della notte e il numero di levatacce. Attualmente è in cima alla classifica M, 18 mesi, che si sveglia 6-7 volte a notte, urlando "agga" (acqua), "atte"(latte), o mmammmma, va a letto alle 23 se va bene e dormirà in tutto quattro ore; tutto raccontato da un papà munito di occhiaie grigio-fumo-di-Londra.

2)LA PAPPA: "quantomangiacosamangiamavomitarigurgitahadiarreabevedallatazza..." ho scoperto che i bambini sono fizzosi; "non sia mai due volte lo stesso omogeneizzato" (mamma di L, lottatrice di sumo in miniatura). Sono creativi: "beve il latte solo dalla tazza con i pagliacci, l'acqua da quella con Winnie the Phoo" (Mamma di M, G, e S, parlando di M.). Sono furbi: "se non mangia, gli dò il fruttolo.." (Mamma di L. che è inappetente;penso che lei sia una delle maggiori azioniste della Nestlè).

3)LE NONNE: non le suocere e basta, ma tutte le nonne. Di loro si è detto che sono asfissianti, oppressive, che viziano i nipoti e che non si ricordano niente su come si cresce un bambino. E tutti eravamo daccordo.

4)LE ALTRE MAMME: "spettegulesss": la mamma di M. è un'isterica, è sua figlia è una Miss piangnina. Ma la mamma di V. hai visto come l'ha coperto oggi suo figlio? eccetera...


Poi esce la "Zia Angela", che ci riconsegna i rispettivi nani, fa due commenti su cosa hanno fatto, quanto hanno pianto e tanti saluti a casa. Che domani si ricomincia.


PS( Davi ha mangiato ben tre cucchiai di pastina al pomodoro...)

Commenti

Carpina ha detto…
Io non ho mai usufruito di queste chiacchiere: l'inserimento al nido l'ho fatto stando in ufficio (a due isolati): se c'erano problemi, mi chiamavano.
Non mi hanno mai chiamato.

Però conosco il meccanismo di gara che si instaura tra le innocenti chiacchiere mammesche.
Ma quello che conosco io è il gareggiare per primeggiare: qui vince chi ha il bimbo che dorme di più, che mangia di più, che cammina prima, che parla prima, che piange meno, che finisce prima il piatto di pappa: insomma è una tragedia....
2Gemelle ha detto…
eheheh, donne!!! :D
Elena ha detto…
posso dirvi una cosa?... anch'io voglio un bambino.. voglio fare tutte le vostre esperienze!!

Post popolari in questo blog

palla fibrosa

accade che quella telefonata arrivi.
accade che il tono della voce dall'altro capo del filo sia basso, e strozzato.
accade che la frase inizi con "ti devo dare una brutta notizia".
pensi al tuo vecchio papà.
a S., principessa malata.

e pensi che lo sapevi che questa cazzo di telefonata sarebbe arrivata, che devi essere forte, che forse sarà un bene.
ma non sai, non immagini.

non puoi sapere che in un ospedale lontano un dottore illuminato ha proposto una risonanza magnetica per un bimbo all'apparenza sano, chissà cosa è scattato in quel dottore, chissà cosa di quel bimbo dagli occhi scuri non gli ha fatto dire di tornare a casa, lui e i suoi paranoici genitori.
chissà.
non puoi sapere.
da medico immagini il brivido nel leggere il risultato, quella scarica di adrenalina  di quando hai azzaccato una diagnosi. hai ragione, signor dottore.
il passo in sala operatoria è breve, l'operazione sarà lunga.
aprire una piccola testa, tagliare i riccioli bruni, togliere quell…

un sorriso

il primo sentimento dovrebbe essere la rabbia.
poi lo sconforto, la tristezza.
accompagnati dalla speranza.

io non ho provato niente. nella mia testa non passava un pensiero che fosse uno. solo uno strano ottundimento del sensorio, uno stato stuporoso, un modo ovattato di fare le cose.
non riuscire a piangere.
non riuscire a pregare.
non avere che poche parole scambiate via sms, coincise, quasi fredde.

sono otto giorni che respira con un tubo in gola, otto giorni in cui la sua mamma è devastata al punto di sembrare pazza, che i suoi nonni hanno perso la testa.
otto giorni in cui suo padre è di marmo.
suo padre.
il mio fratello-cugino.
chiuso nel suo dolore in una stanza di ospedale. a tenere la mano del suo bambino.
una stanza è troppo piccola per contenere tutto questo dolore. troppo fragili le pareti, troppo sottili i vetri. e aspetti che tutto imploda, che il mondo si fermi, e non sai come fare a scendere, e a spingere, perchè il mondo deve andare avanti, deve girare...

dopo sms te…

Storie di letto

Sul lettone, quando teoricamente uno si vuole rilassare, c'è un problema.
La mamma ha solo due lati.
E loro sono tre.
La mamma ha solo due braccia.
Di fronte a cotanta inettitudine materna, il magico trio escogita i seguenti sotterfugi per spostare uno degli altri due e raggiungere l'ambita genitrice.
Il Nano grande, pardon , il Ragazzino, se riesce ad arrivare per primo adotta la tecnica "sonofattodipiombo".
Si incolla al materasso e forte dei suoi ventotto chili, non si muove più.
La Nana, protesta.
S'indigna.
S'impenna.
E a differenza dello Stato di Don Raffaè, non getta la spugna.
Anzi. Arriva a dei livelli di bastardaggine indecenti.
Fa il solletico sotto i piedi, finge di aver visto qualcosa per interessare gli altri due, finge di piangere.
Il mininano, di solito, ci casca in pieno.
Spodestato dal suo posto-accanto-alla-mamma, lui è meno creativo della sorella. La sua tecnica si basa sulla sola forza fisica.
e visto che lui, di fisico, oggettivamente no…