venerdì 30 aprile 2010

Dolci ricordi...

Bari, luglio 2002.
Discoteca all'aperto con un nome francese (Renoir? Baudelaire?), tanti ragazzi, forse cento, tutti con due cose in comune: studiano veterinaria e festeggiano la laurea di B., C., e O. I primi che ci sono riusciti.
Io c'ero. Con un paio di immancabili jeans a vita bassa, un top nero con lo scollo all'americana, sandali infradito con la zeppa. Un gran sorriso e la mia massa di capelli.
Sono arrivata in macchina con un ragazzo in camicia celestina e pantaloni scuri, e lo stomaco mi fa le capriole ogni volta che lo vedo.
Sono euforica... e faccio quello che la gente fa quando è euforica: la pazza. Sono felice per i miei amici, perchè è una bella serata, perchè mi sento bene. Ballo come un'invasata, bevo di tutto di più. Lui mi guarda, sorride (in realtà è un pò imbranato)...mi chiama spugnetta, per la quantità di birra che riesco a buttare giù restando sobria. Potenza dell'adrenalina e dei 23 anni! Rido e ballo... e poi il barman, che ovviamente si sta divertendo come un pazzo, inizia con i cocktail.
Negroni, mojito, cuba libre e la mia passione: tequila sunrise.
Non so quanto bevo. A un certo punto sono distratta da uno dei festeggiati che mezzo nudo, improvvisa un balletto sulla pista. Rido, e penso che domani non si ricorderà niente.
E ballo col ragazzo imbranato, palesemente divertito da questa ragazza "fuori dall'ordinario" (come lui mi ha definito poi).
E poi... niente.
La serata finisce con tutti che ...ehm... restituiscono quello che hanno bevuto nei posti più o meno congrui. Io lo faccio sulle scarpe del mio malcapitato accompagnatore.

Una settimana dopo l'ho baciato ai giardini sotto casa. Cinque anni dopo l'ho sposato, ho avuto un figlio e ne aspetto un altro.

Ieri ho "restituito" il pranzo sulle sue pantofole.
E lui, di rimando "Amore, tu certe abitudini non le perdi mai, ma proprio mai...?!"

martedì 27 aprile 2010

Per Diletta

E' un post triste. Scritto dopo giorni di pensieri, di riflesioni; scritto in più giorni, perchè non riuscivo a trovare le parole.
Dopo una notte passata a guardare Davi e Il Tu che dormono abbracciati, nel lettone.

Una mano sulla mia pancia, perchè il mininano già si fa sentire.

Mi sento in colpa, pur non avendone.

Sono triste per te, per la tua famiglia. Per le lacrime in cui ti senti affogare. Le parole non sono quelle giuste, ammesso che ne esistano. Mi sento anzi quasi inopportuna, ho paura chi crearti più disagio che conforto.

Ti abbraccerei, perchè in questo sono brava io, a consolare, ad abbracciare. Come con una sorella, vorrei tenerti stretta, e accarezzarti la testa.

Ho pregato, senza sapere neanche per cosa dovessi pregare... un briciolo di serenità, uno sprazzo di luce? Mi sembra assurdo pensare alla luce adesso.

Allora ho cercato di pensare...e mi guardavo le mani, cosa che faccio sempre quando non trovo risposte o domande... ed ecco, la piccola meraviglia in tutto queste dolore. Le mani.
Decine e decine di mani che volano sulle tastiere, chi veloce, chi scrivendo con due dita, mani che si intrecciano per cercare di darti calore, per farsi sentire. Mani che si stringono come una catena e ti afferrano, perchè non ti lasceranno affogare, ma cercheranno di tirarti fuori, di spronarti.
Sono le mani del popolo della blogosfera, le tue amiche e i tuoi amici a volte senza nome, che probabilmente non incontrerai mai, ma che ti amano e ti sono vicini.
Vedi questo piccolo miracolo.
Con tutto il mio affetto, Susanna

giovedì 22 aprile 2010

Toto sesso

" Ma sai già se è maschio o femmina?"
Signori cari, sono incinta di dieci settimane e 4 giorni, il mininano sarà lungo 5 cm... come pretendete che si veda se c'è un pisellino o una farfallina?
A parte che non me ne frega niente, mi interessa sapere se è sano, se il cuore batte, se ha due braccia, due gambe eccetera... o no?
Appunto, ma anche no.
Riporto i vaticini di mezzo mondo conosciuto sul sesso del min inano natante.
  1. Nel tuo nome non c'è la R, in quello di tuo marito si...ma nel tuo cognome non c'è la R in quello di tuo marito si...nasce a novembRe? non c'è la R, è femmina! (detto da una signora in coda a prenotare l'ecografia) (e secondo me aveva dei seri problemi)
  2. No, è femmina, quando si aspetta un maschietto la mamma è bellissima! (della serie, tu sei un cesso)
  3. E' sicuramente un maschio... si vede dalla faccia. (mi è spuntato un pisello da qualche parte?)
  4. Femmina: girl power. Non vedi come ti sei gonfiata? (cicciona!)
  5. Mamma che tette! è un maschio! (altrimenti cosa di doveva gonfiare?)
  6. Mamma che pancia...non è che sono due? (a meno che non abbiano sbagliato a contare...NO)

Come noterete, mi manca solo che qualcuno sbudelli un gatto e ne legga le viscere. Il problema è che io non ho questo desiderio morboso di sapere, e nessuno ne capisce il motivo. Ma insomma, saranno anche cazzi miei?

Un punto a parte merita il commento di V.

V. è il nostro diacono, ottantanove anni, uno di quei vecchietti che hanno fatto la campagna di Russia, che sprizza energia e bontà. Mi vuole molto bene, e si è spaventato quando mi hanno ricoverato dopo Pasqua. Qualche giorno fa mi dice:

"Aspetti una bambina; la battezzerai il 20 aprile dell'anno prossimo, la notte di Pasqua, e ci sarò ancora io... Si chiamerà Ester, che è una donna tosta della Bibbia."

Un brivido. Per lo guardo che aveva, per le parole che ha scelto. Per quel "ci sarò ancora io" che mi ha profondamente commosso.

L'ho detto al Tu, e lui: "Ester?...no, lei è italiana, non Ester..A"

Prevedo lunghe discussioni quando dovremo scegliere ilnome...

lunedì 19 aprile 2010

Le perle di Nonnaccì

Sabato siamo stati da Nonnaccì, obbligo visto che c'erano i nipotini, e mi sono riempita di inestimabili perle di saggezza buttate lì da mia suocera.
Con la perplessità alle stelle, ho osservato l'arzilla signora, ubriaca da tanti nipoti in giro, perdere totalmente la ragione e il buon senso. Insomma, ho avuto la conferma che tutto quello che c'è scritto nei manuali di puericultura, che è detto dalle maestre e da chiunque possegga due neuroni attivi nel cervello, per mia suocera è OUT.

Premessa: la Ceci, mia nipote, ha una fissa: Minnie. Anzi, laMinnie, pupazzo della famosa pantegana di rosa vestito. La porta ovunque, all'asilo, in bagno,a letto. Se non c'è sono guai. Sclera e piagnucola alla grande.
Ovviamente sabato non c'era.
LaC.: "voiolaMinnieeeee"
N: "dai nonna, poi viene la Minnie, è uscita con le amichette...."
Appunto: Mai dire bugie ai bambini.
La C: "VoiolaMinnieeee"
N: "amore di nonna, dai che nonna adesso ti da una cosa buona, ti fa vedere un cartone, ti permette di truccarti...."
Perfetto: non solo la si prende per il culo, ma si cerca di viziarla con tutta una serie di cose non permesse..
LaC: "voio la Minnie"
N: "mò che viene papà te la porta..."
Alla grande: il padre in questione tornerà a sera inoltrata e si ritroverà una figlia in lacrime che lo aspetta neanche fosse il salvatore...
Intanto la bambina non ha voluto saperne di mangiare, di dormire, era solo molesta e a dirla tutta anche un pò patetica..
LaC: "voiolaMinnie.."
N:"amore di Nonna...."
E no, adesso basta.
IO: "Cecilia ascolta: la minnie non c'è; è a casa e andrai a prenderla domani. Adesso o continui a piangere e così però fai intristire tutti o giochiamo con qualcos'altro. Hai capito cosa ha detto la zia?"
LaC:"Zia, mi dai Topolino?"
E questo, per fortuna c'era.
Sottolineo il fatto che a mia suocera non importava che la bambina piagnucolasse come un disco rotto, ma era terrorizzata che non avesse mangiato nulla.
Ma andiamo avanti...
Dome, nipotino terminator, ha la capacità di sudare anche solo pensando; immaginatevi la nonna che, ovviamente, NON VUOLE CHE SUDI. Volete sapere che ha fatto? Ha regalato al nipote...un braccialetto. Non di quelli che danno la scossa elettrica o che..peggio. Era un bracciale-rosario, con Gesù, la Madonna, San Pio... uno di quei gadget terribili che arrivano con Araldi del Vangelo o fratelli della Misericordia o non so.
Una di quelle cosa ad alto rischio di rottura e ingestione da parte di bimbi più piccoli (vedi mio figlio).
Mi fa, con quella vocetta leziosa e strascinata che usa per parlare ai nipoti: "Domenico mi ha promesso che finchè lo mette fa il bravo e non si muove...che sennò Gesù piange!"
Permettetemi una citazione "RABBRIVIDIAMO" (A.M.)
Il massimo della bigotteria, del ricatto e non so che altro.
Io rabbrividisco al pensiero di quello che potrei dire o fare se dicesse a mio figlio una cosa del genere. Probabilmente la strozzerei.

Comunque, La Ceci ha pianto ogni tanto, invocando la Minnie; Dome, infischiandosene del braccialetto, ha corso come un indemoniato tutto il tempo.
E il Nano? Lui era lì, contento di non essere il solo sotto il metro in casa, intento a prendere le misure al cugino per emularlo in tutto e per tutto.
E Nonnaccì, implacabile: "Vedete Davide com'è bravo?...."
E Dome "Ma nonna...io sono Domenico"

giovedì 15 aprile 2010

Le piccole gioie della gravidanza...

...attualmente sono sotterrate da due malefici antieroi: Mrs. Nausea & Il Dott.Butto. A volte si alleano con Bruciore di Stomaco.
Nelle ultime quattro ore mi hanno presa, rivoltata come un calzino, stremata, resa irascibile e isterica, prosciugata e adesso mi hanno buttata su una sedia in attesa che il Tu mi venga a prendere e mi porti a casa. (ah, già...in tutto ciò sono al LAVORO).
Dimenticavo hc estasera ho le prove del coro e un festeggiamento per una laurea a cui devo assolutamente fare presenza...
Penso che mi venderei un rene per un Maalox...

lunedì 12 aprile 2010

Le avventure di Mammainbluejeans nel paese delle meraviglie

Oggi sono andata a prenotare visita ostetrica, ecografia, esami del sangue, delle urine, elettrocardiogramma e chissà che altro al Cup dell'ospedale di Bari.
Mi accompagna il Tu, visto che sto vomitando come la protagonista del film "riposseduta" e svengo di conseguenza. Tanto ho la corsia privilegiata da gestante....
Dunque, arrivo, prendo la mia letterina (H...ma h come cosa? Handicappata?, Hotel? Helsinki?) e...woe! mi chiamano subito.
"Salve, vorrei prenotare una visita ed ecografia..."
"tessara sanitaria"
"Sì, ecco...nella seconda clinica col dott.tizio"
"Seconda clinica....22 giugno va bene?"
"No guardi, è l'eco del primo trimestre, deve essere fatta a massimo 13 settimane..."
"Signò, il 22 può fare solo la visita, per l'eco prima non si può. che faccio, lascio?" fa con un tono da salumiere.
Alla fine lascio stare, prenoto per il 22 solo la visita e poi farò privatamente l'eco. Passiamo agli esami.
"Signò, quelli del sangue ci vediamo a metà maggio, l'elettrocardiogramma...il 7 luglio."
"Benissimo arrivederci grazie...."
"che faccio confermo?"
"ma guardi, anche no"
Afflitta e sconsolata arranco fino all'ambulatorio di ostetricia, dove parlo con un'infermiera gentile che non può fare altro che ammettere le gravi lacune del policlinico di Bari e suggerirmi di andare in una clinica privata.
Ci vado. Leggo "convenzionata col SSN": Wow!
"Allora, fissiamo per il 27, ore 11... sono 60 euri, grazie"
"ma non siete convenzionati?"
"no, per questo non più"
Permettetemi di citare Camilleri "nuttata pirsa e figghia fimmina"
Domani andrò in un laboratorio privato per sangue & co. Il 22 ho la visita e il 27 l'ecografia (il che significa che devo ri-andare in ospedale a farla vedere).
Questa idea di farmi seguire direttamente in ospedale comincia a mostrare tutti i suoi lati oscuri.
Penso che sarebbe stato più semplice ottenere udienza dal Papa.

venerdì 9 aprile 2010

Di vacanze romane, paura e vicini invadenti

PREMESSA: questo è un post luuuungo.

Cap. I:
Sabato mattina partiamo alla volta di Roma io, il nano, il Tu e nonnippo. Siamo carichi come il circo di Moira Orfei e totalmente privi del suo pachidermico entusiasmo.
Il tempo è bello, arriviamo in sole 6 ore. Ci accolgono gli zii Architetti, la zia Pulce e Nonna in blue jeans, che rapisce il nano e della figlia gravida se ne frega altamente. Serata a Trastevere, in localino tipico dove la nausea mi divora, il nano sclera e il Tu annuncia la lieta novella al resto del mondo (e per fortuna nessuno ha pensato che fosse uno scherzo). Torniamo a casa.
Ore 5.30. Mi sveglio: scappo in bagno e...come dire? converso con lui per mezzora. Poi lo sento arrivare.. lento, freddo... riesco a cacciare un "Mamma, chiama il Tu..." prima di stendermi tra wc e bidet(!!). Mi riprende mamma e mi fa "ma perchè non sei a letto?" e io la sbatto fuori dal bagno, ri"converso col wc" e faccio quattro passi..."CHIAMA IL TU" e risvengo. Mi ritrovo sul letto, vicino al nano che russa, pallida come un morto e fredda di conseguenza. Poi arriva un sonno benefico e ristoratore e io, riconoscente, crollo.
Domenica di Pasqua piove piove e piove, distruggendo i fantasctici sogni di bioparchi, caravaggi et similia. Io mangiuchio metà del pranzo, e dopo due ore lo "gomito" assieme alla cena della sera prima, alla colazione e a un pezzettino di cioccolata che mi ha infilato in bocca il Nano. Arriva la sera che sono una larva... e giustamente la famiglia fa "USCIAMOCHENONPIOVEPIU?" e allora via a vedere piazza Navona, Piazza di Spagna e la fontana di Trevi (che non vorrei dire, sono le tre cose che uno che è venuta a Roma già tre volte ha sicuramnete visto). Accecata dalla fame, mi concedo una brioche triste e vuota, in un universo di pizzette, gelati e dolcini. Fa un freddo boia e il nano si becca un bel raffreddore. Poi è solo il sonno.
Lunedì di Pasquetta: si torna a casa, non senza aver fatto un altro giro in macchina della città eterna. Nel viaggio di ritorno facciamo quattro cinque soste-deviazioni, con un nano che tossisce disperato in sottofondo. Arriviamo a Bari. Grazie a Dio la vacanza romana è finita.
Cap.II. Paura
Mi sveglio. Mi sento stanca, strana, ho la testa pesante e sono sudata. Bofonchio al Tu "caffè" perchè non ho la forza di alzarmi. Nonna in blue jeans prende il nano e gli da il biberon...e poi è il panico. Scosto il lenzuolo e vedo una macchia scura, rossa che prende il mio pigiama e le mie gambe.
La mia faccia non fa una piega. "Mamma chiama il Tu, per favore"
Lui arriva, e io sono già mezza vestita con un pigiama pulito in mano e gli indico il letto con la mano libera. Voliamo in ospedale. Non grido, non mi faccio prendere dal panico, ma ho quella lucidità estrema di chi sa che potrebbe ricevere una mazzata da un momento all'altro e si prepara a parare il colpo. Mi visitano e...c'è. Il mio fagiolicchio è lì che nuota tranquillo nella sua piscina privata. Scatta il ricovero e l'inevitabile distacco da Davide, il caos dell'ambulatorio lasciato alla ventura... Mi mettono nella stessa stanza di quando è nato lui... e un'infermiera gentile mi fa "si riposi signora" e lo faccio.
Cap.III i vicini invadenti
Nella stanza sono sola fino alle 20.00 circa, quando arriva un capannello di gente tutti eccitati perchè "é nata Marta"; la mamma, cesarizzata, arriva poco dopo; la piccola stanza è piena da scoppiare, non si respira. Arriva un'infermiera che caccia tutti tranne la mamma ("mò, e c'je dò, c'mang la p'ccnenn hann' vistut'") e il papà("a mà, non t'preocupà, chè quand' la port'no to mando a f'tgrafia").
Perchè se lei è barese, lui è salernitano. Lei ha tre fratelli, lui cinque. Immagginatevi il caos. Riporto le seguenti perle di saggezza che hanno contribuito non poco ad alleviare il mio sogiorno al policlinico di bari.
"jé bell' a p'cc'nunn-p'cc'nun-p'cc'nunn della zì Graziell"
"u llatt' non scenn'che facst' u cesareo...mo c'hai sol'l'acqua i'nto minn"
"Rossà, dici al Dottò c'à tjà da la bott'ja d'acq' e zucchero, che la p'cc'nenn altrment si secca.."
E via dicendo.
Sono stati chiassosi, un pò invadenti e anche , posso dirlo?, un pò puzzoni. Ma gentili.
"St'a tranguì, che io ne ho fatt'cingue e perdevo sang'come se avessi le cose mie"
Io ero sola, per scelta, perchè non volevo vedere o sentire nessuno, perchè sapevo cosa avrebbero detto.
"...e chè tu ti strapazzi troppo.. sei deboluccia...mangi poco... non ti sai regolare..." No, non volevo sentire niente. Ho sofferto per il distacco da mio figlio e ho parlato con questo nuovo nano nella pancia.
Non sono la mamma perfetta, non so stare ferma a contare i giorni che ci separano, non so sferruzzare e continuerò a lavorare perchè il bisogno me lo impone, perchè questo ambulatorio è l'unica cosa che potrò lasciarti un domani, se lo vorrai. Non so misurare le mie forze, e sono sola. Sola perchè tuo padre lavora tanto, sola perchè i nonni sono lontani, e gli altri non riescono a sbottonarsi più di tanto, o forse sono io, che me la devo cavare come ho sempre fatto. Ma io ti amo; disperatamente, indiscutibilmente, nella tua unicità di piccolo fagiolicchio natante, di causa delle mie nausee, di promessa di vagiti e ciucciate. Non te lo dimenticare mai.
Ieri sono tornata a casa, carica di raccomandazioni tra cui regna sovrana "NON STANCARTI", e ho tovato un nano che sa soffiare le bolle di sapone e contare fino a tre.
Adesso sono in studio, seduta e senza camice, a rispondere al telefono e a dirottare le visite in modo che le possa fare il TU.
Cercherò di essere brava...promesso.

venerdì 2 aprile 2010

E dovrebbero essere vacanze...

Domani mattina la famiglia in blue jeans partirà alla volta di Roma, dove si terrà un raduno con la zia Pulce e gli zii architetti.
TRADOTTO:
ho i miei a casa da tre giorni, anzi meno, nei quali hanno fatto del loro meglio per complicarmi la vita, farmi alzare il livello di stress e desiderare di essere altrove (possibilmente da sola). Per incasinare ancora di più le cose, Nonna in blue jeans parte oggi col bus per Roma, e noi domani ci facciamo cinque ore di strada con Nonnippo (che in macchina è insopportabile, non vuole sentire la musica, ecceteta).
A Roma staremo tipo accampati.
A Roma vale il "ognuno per sè e Dio per tutti" ossia: chi vuole va a vedere Caravaggio, chi vuole va al bioparco, chi vuole va a Piazza San Pietro (e insieme quando stiamo?)
Arriveremo sabato pomeriggio, passaremo la domenica (spero)insieme, e ripertiremo lunedì in tarda mattinata.
Praticamente una faticaccia bestiale.
Allora io sono incinta, ho un nano di venti mesi e una stanchezza formato famiglia sulle spalle. Martedì devo lavorare, Mercoledì parte il Tu per un corso e torna Giovedì, e tutto il weekend sarà irreperibile perchè la sua ditta sponsorizza un congresso e lui DEVE esserci.
L'ho fatto notare a Nonnainbluejeans, come a dire..."andiamoci piano"
e lei, garrula: "non ti preoccupare, amore...NOI CI FERMIAMO TUTTA LA SETTIMANA PROSSIMA!!!!!"
AGRHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!

PS(auguri di Buona Pasqua a tutti voi!)