martedì 31 maggio 2011

Ciao pipì di dadideeeee

lo scorso ano,di questi tempi, scrivevo questo. Non aggiungevo, però, la fine della storia.
Niente lieto fine.
Il nano, dopo una decina di giorni passati a sedersi sul vasino con librini e pupazzetti, decideva di non posare più l regali chiappe sul suo vasino blu, facendoci riprecipitare nel vortice pannolino. il motivo?
probabilmente l'accanirsi di nonnaccì ad usare come vasino una "tazza" (giuro, sembrava la scodella dei cereali, manco la ciotola del cane) e il nano, terrorizzato, è regredito.
ma adesso, alla veneranda età di 2 anni e dieci mesi, la sua mamma ha detto BASTA.
da sabato ho definitivamente archiviato i pannolini, tirato fuori le mutandine e le traverse salvamaterasso e tutto il mio ingegno e fantasia per convincere un nano riluttante a sedersi e mollarla.
"Nano, ascolta... se devi fare la pipì devi dire MAMMA PIPI' così mamma ti porta in bagno... hai capito?"
"mamma io bazo..." fa lui, tenero come una morositas
"grazie tesoro, hai capito cosa ti ha detto mamma?"
"Mamma cossè quelo?" continua, strafottente come solo un nano può essere.
"é un neo... ma capito? devi dire MAMMA PIPI'..."insisto io, paziente
"mamma io bene te tantotanto...ma dove pola?" incalza, venduto come tutti i maschi
"anche io amore...paola dorme.. ma stammi a sentire, hai capito?" dico, e dentro di me penso che devo stare calma.
"mamma io fare bolle..."
"prima facciamo la pipì e poi facciamo le bolle di sapone...tu dimmi MAMMA PIPI', poi scappiamo in bagno e dopo facciamo tutto quello che vuoi" sento he sta per partirmi un embolo, ma respiro e inspiro.
"mamma..."
"si amore"
"io fatto pipì"
con pozzetta giallina ai suoi piedi.
Nel weekend, tutto sommato, non è andata male. Ieri, però è andato all'asilo di mattina, dove ci hanno cazziato perchè non li avevamo avvisati prima (e se lo sapevano che cambiava?), e il pomeriggio dalla nonna.
Ieri sera, prima della nanna, l'ho portato in bagno, con il consueto carico di librini, e un pezzetto di kinder da usare come prenmio.
E' stato il panico.
Urla, pianti, lacrime a fiumi.
Il mio bambino che urlava " nooo io buaaaa..mamma aiuti...c'è mostro mamma"
Altolà..ha detto mostro?...
dopo un'ora abbiamo capito che qualcuno bgli ha parlato di mostri che vivomo nella tazza e lui ha paura, da bravo maschietto, che un caimano salti su e gli morda il pisello.
Giuro che se becco chi è stato lo faccio nero.
La suocera nega, il\suocero pure. e oggi mi sono ritrovata a salutare la pipì di mio figlio che scendeva giù per il water, con lui che agitava la\ manina e diceva "ciiao pipì di dadideeeee..."
speriamo che passi presto

mercoledì 25 maggio 2011

Suocera e mamite

Nonnaccì, suocera imbattibile sotto molti punti di vista, ha una tecnica tutta sua per comunicare il suo disappunto.
Invece di dire "senti cara nuora, la bambina ha le unghie lunghe, vedi di tagliarle prima che si faccia male" lei dice A MIA FIGLIA "ma che unghie lunghe hai nonna? che vuoi, lo smalto? e lo vuoi con i brillantini? che poi nonna te lo compra visto che hai le unghie così lunghe che ti puoi fare male..."
Il tutto in mia presenza. Poco conta se la bimba abbia o no le unghie stile Freddie Krueger, lei deve dire qualsiasi cosa, se volta a mettere in evidenza le mie numerose lacune come madre, tanto meglio.
Io, che attualmente non sono dotata di particolare pazienza, oramai non rispondo neanche più: aspetto che la nana apra bocca e le vomiti addosso come giusta punizione per non farsi i fatti suoi.
La cara suocera, oltre le unghie di mia figlia, ha altri motivi per cui lamentarsi.
Non capisce perchè io mi ostini a portarmi in studio la bambina, perchè non la molli a lei mattina e pomeriggio, visto che adesso potrei smettere di allattarla io e darle il biberon. Sarebbe più semplice, più comodo, più facile.
"io lo dico per te"
Io non voglio smettere di allattarla. Non voglio che sia svezzata da un'altra che non sono io. Non voglio perdermi la sua prima mela grattuggiata, il primo piatto volante. Non voglio che anche lei mi sia portata via come è successo con Davi.
L'altra volta ero dubbiosa "ma sarà giusto che questo bambino veda più i nonni che i genitori?" ma mi sono fidata.
Con il problema che adesso davi non ha orari, nè regole. Che si cerca di comprarlo con giochini e cioccolata. Che le sue esigenze sono state totalmente stravolte.
Lo ammetto: ho avuto paura che mio figlio amasse di più lei di me.
Gelosia?
Assolutamente sì. Ma amando mio figlio non ho fatto nulla per allontanarlo dalla nonna. Ho sclerato di brutto nell'intimità della mia casa, ho pianto con il Tu perchè sentivo che mi portavano via il mio bambino. Quando il nano ha iniziato a sfoggiare il vocabolario imbastardito della nonna , è stato il panico.
Ma neanche allora mi sono permessa di fare alcunchè.
E adesso, la rivincita è giunta. Il mio adorato bambino, luce dei miei occhi, da una decina di giorni ha detto chiaro e tondo che lui, dai nonni, non ci vuole andare.
Alla domanda, perchè?, ha risposto con un "io vollo ttare tasa nia... a tasa nia sonon ibrini, e mati, e oloi"
A casa sua ci sono i libri che ama e che io leggo per lui, e il suo cane con cui fare corse in corridoio, e colori.
Dai nonni si annoia, fa da tre anni le stesse cose.
Quindi, dopo una settimana che sono pianti e strilli disperati, i nonni lo portano al parco, dove può scorazzare libero e felice.
Peccato che non sia così facile portarlo via poi.
Peccato che la nonna si sia già stufata, e che abbia pensato che forse è meglio comprargli dei giochi nuovi, così lui sta a casa e lei stira o lucida gli argenti o non so che cosa deve fare.
Ma il nano ha preso il gioco, lo ha buttato via e ha detto " blutto quello...io vollo mamma, io vollo palco con mammapapapola..."
E adesso sono due giorni di vogliomammavogliomammavogliomamma. che, se ha riempito di soddisfazione il mio cuore di mamma, ha messo in crisi nonnaccì, che non capisce cosa sia preso al "suo angioletto"(espressione che mi fa venire i brividi)
"ma il bambino si è troppo attaccato a te...devi sentire il pediatra..non è che all'asilo lo maltrattano?"
:-OOOOOOOOOOOOOOOO
Cosa c'entri l'asilo non lo so.... forse è solo un voler scaricare addosso ad altri colpe in esistenti. L'unica che ha colpe forse sono io. Poco tempo da dividere con una sorellina mamma-dipendente ha sicuramente scosso il nano, che però non si è mai dimostrato geloso.
Devo riorganizzare il lavoro, per stare più tempo a casa... o aspettare che passi?
quando sono uscita di casa oggi mi da detto "mamma io bene tatntotanto..io vollo avolo con te..."
Ho guidato con il macigno dei sensi di colpa sul petto...

giovedì 19 maggio 2011

futuro, gioia e tenerezza...



non sono riuscita a girare la foto...

giovedì 12 maggio 2011

Confessione

Non riesco ad andare avanti... lui è diverso dalla persona che credevo di sposare... non ha interessi, non gli importa di me o dei bambini, basta che ci sia la cena in tavola e il dopocena a letto. Non gli frega se ho lavorato otto ore, se sto male. per lui va bene così, una vita di facciata.. Se gli dico di no lui il giorno dopo si sfoga con i miei figli, i suoi figli..li tratta male, e se protesto sono sedie e piatti che volano. Allora io sto zitta, e lo accontaento, sperando che finisca presto perchè mi viene voglia di vomitare. Dice che il problema sono io, che sono troppo esigente, che tanto lui è mio marito... I giorni liberi sono tutti da sua madre, alla quale non posso fare neanche un'osservazione del tipo,-basta cioccolata- altrimenti poi sono discussioni a casa. Non sorride mai, non ha pazienza.
Pensa che tutti siano subdoli e maligni, che tutto il mondo lo voglia fregare, che solo lui e la sua famiglia siano i detentori del sapere assoluto. a me hanno insegnato che il mondo è fatto di persone buone... che ci si deve fidare del prossimo
Una volta mi ha detto che sono buona solo per scopare... non lo sopporto , non lo amo ma non lo posso mandare via... per i miei figli...no..io non lo posso fare...

Confessione shok di mia cognata, Superzia, domenica al supermercato. Tutto condito da lacrime a fiumi, singhiozzi e abbracci.
Adesso quella sconvolta sono io. Che non so cosa dirle, come consigliarla.
Si accettano suggerimenti...

giovedì 5 maggio 2011

la bambina con gli occhi celesti

Lei è paffutissima, ha gli occhi celesti della bisnonna che non ha mai conosciuto e la pelle abbronzata, come se fosse stata al sole fino a dieci minuti fa. Assomiglia al suo papà, che io amo tanto, con cui ho diviso vacanze estive, paghette settimanali e bottini natalizi. Lei è S., la procuginetta. ossia la figlia di mio cugino.
S. ha quindici mesi.
Non cammina, non parla, non sorride se non di rado.
Non ha le stelline negli occhi, come dice mia sorella.
Se la sua mamma va via, non piange. se ritorna, non ride.
La sua mamma vede i miei figli e mi fa "ma perchè lei non fa un cxxxxo?". Lì parte la manfrina di "ma dai...è che è pesante-pigra-lenta-annoiata" detto dai nonni, o dagli zii. Perchè pensare a una malattia, a un ritardo, è una cosa troppo terribile e non ti deve sfiorare nemmeno l'idea.
I dottori tagliano corto: aspettiamo i due anni.
E S. resta lì, seduta, tutta sola nell'area gioco di una ludoteca e agita le braccia cicciotte, sotto gli occhi ansiosi dei suoi genitori, che aspettano che lei faccia QUALSIASI COSA.
Passa il nano, la guarda e le dice qualcosa in davidese. Poi corre via.
Loro sono rimasti lì. ad aspettare.