giovedì 31 dicembre 2009

Metalmeccanico o architetto in un turbine di dolci e trasferte

Tragicomica cronaca dal 24 a oggi:
Vigilia:
Trasferta n°1 a Taranto, dove sono riuniti i Nonni in blue jens, zia Matta, fata Madrina, Pico de Paperis e Amelia, zio Ingegnere e Zia Ingegnera, Zia Architetto e la renna Rundolf. questa è la mia famiglia....). C'è l'atmosfera Natalizia di un iceberg, i musi lunghi si sprecano. Il nano ha dato spettacolo fino agli spaghetti con le cozze, poi è andato da suo padre, ha detto "mamma" e si è addormentato.A metà serata una zia crolla sul piatto dei dolci e va a dormire. L'altra, purtroppo malata, era a letto già da un pezzo.
Alle 23.30 il Tu mi guarda con uno sguardo da tossico, e crolla sul letto vicino al Nano. Alle 23.45 fata madrina dice "è quasi mezzanotte, prepariamo lo spumante!"
e io: " senti, forse è meglio un caffè..." un minimo storico.
Apriamo i regali: il nano riceve da fata madrina due mega pacchi di costruzioni, da Pico e Amelia una...cava di pietra di plastica con macchinine, argano eccetera...(per la cronaca, fata è architetto e Pico è ingegnere) e da zia Matta la tuta dei los angeles lackers.
Alle 2 arriviamo a casa, sfatti e con il nano che , dopo un'ora e mezzo di macchina, è vispo come una vespa.
Natale:
Ci sveglia un "mamma!" alle sette, che sta per "lattelattelatte".
Messa cantata (malissimo) e poi ...tutti da Nonnaccì!!!!! wow!
Zio Capello e super Zia arrivano con tre ore di ritardo, quindi ci sediamo alle 15.00. Pranzo pantagruelico, con nonnaccì che , stile prestigiatore, tirava fuori salamini o frittate o pezzi di carne arrosto da non si sa bene dove; entrerà nella storia il suo "madò, m' so -o rigorosamente chiusa-sc'rdata le tagliatell' !"
Dove le tagliatelle sarebbero le seppioline crude tagliate a listerelle sottili, una prelibatezza della cucina barese.(!!!!!)
Qui il Nano riceve: 1 orribile orsetto canterino (di quelli che si trovano alle fiere, vagamente inquietante) ovviamente vietato ai minori di anni tre, ... due tute, blu. Un pò tristi.
S.Stefano
Di nuovo a Taranto. e non commento.
29 dicembre: San Nano.
Nonnaccì regala al nano Topolino che si abbraccia, dice cose tipo "ciao, sono io Topolino!" oppure "wow, sei bravo a dare abbracci"... il nano imapzzisce, io pure...nonnaccì no: lei voleva quello più tecnologico (dai tre anni in su). Poi scopro che l'orribile orsetto posseduto si è rotto per mano di mio nipote; meglio, non lo devo dare in bocca al cane io.
30 dicembre: compleanno del domi.
Trasferta a Lecce, per festeggiare i tre anni del nipotino terminator. la casa è invasa dai nani, Davi impazzisce dalla contentezza. Domi liquida la nonna con un "nonono" alla vista della tuta (blu) e sgrana gli occhioni quando tiriamo fuori il suo regalo: costume da Topolino preso via internet direttamente dal Londra. Una soddisfazione vederlo così contento. davi è sovraeccitato e sarebbe inutile preparargli la pappa. Sculetta felice con un panino al prosciutto da una parte e un pezzo di pan brioche nell'altra.

Tirando le somme: metà famiglia lo vuole ingegnere e l'altra metà operaio specializzato. Al massimo atleta. E' finito l'incubo di preparare la pappa e scaldarla: oramai mio figlio mangia tutto. Stasera abbiamo deciso di mandare affanpuffo tutta la famiglia, gli amici i veglioni e compagnia bella. A casetta nostra, con la tavola ben apparecchiata , due candele e, si spera, un atmosfera romantica.
E se qualcuno lo trova triste, o squallido, bhè, vi assicuro che non lo è.

mercoledì 23 dicembre 2009

Sorrisi sdentati



Antivigilia di Natale.
Da bambina era sinonimo di un viaggio massacrante e divertente per arrivare in Calabria Saudita dai nonni.
Oggi sono sola, in ambulatorio, con il mio cane ai miei piedi, e una CD di carole natalizie versione jazz (!). Mille cose da fare, e un nano bellissimo e moccoloso che mi aspetta a casa.
Spirito natalizio, in realtà poco, troppi casini tra mamme e suocere e parenti vari.
Troppi pacchetti da incartare, e impegni pseudomondani da onorare.
Troppi "auguri" detti perchè si devono dire... troppo cibo, troppe cose superflue e inutili.
Però...per fortuna c'è sempre un però..(S.Bersani).
Però c'è Davi, e il suo sorriso sdentato.
E il Tu, che mi bacia sul naso.
E tutti i blog-amici: quelli che scrivono, quelli che leggono e basta.
Carpina con la sua pancia abitata, Flavia che mi incita a non mollare mai, Wonderland che mi fa schiattare dalle risate, Bemz che passerà il Natale più meraviglioso della sua vita... come vorrei nominarvi tutti, che mi sostenete, mi incoraggiate, mi strappate un sorriso...


A tutti voi l'augurio di un meraviglioso Natale.


E il sorriso sdentato del nano come regalo

lunedì 21 dicembre 2009

Nonna-scontro

Attualmente ho due suocere.

Una è Nonnaccì, mamma del Tu, barese verace con la sagacia di una lumaca e la sensibilità di un pachiderma.

L'altra è Nonna in Blue Jeans, calabrese ex-professoressa di lettere, solitamente disponibile, affabile e votata al martirio, teamporaneamente (SPERO) rigida come un palo e poco incline al dialogo.

Le due suocere non si vogliono vedere. Pensano che l'altra sia o una stronza presuntuosa o un'idiota ignorante.

Andiamo per ordine.

Nonnaccì, un mese fa, ha deciso che il 25 tutti da lei, compresi consuoceri e fratelli con rispettivi. Possibilità di dire No: zero. E' stata un'imposizione più o meno, ma alla fine poteva anche andare.

Nonna in blue jeans si è incavolata come un bufalo (e vi assicuro, un bufalo incazzato fa paura), e se non ha detto "col cxxo" è solo perchè non usa certi termini.

Nonnaccì, (mea culpa) avvisata tardi di questo rifiuto di Nonna in blue jeans, ha insistito.

Nonna in blue jeans (e volevo morire) è esplosa: per lei nonnaccì è stata egoista e crudele a volerci tenere con lei il 25, che lei ha una famiglia che non vede mai (lei a RC, ZiaMatta a Milano, Suo fratello a TA; Nipote 1 a TO; Nipote 2 in belgio), che la suddetta famiglia si era organizzata in un certo modo per poter vedere me e il tu e il nano, e adesso tutto va a rotoli.
La faccia di Nonnaccì sembrava quella di Lucy Van Pelt :-(((((
Al seguito: io e Nonna in blue jeans che litighiamo ferocemente in macchina, com me che le dico che "non doveva usare quel tono" e lei che mi accusa di "vendermi a mia suocera". Il Tu che parla con i suoi, i quali sono offesi (della serie, e noi non siamo una famiglia?)e penso non vorranno vedere più i miei finchè campano.Io ho un fantastico attacco di colite spastica.
Poi: inviti per capodanno (a Lecce, dalla mamma di mia cognata), per la Befana (a Lecce, da mia cognata). Il Tu che nicchia, Nonna in blue jeans che sclera per chè "anche lei ha una famiglia..." (e forse un pochino di ragione adesso ce l'ha). La mia colite peggiora, ma siccome sono una stronza che spera di stare male per tutte le feste, mi ingozzo di cornetto e cappuccino ogni mattina.
Ciliegina sulla torta: stamattina mi arriva una carta dell'agenzia delle entrate con 759 euro da pagare.
Allegria!

venerdì 18 dicembre 2009

Simpson e Baccalà

O al Petruzzelli, o alla Royal Albert Hall.
Vi assicuro che non erano niente di fronte alla prima grande recita di Natale del nano.
Le maestre mi avevano fatto comprare una maglietta gialla e collant in tinta.
E se per la maglietta, dopo aver girato per mezza bari, ho trovato un lupetto giallo limone, per i collant...NIENTE!
Calzedonia e goldenpoint mi hanno deluso per la primissima volta. Al mercato un tale mi fa "giall'?, è che è u' simpsòn?", e capisco che non avrò fortuna.
Il problema è stato risolto da un'intraprendente maestra che ha tinto con i colori per vestiti quattro paia di collant: GRANDE!
L'interrogativo era: e che fa il nano?
La stella cometa?
L'oro portato da un altro nano che fa il magio?
Titti che scappa da Silvestro?
La papera?
Insomma, di giallo vestito non c'erano molte alternative.
E poi: ma sarà una bestia da palcoscenico come la mamma, o un baccalà come il suo papà?
Stamattina con la curiosità a mille, l'ho portato all'asilo. Ho aspettato due ore buone che arrivassero il Tu e i Nonni (che molto gentilmente sono entrati lasciandomi sola come una scema fuori... la prossima volta non li aspetto!). Entro, e vedo l'asilo trasformato: le pareti sono ricoperte di teloni dipinti con cura e maestria...siamo in campagna, con Jingle bells in sottofondo, c'è una capanna ad altezza Nano, un albero ci Natale e... un pacco regalo con i riccioli, unabottiglia con le gambe verdi, una lanterna gialla con un biscotto in mano...aspetta aspetta...è lui, il mio Nanetto, magicamente trasformato in lanterna per portare un pochino di luce nella nostra vita.
Tiene la mano al suo amichetto M., e, insieme, frastornati dai flash e dai richiami (e che ve lo dico a fare?) dei nonni...SCOPPIANO A PIANGERE FRAGOROSAMENTE!

E' tutto suo padre...Baccalà!

P.S(per finire il giro: i bimbi della nursery hanno fatto chi Gesù bambino, chi l'angioletto...i più grandi i folletti di babbo Natale, con tanto di aula trasformata in cucina e laboratorio dei giocattoli, tutti muniti di cappelli, giubbini verde foglia e calzettoni a righe: Complimentoni alle maestre!)

lunedì 14 dicembre 2009

L'esaurimento

Potrei parlare di un pomeriggio di libertà, con la mia amica Mekka; di un pomeriggio di parole di fronte ad un caffè che diventa freddo, di confidenze tra amiche, di lacrime che escono troppo in fretta e per i motivi più stupidi; del non VOLER guardare l'orologio, di non ricevere telefonate, di azzerare per tre ore le proccupazioni e le paure.

Potrei parlare di Davi che sta imparando a mangiare da solo con la forchetta, dell'asilo che ti chiama (e la paura è vedere scritto ASILO NANO dul display del telefonino) e del mega-cagotto che ci ha appestato per cinque giorni.

Invece no.

Parlo di mia madre.
Nonna in blue jeans è approdata a Bari; i miei 69 mq di casa sembrano trenta scarsi, siamo invasi da pacchetti di dolcini, valigie, la gatta e due nonni imbecilliti da un nipote che li guarda e ride.

Nonna in blue jeans è un ciclone.

Ed è Calabrese al 100%, quindi ha una testa dura (io da chi avrò preso?) che non vuole sentire ragioni, spiegazioni o scuse.

Nonna in blue jeans è l'antitesi di Nonnaccì: sono diverse per cultura, estrazione sociale, gusti, divertimenti e chi più ne ha più ne metta.

Nonna in blue jeans è arrabbiata con me.

Quest'anno abbiamo deciso di fare Vigilia con i miei (a Taranto, ponte di una famiglia sparsa per i mondo) e Natale con i suoi (del Tu), unicamente perchè Zio Capello non lavora il 25.

Nonna in blue jeans è incazzata nera, perchè "sarebbe giusto che noi stessimo a Natale con loro, che non ci vedono mai". Ha ragione.

Nonnaccì "quest'anno tutti da me" perchè non ha mai avuto figli e nipoti a Natale a casa sua. Ha ragione anche lei.

Io sento che sta per venirmi un esaurimento nervoso...

lunedì 7 dicembre 2009

Nonono

Il Nano, dotato di un vocabolario striminzito, (per non dire risicato all'osso), ha scoperto un nuovo modo di comunicare.
Scuote la capoccetta di ricciolini in un inequivocabile NO.
E adesso godetevi la scena.

Ora di pranzo. In Nano-menù comprende pastina con crema di verdure e fettina ai ferri.
Prima forchettata di pastina:
nonono
"nano, dai, mangia la pastina"
nonono
"ciufffciufff... ecco il trenino"
nonono
"brumm brumm...il trattore.."
nonono
"prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr"
pernacchia-nonono
Alla fine apre la bocca e inizia a masticare.
"Bravo Davi! adesso..."
PRRRRRRRRRRRRRRRRR sputazzata di pastina, verdure e saliva sul pavimento pulitissimo. E sghignazzata dl nano, piuttosto compiaciuto della sua bravata.
OK, calma. Lo yoga è la soluzione.
La scena va avanti per quattro o cinque volte.
Forse non gli va-non gli piace la pastina. Passiamo alla fettina.
Ma che ve lo dico a fare?
La fettina fa la stessa fine della pasta: ciucciata e sputata (sul pavimento ex-pulitissimo).
Lo yoga non basta più. Mi ci vorrebbe un tir di valeriana.
Sento che sto per sclerare.
"Vuoi un banana?"
Nessun no. Vada per la banana (che finisce, in parte, spiattellata su un pavimento oramai lercio. Sarà contento il cane)
Per fortuna arriva il Tu, con uno scodinzolante Macli che provvede a ripulire il pavimento (che adesso è solo sporco di bava di cane..wow!).
Pranziamo.
"Dai, non te la prendere; forse non ha fame/ha mal di denti/ha sonno/ha freddo/NON GLI PIACE" sproloquia la luce-dei-miei-occhi, allungando una fetta di mela al nano malefico.
Che la addenta, guarda suo padre e...
"ptù" sputa il primo pezzo.
"Davi, non si fa..." dice il Tu, accondiscendente.
"ptù" sputa il secondo pezzo. E fa un sorrisetto.
"Davide! ho detto che non si fa" dice lui, meno accondiscendente e più seccato.
Il Nano lo fissa con un'espressione indecifrabile.
Addenta la mela.
"ptù PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR" seguito da una grassa risata da nano.
"INSOMMA!" sbotta il pater familias, colpito nell'orgoglio "adesso te la tolgo!" e si mangia la mela del nano.
Lui lo guarda, sorride e fa nonono, scoppiando a ridere.
MORALE:
Pavimento lercio: no problema. Si lava.
Nano digiuno: no problema. Per una volta nonnaccì dira "teneva fame" non a sproposito.
Due genitori presi irrimediabilmente per il culo: QUESTO E' GROSSO PROBLEMA!

sabato 5 dicembre 2009

Cosa nostra

Ieri Don M., amico e sacerdote, mi ha dato da leggere una lettera di Don Ciotti, presidente di Libera, associazione contro le mafie.
Il nostro simpatico governo ha introdotto un emendamento che prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi (e vista la lentezza della burocrazia italiana, possiamo immaginare quanti saranno destinati alla vendita).
Perchè?
Perchè se facciamo un piccolissimo passo avanti, dopo ci ributtano indietro, nella vergogna. Perchè le vittime innocenti devono morire di nuovo?
Perchè si dimenticano Giuseppe Di Matteo, sciolto nell'acido a dodici anni, o Don Pino Puglisi, o Falcone e Borsellino?
Non permettiamo che questo avvenga.
Se avete a cuore la questione mettete un link sui vostri blog: firmate l'appello: Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra
Lasciamo ai nostri bimbi un mondo migliore.

mercoledì 2 dicembre 2009

Di digiuni e di tacchini


Che il Nano non sia un peso piuma è risaputo. Non è un cicciobombocannoniere, ma ha le guance paffute, le mani a polpetta e dà una certa soddisfazione ad abbracciarlo.

Non ho mai dovuto chiamare il pediatra per dire "Dottore, il bambino non MI mangia" . Siamo passati tra febbri e malanni con la pancia piena. Il suo massimo è stato non finire la pappa qualche sera. E non mi sono affatto preoccupata.

Immaginate quindi la mia faccia quando...


"Ciao nonnaccì, sono venuta a prendere il Nano; tutto bene?"
"mah, insomma.."
"?"
"E' che il bambino si è svegliato eè andato subito ad aprire lo stipetto dove tengo il pane. Teneva fame..."
"Forse perchè era ora di merenda?ha preso il latte?"
" Dici????? -faccia perplessa all'ennesima potenza- "non credo.."
"?"
"Anche l'altro giorno, a pranzo, teneva fame e voleva il pane"

(quando siamo a tavola diamo sempre un culo di pane a Davide, per farlo stare buono finchè non finiamo di mangiare)

"Quindi?"
"E' che voi lo tenete digiuno... il bambino poi ci credo che chiede il pane alla nonna..."

TRADUZIONE: io, il Tu e le maestre dell'asilo siamo dei mostri che lesinano sul cibo per puro sadismo. Il bambino non pesa trecentoventicinque chili e può morire di inedia da un momento all'altro. A breve verranno i servizi sociali, la fao, l'associazione delle pie sorelle dell'Incoronata e gli amici di topolino a portarci via il bambino per affidarlo esculsivamente a lei, che sa che i bambini si devono rimpinzare come un tacchino per il giorno del ringaziamento.

PER LA CRONACA:
Dopo tutta questa scenetta, la suocera se ne esce con:
"..e poi non ha voluto mangiare tutta la pappa.."
"ci credo, era pieno di pane/taralli/biscotti/.."
"Dici?..non credo...è che non gli piaceva la crema di zucca che gli avevi preparato Tu (madre incapace di cucinare per mio nipote e mio figlio)" -e rivolta al nano- "non ti preoccupare nonna, domani ti faccio io una cosa buona.."

Sinceramente, io non ce la faccio più...

venerdì 27 novembre 2009

Ricomincia

anche se senti la stanchezza
anche se il successo ti abbandona
anche se un errore ti fa male
anche se un tradimento ti ferisce
anche se un'illusione si spegne
anche se il dolore brucia gli occhi
anche se i tuoi sforzi vengono ignorati
anche se l'ingratitudine è la tua ricompensa
anche se l'incomprensione ti mozza il sorriso
anche se tutto rimane nell'indifferenza

RICOMINCIA
(le madri di Plaza de Majo a Buenos Aires)
non penso ci sia niente da aggiungere

giovedì 26 novembre 2009

Che tristezza!

Oggi sono andata dal medico (mio) per un controllino veloce, visti un pò di doloretti post-influenzali. Nell'inevitabile attesa, ho sfogliato un vecchio numero del Venerdì di repubblica e mi è caduto l'occhio su un trafiletto in 28esima pagina.
ITALIA: OTTIMO POSTO PER I BAMBINI, MENO PER LE MAMME.
Il giornalista illustrava un rapporto di Save the children sullo stato delle madri e dei bambini nel mondo. Come al solito ci becchiamo il tapiro d'oro sulle condizioni delle mamme. In pole position per i bambini.
A colpirmi non è stato tanto l'articolo in sè per sè, ma il fatto che nessuno fa niente per cambiare le cose.
La mamma è latte, è fattrice, è "soldi".
Ma non è persona.
La mamma si deve annullare nella sua maternità, perchè altrimenti non è una buona mamma. La mamma non deve avere interessi, non si deve occupare di società, di politica neanche a parlarne; se lavora deve sgobbare più di un uomo, produrre di più e guadagnare di meno.
Ma questa è storia vecchia...

martedì 24 novembre 2009

Mamme libere professioniste

Oggi ho l'onore di essere ospite di Flavia su Vere Mamme. Il post di oggi lo trovate QUI

lunedì 23 novembre 2009

Ricorrenze e ansia da prestazione


Ieri era l'omonastico di Nonnaccì e della Ceci, cuginetta del Nano.

Tradotto in parole povere: grandi festeggiamenti.

Premetto che non ho mai festeggiato il mio onomastico: un pò non se lo ricordava nessuno, un pò, diciamolo pure, Santa Susanna non è una Santa nota e cazzuta, è una santa un pò così.. quindi, niente.
La cosa non importava: dopotutto, si festeggiavano i compleanni, e il Natale. All'onomastico un "auguri" e la cosa finiva lì.
Per Nonnaccì l'onomastico è l'evento dell'anno.
Perchè vengono i dodici zii e zie del Tu, e i trentotto nipoti.
Perchè "il Santo è importante".
Perchè prima si usava così.
Perchè questi sono gli "auguri più sinceri" (vi giuro che mi ha detto così, ma non so COSA volesse dire).
Perchè al compleanno invecchi (e all'onomastico no?)
e via dicendo.

Allora, domenica ero pronta ad una full-immersion di festeggiamenti, con suoceri, cognati e nipotini urlanti. Cioè, pensavo di essere pronta.
Perchè io soffro di ansia da prestazione da feste.
Mi distruggono. Mi toccano i nervi e non me le so godere.
Ho visto Nonnaccì che si affannava a cucinare, a comprare, a tirare a lucido la casa, a strafare, perchè bisogna fare bella figura. La tavola deve essere traboccante, il doppio di tutto, perchè altrimenti tizio può pensare che A-sei tirchio, B-sei povero. Si indossa la faccia da ricorrenza, una faccia bella, e tu diventi la nuora più meravigliosa dell'universo, e ami più tua suocera di tua mamma.

Pazienza se il clima è teso, se i miei cognati non si rivolgono uno sguardo. Pazienza se Davi ha la febbre. Pazienza se io ho dolori al torace e alla schiena, e il Tu ha le occhiaie.

Nonnaccì non ha il senso della misura.

Per il SUO onomastico ha regalato ai nipoti 3 completi di abbigliamento + 3 giocattoli a testa (più regalo particolare alla Ceci, in quanto festeggiata insieme a lei), e quando Zio Capello le ha chiesto:
"PERCHE?"
lei ha risposto
"e che, niente dovevo comprare ai bambini?"

No, cara suocera, di DOVUTO non c'è niente. I nostri figli dovrebbero imparare l'importanza delle feste in quanto momento di riunione con persone che non si vedono spesso, e la magia dietro ad un "tanti auguri a te" cantato per la loro nonna.
E' vero, una festa con dei bambini è più festa. Ma non è tramutando ogni festa in un Natale che si danno dei valori. Non è che i bambini ti vorranno più bene se per ogni cosa fai loro dei regali.

Rischi invece di essere scambiata per un enorme portafogli pronto a soddisfare ogni capriccio.

E di essere tramutata in una polpetta dalla sottoscritta.

Quindi stai attenta: donna avvisata mezzo salvata...

mercoledì 18 novembre 2009

Bollettino di guerra

20.30: mammainbluejeans, morta di freddo e bianca come un morto, va a prendere il Nao da Nonnaccì, e lo riporta a casa.
21.00: il Nano si sveglia, incurante del fatto che la sua mamma non riesce nemmeno a stare in piedi, e decide che è una buona ora per giocare.
22.34: il Nano dorme. mamma in blue jeans sviene sul letto, febbricitante e senza togliersi le scarpe.
23.30: torna a casa il Tu, che trova una moglie morta sotto un cappotto con 40 di febbre. Sentendosi in colpa perchè è andato a giocare a calcetto, si prodiga attorno all'ammalata, la fa mettere a letto e le porta un pillolone di paracetamolo.
4.00: il nano si sveglia, vispo come una vespa,incurante della febbre, del fatto che è notte fonda, eccetera eccetera.
4.15: mamma in blue jeans muore di freddo, il Nano continua a dire "Mamma"e non ne vuole sapere di dormire.
4.20: il Tu, dimostrando raro acume e scaltrezza, decide di stordire il nano con un biberon di latte. Abbiamo un pò di pace.
7.30: colazione per il Tu e il Nano, mamma in blue jeans resta sepolta sotto le coperte, in un vortice di caldo-freddo-malditesta-maldischiena.
8.30: i maschi sono usciti, mammainbluejeans risviene.
13.30: dopo un breve summit telefonico, il Tu porta il Nano da Nonnaccì, e poi torna a casa.
14.00: Il Tu torna a casa, prepara un simil pranzo, alza gli occhi e fa "sai, non mi sento molto bene.."
Adesso è in stato semicomatoso sotto a un plaid sul divano. Io sono tenuta sù da tachipirina e da qualche altra droga che non so neanche di avere assunto, ho la schiena a pezzi, mi sento sudaticcia e anche un pò puzzona.
Chi lo poteva pensare che un Nano di 11 kg avesse anche la funzione di UNTORE a questi livelli...

martedì 17 novembre 2009

Lotte epiche

Domenica notte abbiamo fatto il bis.
Non parlo di follie erotiche, o di succulente cenette.
La malefica febbre del nano è tornata, portando la solita ondata di catarro, sudore e insonnia. Per trentasei ore ho combattuto con un naso colante e caccoloso, con un culetto arrossato e con la noia di un nano che desiderava ardentemente uscire. Come un cavaliere, ho lottato contro le scemenze telefoniche che mi davano la colpa di tutto, ho ignorato la richiesta di portarlo dal pediatra, al pronto soccorso o a Lourdes.
Ho passato un pomeriggio a cantare "Dadi dadi dadiiiiii, che nome fa un pò ridere...." sulle note di Pippi Calzelunghe, ho cercato di farlo disegnare (!) con i suoi nuovissimi pastelli a cera, gli ho aspirato il moccio ogni ora, tirandomi addosso una serie di gasteme in nanico (intraducibili), e ieri sera sono andata a letto con la schiena tutta un dolore.
Ma ho vinto io.
Niente febbre, niente cascata di muco, solo un nasetto gocciolante e il sorriso del mio bimbo.
Queste sì che sono soddisfazioni!
E domani...ASILO!

P.S.
un'ora dopo...
ho cantato vittoria troppo presto.
ADESSO LA FEBBRE CE L'HO IO.....

venerdì 13 novembre 2009

Habemus machinam! (LaGina)

Ieri sera ero a una riunine d'equipe in parrocchia per la preparazione all'Avvento.

Arriva il Tu e mi chiede "poi uscire?"

"Bhè?" faccio io.

"Tieni" e mi mette in mano una chiave.

"?"

"sono della tua nuova macchina, è parcheggiata fuori. Mi raccomando non fare tardi!" e mi bacia sul naso.

Torno dentro.

Questa sì che è una sorpresa!



La macchina è una punto blu non metallizzato, tre porte, priva del tergicristallo anteriore, di servosterzo e di aria condizionata. Ci ho messo trentacinque minuti per montarci il seggiolino del Nano, e non si può abbassare il finestrino del guidatore o rischi di non poterlo tirare più su.

Ma è la conferma della mia totale indipendenza da marito, suoceri eccetera, quindi per me è meravigliosa! Visto che ho il vizio di nominare ogni cosa, sarà "battezzata" LaGina o La Sciura Gina. Ma si accettano suggerimenti.

mercoledì 11 novembre 2009

certe mattine...


Ci sono mattine in cui apri gli occhi, e ti sembra di averli chiusi tre minuti prima. Non sai come, ma ti ritrovi con le sue pantofole in cucina, a scaldare Biberon e a fare il caffè. E hai freddo, e ti fanno male le ossa. E lotti con un Nano che non vuole farsi pulire il naso, e devi prepararlo chè deve andare all'asilo.

Ci sono mattine in cui ti scaldi un secondo tazzone di latte, perchè hai bisogno di coccole, di fare le cose con calma: poi ti chiama lui e ti dice che il nano si è vomitato addosso, sporcandosi anche le calze.
Fai:"guarda che all'asilo hanno il cambio" e ti chiedi perchè in quel pezzetto di cromosoma mancante (Y) dovesse risiedere A-la logica, B-il senso pratico.

Ci sono mattine in cui manderesti volentieri qualcuno a quel paese, urleresti al vento del cose che non vanno nella tua vita, e magari potresti piangere un pò...ma sai che non puoi.

E provi a resuscitare, perchè altrimenti la baracca va a rotoli, e devi portare il cane a far pipì, e la spesa, e l'aspirapolvere che è ancora rotto, e lavi cinque golf a mano congelando sempre di più. E arriva l'ora di pranzo che sei sbattuta come il polpo sullo scoglio, hai un mal di testa formato famiglia e solo un desiderio: DORMIRE.

Ci sono mattine che annunciano giornate grigie, noiose, fredde e interminabili.

Ecco, stamattina era una di quelle mattine.

lunedì 9 novembre 2009

Mammite e sensi di colpa

Martedì scorso.
Nonnaccì -suocera napoletana nell'animo- annuncia che il nano non ha voluto bere il latte del pomeriggio.
Partono le spiegazioni: "Forse era troppo caldo" "..forse è il biberon nuovo" "forse si è svegliato troppo tardi..."
Per niente preoccupati, io e il Tu mettiamo la notizia nel nostro archivio mentale e andiamo avanti. TRADOTTO: non muore per un giorno senza latte.
Mercoledì.
Stessa scena, con in aggiunta telefonata in pieno svolgimento delle mie attività lavorative (se non ricordo male stavo per fare un piccolo intervento):
"non lo vuole, è che gli posso dare, uno yogùrt?" (*)
Vada per lo yogurt.
La scena va avanti fino a sabato, con crescita esponenziale della preoccupazione di Nonnaccì, terrorizzata che il nipote possa perdere tre grammi se non beve il latte, incerta se chiamare l' ONU o l' organizzazione mondiale della sanità, e convinta che la mancata assunzione del bianco liquido causi ritardi nella crescita, predisposizione alle malattie, insonnia, e, ovviamente, febbre suina (...).
A niente vale dire che lo yogurt va benissimo come sostitutivo; per lei lo yogurt è "una roba che non nutre, è una cosa dietetica".
Comunque succede che sabato la cara signora, esasperata da un nipote che serra le labbra, e da due genitori che se ne fregano dei disturbi alimentari del loro rampollo, ME LO PORTA IN AMBULATORIO (dove per fortuna stavo allegramente cazzeggiando) perché lei "non ce la fa più" (a non vederlo mangiare?).
Credo che il motivo fosse scuotere le nostre sopite coscienze, e costringerci a fare qualcosa.
Che cosa, resta un mistero.
Fatto sta che il nano mi vede, urla "Mammamamamma" guarda il biberon e lo svuota in quattro secondi e due decimi.
"comenonnaperchèconnonnanonmanginonna?" fa lei.
"Mammamamma!" risponde il nano, unendo un sonoro rutto (che è indice di gradimento).

TEORIA del Tu: Davide vuole la mamma, e ha trasferito questo suo desiderio nel gesto che ci ha legato a doppio filo per otto mesi: l'allattamento.
Commento: non so se la suddetta teoria sia possibile, ma spero che non sia così, per tre ottimi motivi:
1) non so se Nonnaccì reggerebbe il colpo.
2) passerei il mio tempo a macerarmi in sensi di colpa ancora più grandi di quelli in cui abitualmente mi macero.
3) se fa così adesso per motivi ancora ignoti, se arriva un fratellino, di cosa sarà capace?


(*) A Bari gli accenti sono tutti sballati: internet è internèt, telecom è telecòm... però, inspiegabilmente, Corso Cavòur diventa corso Càvour.

venerdì 6 novembre 2009

Rimpiangere i puffi


La famiglia in blue jeans non ama la TV.

Rettifica: la famiglia in blue jeans non ha il tempo o la voglia di guardare tanta TV. Ci capita di guardare pezzi di Doctor House ogni 15 giorni, non capendone un emerito, e, a volte, la carrellata di rai tre dalle 14.00 alle 15.30.

Oggi il Tu ha fatto un pochino di zapping mentre io facevo i piatti e ha trovato i cartoni della Worner Bros su italia uno.

"amore, guarda, come quando eravamo piccoli noi" e si è messo a giocare col nano.

Non che me ne fregasse molto (dei cartoni), visto che ero alle prese con le pentole e i fornelli. Comunque a un certo punto l'ho sentito dire "non è possibile" ed è arrivato incavolato nero in camera da letto, col Nano in braccio e la faccia arrabbiata.
"?" faccio io.
"E' uno schifo! indovina cosa trasmettono a quest'ora tra un cartone animato e un filmetto per bambini?"
"?"
"GOSSIP GIRL!" risponde lui "e sai come inizia il prologo?" (chiaramente domanda retorica) e recita, con la parodia di una voce femminile:
"ma non eravamo amiche?"
"sì, prima che tu ti scopassi il mio ragazzo"

Allora, metto in chiaro un paio di cose: nè io nè il tu siamo due puritani. Personalmente appartengo alla categoria di adolescenti che rincoglionivano dietro a lLuke Perry di Beverly Hill's e non sarei onesta se facessi la paranoia a i fan di Gossip Girg; verrebbe da dire, "generazione che vai, serie spazzatura che trovi", ma lasciamo stare. Probabilmente si vergogneranno da soli di questo tra qualche anno.
Ma sbattere in piena fascia protetta una serie così "diseducativa" mi sembra troppo.
Mi sono messa a navigare e ho trovato questo .
La legge italiana vieta di "coinvolgere minori di anni quattordici in argomenti o immagini di contenuto volgare, licenzioso o violento".
Tralascio il fatto che, come al solito, c'è qualcuno che se ne frega delle regole.
Mi chiedo una cosa sola: PERCHE'?
Perchè mandare in onda un programma che fino allo scorso anno era relegato alla seconda serata?
E' un discorso di alzare gli ascolti, di sparare pubblicità a palla, visto che tra poco è Natale? E perchè su questa guida TV il suddetto programma non è neanche menzionato, mentre su questo giornale é in programma da settimane?
Confusa, sono confusa. E seccata.
Rimpiango la mia infanzia, quando alle 20.00 c'erano i Puffi e litigavo con papà che voleve vedere il telegiornale.
E penso a Davide.
A quello che potrebbe rimpiangere.
Ai mille attentati che la sua infanzia subirà, a questo consumismo che potrebbe uccidere i suoi sogni, a valori che non valgono più niente.
Amore, Amicizia, Solidarietà.
Rispetto verso il prossimo, che sia uomo, o animale o pianta.
Gratitudine per quello che si ha.

Un tempo la televisione insegnava questo.

Adesso forse, è arrivato il momento di spegnerla.





mercoledì 4 novembre 2009

L'istrice

L'Istrice (Hystrix cristata Linneo, 1758) è un mammifero roditore della famiglia degli Istricidi. L'istrice viene spesso chiamato con il nome comune di porcospino; esiste però un uso improprio e colloquiale di questo nome per designare il riccio.
(da Wikipedia)

Vi assicuro che la cosa non è esatta.
La vera dizione dovrebbe essere: L'Istrice (Hystrix cristata Linneo, 1758) è un mammifero roditore della famiglia degli Istricidi. L'istrice viene spesso chiamato con il nome comune di porcospino; esiste però un uso improprio e colloquiale di questo nome per designare La Mamma in Blue Jeans.
Con fantastica foto della suddetta mamma in questi giorni.
Dovrò contattare Wikipedia e avvertirli dell'errore.
Sono passati giorni e continuo ad avere un Nano malato e un pc in assistenza; con in più un marito contagiato dai malefici batteri gnomici...
DocBrix, il pediatra, mi ha sbattuta fuori dopo tre minuti e la frase "ha solo un brutto raffreddore, passerà e levati di torno che ho da fare".
Nonnaccì è felice come una Pasqua perchè ha il nipote sotto gli occhi otto ore al giorno e fosse per lei non tornerebbe mai all'asilo "che poi si prende la febbre del maiale e sta male sul serio".
Quel gran fetente proprietario di locale che stavamo per acquistare ha cambiato idea e oggi devo andare in giro per agenzie prima che l'ambulatorio sia sbattuto sotto un ponte.
Nonna in Blue Jeans è andata a Milano a trovare la zia matta e io no. (piccio da bambina, lo so, ma non vedo mia sorella da sei mesi...).
L'amica del cuore nonchè avvocato non mi risponde al telefono da 7 giorni e non so se A)è successo qualcosa B)non vuole avere + niente a che fare con me.
Non mi cazziate troppo, ma la stanchezza, le occhiaie, i capelli a carciofo, le scarpe che devo comprare e non ho il tempo o la voglia, il nano malato, il Tu malato, la ginecologa che mi chiama e mi urla "IL PAP TEST! IRRESPONSABILEPAZZACHENONSEIALTRO" mi spingono verso il frigorifero e tutte le soddisfazioni che il cibo ingurgitato senza motivo può dare...
...spero passi presto...

sabato 31 ottobre 2009

Gnomici Germi e feticismo da Nano

Due immani tragedie si sono avvicendate nel corso degli ultimi cinque giorni:
  1. un virus infido e bastardo ha azzoppato il mio pc (nel senso che una mattina l'ho acceso e...sembrava Natale: ERA TUTTO BIANCO!) quindi devo rubacchiare quello del Tu per avere un contatto con la blogosfera.
  2. come dicono a Bari, il Nano è caduto malato(!).

Se la prima cosa è oltremodo seccante, la seconda sta annientando la famiglia in blue jeans, minando le sue radici di pace, tranquillità e vita molto hippie.

Perchè i malefici germi del Nano hanno una maniera subdola di agire: il giorno lo lasciano in pace, e quindi lo vedi zompettare per casa con la candela al naso, vispo come una vespa. Arriva l'ora dei dormire e...BUM: 'sto stronzo di un germe fa magicamente alzare la temperatura di mio figlio (ma non abbastanza da usare la santa tachipirijgna) condannando me e il Tu a una notte insonne dopo l'altra, tra aspiratori nasali e pomate balsamiche. La variante l'abbiamo avuta stanotte; niente febbre, ma una colata di muco che sembra cemento ha occluso il piccolo naso del nostro bimbo, AZZERANDO le chance di dormire per più di quindici minuti di fila. Adsso siamo al quarto giorno di reclusione, con Nonnaccì e Nonno felix che stanno con Davide mentre io lavoro e il Tu anche.

Davide, intanto, sta cercando di ampliare i suoi orizzonti e le sue possibilità di divertimento inventando nuovi ed entusiasmanti giochi come:

"tiriamo tutte le tovaglie fuori dal cassetto"(devo decidermi a comprare i blocca cassetto da Ikea)

"usiamo la bacinella dei panni come un tamburo e la spazzola di mamma come bacchetta" (ma perchè nonnaccì non chiude semplicemete la porta del ripostiglio?)

"buttiamo le mollette nella ciotola del cane"(povero Macli!)

"baciamo i piedi alla mamma"

Ebbene sì, molte donne vorrebbero un uomo che si prostra a terra e bacia loro i piedi (solitamente curati, profumati e smaltati): io ho un nano minuscolo che si butta a terra, mi afferra il ditone e cerca di ricoprirlo di bava... sarà feticista?

lunedì 26 ottobre 2009

Premiati!


Ho ricevuto questo premio da Diletta e le dico mille grazie ancora, l'essere premiata per il mio blog è una cosa davvero fantastica.


Lo devo girare a 10 blogger.Queste sono le regole:incollare il francobollo e riferire il nome del blog-mittente spedirlo ad altri 10 blogs chiedendo loro di pubblicare le regole e assicurarsi che il francobollo passi ad altri affinchè si conoscano nuovi blog.

And the winner is:

MammaCattiva: perchè tra mamme "cattive" ci si intende.

Carpina: l'unica altra blogger pugliese che io conosca.


Elena: che mamma non lo è, ma lo vorrebbe essere tanto.

Valentina:perchè è una davvero tosta.


Diana: che è una tosta pure lei.


Laura: primissina blogger a scrivere sul mio blog.


Luca: un fantastico papà-blogger.


Barbara: fonte di ricette, consigli, idee sfiziose e molto altro!


Bemz: che sarà una mamma fantastica, e si merita indiscutibilmente un premio solo per il sio straordinario coraggio.


Wonderland: il primo blog che ho scoperto, e che mi ha fatto venire il desiderio di aprirne uno.

Congratulazioni a tutte le vincitrici e al vincitore!

martedì 20 ottobre 2009

Malanni e filosofia Disneyana


La casa in blue jeans è sottosopra: da venerdì notte il nano è "malato".

Niente di serio, intendiamoci: febbriciattola, naso chiuso e tonnellate di muchi-catarri-et-similia.
Con conseguente fine della mia pace mentale e fisica.
Per la fisica, pazienza: ho tenuto in braccio mio figlio (quasi 11 kg) per 48 ore... ma se lui ti guarda, alza le braccine e dice mamma... pazienza per il mal di schiena.
Più seccanti sono le immancabili perle di saggezza che mi sono dovuta sentire:
"ecco, lo vedi, è colpa dell'asilo!" (e TUA, MADRE DEGENERE, che ce lo hai mandato)
"è che voi lo fate uscire troppo"
"così impari a non fargli il vaccino per l'influenza"
"è che lo fate uscire troppo poco"
"lo copri troppo"
"lo copri poco"
"casa tua è fredda"
"e adesso come facciamo per il pranzo di domenica?"
"dagli l'antibiotico"
"dagli la tachipirina"
"fagli l'aereosol"
"mi raccomando, appena sta meglio fallo uscire chè l'aria fa bene ai bambini"
"non ti azzardare a farlo uscire fino a che non è perfettamente guarito, e fino a che la temperatura non è di 29 gradi"
"la cosa migliore è metterlo nudo sul balcone a mezzanotte così si immunizza"

ok, l'ultima me la sono inventata.
Comunque c'è da diventare scemi. Non solo sei stanca per la carenza di sonno -visto che il Nano si sveglia due volte a notte perchè non riesce a respirare-, ma hai anche la testa piena di questi fantasticissimi consigli (che ho adeguatamente ignorato).
L'unica cosa simpatica è che abbiamo scoperto una passione di Davide: kung fu panda.
Abbiamo passato (io&lui, perchè il Tu era fuori per lavoro) una domenica stravaccati sul divano col DVD a palla (l'avrò visto 9 volte, una delle quali in inglese). Adesso sfoggio occhiaie fumo-di-Londra, ho la suocera a casa e 100000000000000000 cose da fare (e zero voglia di farle)
Prendo in prestito una frase (tutta mistica e kungfuica) del film:

"ieri è storia,
domani un mistero,
oggi un dono.

Per questo si chiama presente"

A chi di dovere: se i regali per me sono tutti così, faccio a meno, Grazie!

venerdì 16 ottobre 2009

Sì, io mi ricordo...


Mi ricordo il viso di mia mamma: avevamo dormito abbracciate, come quando ero piccola.

E mi ricordo la luce dorata e frizzante di una mattina d'ottobre.

E i sorrisi della ragazza che mi acconciava i capelli, e il profumo della lacca e del sapone e un barista che grida "auguri, dottorè", e il mio papà che apre la porta mi dice "sei in ritardo".

Mi ricordo il bianco del mio vestito, e le risate fatte con le amiche che mi hanno aiutato a vestirmi.

"Cavoli, sono già le dieci, faremo tardi sul serio... lui mi aspetta...e sa che io non faccio mai tardi.

Eccoci in strada, sei emozionato papà? No, io no... devo solo dire sì al momento giusto, no?

Guarda che sole... alla faccia di chi diceva che era da stupidi farlo ad ottobre... cavoli, ci siamo... forza papà, facciamo finta che è una finale dei cento metri, solo che dobbiamo camminare su questo tappeto verde e non correre... non piangere papà, vedi, io sono felice e non piango."

Mi ricordo di essere inciampata sul primo gradino, e di aver visto tante facce.

Ma ne cercavo solo una.

Mi ricordo che insieme, mano nella mano, abbiamo fatto dieci passi verso il prete con la faccia buona che ci sorrideva. Mi ricordo le letture "Ascolta, o Israele..." "eterna è la sua fedeltà..." e gli amici che cantavano e pregavano per noi.

Ecco gli anelli. (beccherò il dito giusto?)

Una frase sola e il prete che fa a lui: "forza, bacia la tua sposa!"

Poi gli applausi.

Mi ricordo mamma e papà che si sono tenuti per mano per la prima volta dopo vent'anni. Mia sorella che piangeva.

Io felice. Con lui.

Per sempre.


Oggi è il mio secondo anniversario di matrimonio...

giovedì 15 ottobre 2009

Candele nella notte


Navigando senza meta, mi sono imbattuta in questo post. L'ho letto tre volte, e ho versato qualche lacrima.


Non sapevo che Ottobre fosse il mese del ricordo. Il ricordo di bimbi nati e morti dopo poche ore, di bimbi nati morti, di gravidanze mai treminate. Parlare di queste cose, almeno nella mia realtà, è considerato sconveniente, da maleducati. Fare finta di niente, perchè non bisogna ricordare, non ci si deve "guastare la giornata" con pensieri tristi; questa è la procedura da seguire.

Credo che ci sia alla base una profonda ignoranza, un'incapacità di accettare un evento tanto terribile quanto assurdo, la morte di un bambino non ancora nato.

Mi viene in mente la bisnonna di Davi, nonna del Tu; lei perse la sua prima bambina che aveva pochi mesi, d'influenza. Poi ha avuto altri figli, ha vissuto la sua vita. Pochi mesi prima che io incontrassi il Tu, lei è rimasta vedova, e i figli hanno deciso che non poteva più vivere da sola, quindi hanno venduto la casa e lei si è trasferita in un'altro paese, le hanno trovato una minicasetta vicino l'unica femmina della famiglia. La minicasa era un seminterrato; niente balconi, solo finestre a due metri da terra.

Quando l'ho conosciuta mi ha fatto vedere le sue violette africane, l'unico fiore che poteva tenere in quell'ambiente. Il Tu mi aveva detto che lei amava i fiori, e che a casa sua aveva un grande terrazzo pieno di verde.

Le ho detto che anche mia nonna amava i fiori; lei mi ha guardato con i suoi occhietti neri scintillanti, e mi ha confessato una cosa: i fiori che lei piantava erano per la piccola Marta che dormiva laggiù nel cimitero. La sua casa le mancava perchè ogni mattina, dal terrazzo pieno di verde, lei guardava il cimitero (visibilissimo) e si sentiva vicino alla sua bambina...

Per più di cinquant'anni la nonna T. ha ricordato ogni giorno questa sua figlia, togliendo una foglia secca, piantando e innaffiando le rose e i geranei.


Stasera alle 19 accendete una candela. Per non dimenticare.

lunedì 12 ottobre 2009

Week-end (lungo) con il Nano

che sembra un pò "week-end con il morto" (ricordate quel film?)...
Giovedì la famiglia in blue jeans è partita alla volta di Rimini, dove il capofamiglia aveva una riunione di lavoro. Visto che il 16 c.m. è il nosto anniversario, ne abbiamo approfittato per fare la tanto desiderata vacanza.
Il Tour prevedeva:
San Marino (solo io e Davide, perchè il Tu lavorava porello)
Perugia
Assisi e Norcia
Ho imparato alcune cose fondamentali: se tuo figlio è un cicciobombocannoniere evita San Marino (a meno di non avere un'altro che spinge il passeggino al posto tuo); strade in iper pendenza, e nonostante il nano non sia un peso massimo, mi hanno fatto venire i calletti alle mani. Comunque, il ministato è da vedere. Paesaggi deliziosi, atmosfera gioviale e persone cortesi.
Perugia: bellissima. E' come entrare nel cinquecento o giù di lì. Poco attrezzata per i nani ( e quando mai?) offre anche lei una serie di salite-discese-discese-salite niente male.
Assisi. Senza parole. Andateci, e di corsa.
Norcia. Ci siamo passati solo per comprare salamini e salsiccine...
L'esperimento weekend con il Nano è stato un successo. Ci siamo girati tre musei (anche se lui, alla trentatreesima icona della Madonna al museo nazionale dell'Umbria è crollato come una pera), quattro chiese e un pozzo (etrusco); abbiamo addirittura preso l'I-podguida; abbiamo festeggiato due anni di matrimonio, un pò in anticipo, con pappardelle al cinghiale e tagliata di manzo, tutto innaffiato da vino rosso umbro; lui ha corso felice nella piazza di fronte la chiesa di San Francesco, baciato dall'ultimo sole dell'estate, sotto gli sguardi divertiti di un gruppetto di turisti giapponesi; il Tu ha SPENTO IL CELLULARE per 36 ore; io ho pregato per la felicità della mia famiglia avvolta dalla penombra della cripta del Santo.
Viaggiare con un bimbo piccolo è complicato (te ne vai in giro che sembri un circo ambulante -noi avevamo sotto al passeggino plastica parapioggia, acqua, giochino, giacchetta, pappa pronta, fazzolettini, macchina fotografica e videocamera, borsa termica e guida all'Umbria, più la borsa con pannolini eccetera attaccata al manubrio-) e più stancante che andare al cazzeggio tu e lui: ma è fattibile. Indispensabile avere buona volontà, un pizzico di umorismo e una gran dose di faccia tosta (per chiedere "posso cambiare il pannolino al mio bimbo?" -che si è cacato fino alle ascelle-in un bar tre metri per quattro, ne serve davvero tanta).
Ci siamo divertiti a vederlo andare a zonzo per le strade di Norcia, facendo "bau" a ogni testa di cinghiale imbalsamata che vedeva; ci siamo sciolti come due granite al sole quando, per la primissima volta in vita sua, ha arricciato le labbra e mi ha dato un bacino sulle labbra.
Siamo tornati carichi e felici.
Tre giorni perfetti.
(se lasciamo stare la sveglia all'alba e la totale castità...ma vabbè...)

martedì 6 ottobre 2009

la regalite e i regali stagionati

Nonnaccì, mamma del Tu e nonna del Nano, tormento di mamma in blue jeans, ha un vizio sopra tutti. SPENDERE.
Non che sia una mano bucata, anzi, è attenta a come e quanto spende, ma diciamo che è affetta da regalite, patologia che colpisce nonni e zii che si cura solo a furia di botte sulle dita e urlacci da parte di genitori che non vorrebbero fare dei propri rampolli un esercito di piccoli mostri viziati che sanno dire solo VOGLIO.
Questa sua abitudine, sicuramente dettata dall'affetto, è stata più e più volte redarguita da me e dal Tu, per una serie di ottime ragioni:
1) il Nano non ama i giocattoli, nel senso che gioca con tre e dico tre cose. Il resto marcisce nel bidone porta giocattoli a casa.
2) se adesso gli compri una scemenza solo perchè la guarda e fa "GHI", tra qualche anno gli prenderai la playstation o il motorino o un televisore al plasma 42"?
eccetera eccetera...
L'anziana signora, strafregandosene come al solito, ha deciso che i regali si fanno solo quando vengono Il Domi e La Ceci, i nipotini che vivono a Lecce, (e visto che il grande, neanche 3 anni, la vede e dice "nonna, regalino?", forse non è il massimo dal punto di vista educativo).
La settimana scorsa Zio Capello e SuperZia hanno portato i pargoli dai nonni baresi, con conseguente arrivo di pacchetti per i tre eredi. Il Domi ha avuto un completo da calcio dell'Olanda (perchè al telefono aveva detto alla nonna "voio la maglia aanciooone"), La Ceci una mantella impermeabile con Minnie, e Davide un pigiama con Buzz Lightyear.
A parte Domi che ha liquidato la nonna con un "non mi piace" e un lungo pianto, il regalo non mi dispiaceva... fino a quando non vedo la taglia: 2-3 anni, h 98cm.
Allora, Davide è 81 cm e cresce lungo, ma dubito che questo inverno prenda 10 cm tutti insieme.
Lo faccio presente, in maniera gentilisssssssima; alla fine tutti possono sbagliare la taglia.
Lei non dice che ha perso lo scontrino o una cosa del genere. Fa: "era la taglia più piccola, non lo puoi cambiare"
:-0
Tradotto: o questo o niente.
Resto perplessa, ma alla fine archivio il pigiama tra le cose di crescita e tanti cari saluti.
Un paio di giorni dopo il Tu arriva a casa con il Nano e una busta di carta.
"mia mamma ha preso la mantella anti pioggia per Davide" fa lui "visto che Domi e Ceci l'hanno avuta da lei, ha voluto prenderla anche per lui".
Ok, lo so, sono una rompipalle. Ma la mia reazione è stata uno sbuffo d'impazienza e un'occhiataccia.
"ma quanto sei pesante!" fa lui.
Verissimo.
Apro la busta e tiro fuori una mantella gialla.
A fiori.
C'è stampata la bimbetta amica di Winnie the Pooh e Tigro.
E' a fiori.
Respiro. Inspiro.
"Ma è da femmina!" esclama la mia doce metà, orripilato all'idea che suo figlio possa essere preso per il culo da un altro nano munito di una mantella da vero macho con superman, cars o non so che altro.
Telefono a mia suocera, la ringrazio, le dico che NON DOVEVA; e le chiedo se la può cambiare visto che mai e poi mai il Tu permetterà al Nano d'indossarla.
Lei nicchia, dice che non sa, e poi crolla.
Non può cambiare la mantella prechè è stipata nell'armadio da sei mesi e più: lei compra i regali in blocco ai saldi, e poi li distribuisce nel corso dell'anno. La mantella era per la Ceci, poi le è piaciuta di più quella con Minnie e ha cambiato idea, rifilandola a mio figlio. Il pigiama era per Domi, poi però lui ha espresso il desiderio della maglia arancione (che fra parentesi lei è andata a cambiare) e lo ha rifilato a mio figlio.
IO RESTO BASITA.
"e della mantella allora che devo fare?" chiedo.
"mettila da parte. e la prossima volta vedi di fare una femmina"

sabato 3 ottobre 2009

Giveaway giocattoli creativi

Mamma felice lancia un gioco e (oltre a ringraziarla perchè penso che farò un mucchio di regali di Natale da Giocattoli creativi) quindi GIOCHIAMO.
Il sito di Erika è delizioso, i giocattoli sono fantastici e decisamente molto meglio delle solite cose chicco o clementoni.
Segnalo:


Daisy Box Castello: già mi vedo il nano che butta le costruzioni giù dal balcone.

Poi:



Concertina: fisarmonica da nani. Troppo divertente.



E.. numero tre:


Set da pesca. Per giocare nella vasca da bagno.

Buon divertimento a tutti!

giovedì 1 ottobre 2009

L'inguaribile romantica

Mi sono sempre affezionata alle cose.

Mi ricordo i pianti disperati quando, a quattro anni, papà mi comunicò che il nostro televisore, una roba vintage meravigliosa, verde, rigorosamente B&W, sarebbe diventato un cubo. Adesso è in montagna, alla casa delle vacanze, e fa l'oggetto di arredamento.

Ho pianto quando ho dovuto lasciare il mio vecchio zaino per un jollinvicta: non ci stavano più i libri e le cuciture rischiavano di cedere sotto il peso della cultura.

Mi è venuto il magone quando ho cambiato casa, e in mille altre situazioni.

Adesso cambiamo auto.

Fino ad ora un citroen berlingo, detto l'Opima, ha provveduto al trasporto della famiglia in blue jeans. Ha trasportato me e il Tu nelle nostre vacanze on the road, in cui si moriva dal caldo per l'assenza di aria condizionata. Ha caricato pacchi su pacchi, nei mille e più traslochi della nostra vita. Ha portato cani investiti, gatti e un quantitativo notevole di bestie varie, correndo verso l'ambulatorio, e poi regali di Natale, e amici. Ha portato il Tu in chiesa il giorno del nostro matrimonio, e Davi a casa quando l'hanno dimesso dall'ospedale.


E'stata la primissima cosa scelta insieme, promessa di una vita a due; la macchina con cui ho imparato a guidare davvero. Ci ha visto fumare un sigaretto toscano dopo la mia laurea, e fare l'amore lungo una spiaggia un gennaio, quando la passione non poteva aspettare.

la riconoscono tutti, per le ammaccature, per il "baby on board" appeso dietro.

la rimpiazziamo con una macchina nuova, più sicura, più economica e a metano. Perchè il Tu viaggia tanto, e deve guidare una macchina sicura. perchè non possiamo pensare di fare un'altra estate con un nano e niente aria condizionata.Tutti ottimi motivi.

ma anche stavolta ho il magone...

La cosa divertente è la macchina che ha scelto il tu. Ecco a voi "L'opimaseconda"

o forse è meglio chiamarla "la zucca"?

mercoledì 30 settembre 2009

Il caffè della mattina

Mamma A.: 29 anni tre figli di 5, 3 e 0,2. Infermiera, ride dei suoi chili di troppo, sballottola la nana piccola da una parte all'altra e scopre una tetta gigantesca al primo segnale di famefamefame. Parla in continuazione con una cadenza leccese stretta e alla velocità della luce. Però è simpatica.
Mamma B: 34 anni, un aborto alle spalle e un nano terminator di 18 mesi. Fa conferenze sulla sua travagliata storia ginecologica e rabbrividisce all'idea di fare un'altro figlio. Lavora nella pubblicità alla coop e cerca di far istituire un nido aziendale (e ha tutta la mia solidarietà).
Mamma C: età indefinita, una nana di 13 mesi e un'aria sbattutissima. Mentra a spetta la nana fuori dall'asilo studia per un concorso che dovrebbe farle ottenere un assegno di ricerca all'università (di assunzione manco a parlarne)
Mamma D: io. trentanni eccetera, nano di 14 mesi e desiderio di prole in pancia.

Questo è il simpatico quartetto che prende il caffè al bar vicino alla nanoteca. in comune il nostro essere mamme, e la voglia di condividere le nostre esperienze. e di fare un min uto di evasione prima di cominciare la giornata...

lunedì 28 settembre 2009

Manie di protagonismo

Io: " all'asilo è diventato bravissimo: la maestra dice che è socievole, mangia...davvero un tesoro!"
Nonna-in-blue-jeans: "amore di nonna..."
Il Nano: "MAMMAMMAMMAMMAMMAMA!"
N.i.b.j: "Nonnippo! Nonnippo! Davide dice mamma!"
Nonnippo: "ha detto NONNO!?!"
N.i.b.j: "No, ha detto Mamma"
Nonnippo: "ah, vabbè.."

Telefonata quotidiana in calabria saudita ai miei genitori.
Che si commenta da sola...

venerdì 25 settembre 2009

...fa-nno-ciao!



Sono quattro. Hanno nomi impromunciabili: Tinky Winky, Dipsy,Laa-Laa,Po. Sono viola, verde, giallo e rosso. Hanno un'antenna in testa e un televisore incorporato nella pancia. Parlano una buffa lingua commentata da una qualche Entità Superiore che non sa dove sia di casa il congiuntivo.
Sono i Teletubbies. E sono entrati in casa mia.
Premessa: che esistessero lo sapevo grazie alla pubblicità in TV, ai giocattoli e a una zia che è irresistibilmente attratta da questo genere di cose. Di qui a comprare un DVD per il nano... mi sembrava presto, o non lo trovavo, o qualche altra scusa.
Oggi arriva A., trimamma di G., M. e S., sventolandomi un DVD sotto il naso.
"Così anche Davide può iniziare a divertirsi!"

Grazie: ma non mi sembra che in nano muoia di noia. Anzi... Forse ho sbagliato a dirle ieri che l'ultimo DVD che il nano ha visto (anzi, ha subito) era un film con Antonio Banderas che insegna a ballare a un gruppo di ragazzi di strada: sicuramente non il massimo per un nano, ma la scena di tango del bell'Antonio vale.
Comunque prendo il DVD e leggo il retro. C'è un mini-riassunto delle due puntate e finiscono entrambi con "I TELETUBBIES SI VOGLIONO BENE!". La mia perplessità arriva alle stelle.
Un papà mi guarda con faccia da cane bastonato e mi dice:
"io non lo farei: mio figlio li vuole vedere in continuazione, la musica ti entra nel cervello e resta lì per ore. Io li odio!"
Praticamente ha messo i quattro pupazzoni tra gli stupefacenti legalizzati.
Poi parte a raccontarmi di un'azione legale compiuta da non so chi, perchè secondo costui c'era un messaggio omosessuale a favore dei gay ed era diseducativo; una mamma si elegge paladina dei quattro e li esalta "con loro mio figlio ha imparato a contare!"... insomma, una cosa spassosissima. Ma chi avrà ragione?
E siccome io sono curiosa come una mangusta, appena arrivata a casa ho subito acceso la tivvù e messo su i TTB.
UNA NOIA MORTALE!
La parte più carina è quella in cui i bimbi fanno vedere cosa sanno fare (nella puntata numero uno: i fiori di carta; nella puntata numero due: non so, ho preferito lavare i piatti). Davide non se li è filati più di tanto. Decisamente era più interessato a Kung Fu Panda (per mia fortuna!)
Una volta solo ha fatto ciao con la manina, in risposta ai saluti di TTB viola.
E io, madre attenta ai desideri del suo bambino, l'ho preso in parola. Ho spento la tivvù, salutando i Teletubbies, la voce narrante, il sole che ride e tutta Teletubbylandia.

PS( riguardo la controversia gay: CliccaQui! )


giovedì 24 settembre 2009

Nanoteca e genitori in libera uscita


Continua l'inserimento del magico gnomo all'asilo. Il che si traduce per me in 2 o 3 ore di chiacchiere con le altre mamme e un papà fuori dalla struttura stessa, ma sempre a portata di mano.

Sarà una perdita di tempo colossale, ma è A) rilassante, B) parecchio istruttiva.

Ho scoperto che il mondo dei neogenitori è vario, caleidoscopico e divertente (a tratti), e che devi sempre ringraziare Dio per il nano che ti ha dato, chè poteva andarti peggio.

1) IL SONNO: le mamme fanno a gara per chi dorme di meno, valgono le ore di ninna, l'orario in cui si va a letto, le richieste nel cuore della notte e il numero di levatacce. Attualmente è in cima alla classifica M, 18 mesi, che si sveglia 6-7 volte a notte, urlando "agga" (acqua), "atte"(latte), o mmammmma, va a letto alle 23 se va bene e dormirà in tutto quattro ore; tutto raccontato da un papà munito di occhiaie grigio-fumo-di-Londra.

2)LA PAPPA: "quantomangiacosamangiamavomitarigurgitahadiarreabevedallatazza..." ho scoperto che i bambini sono fizzosi; "non sia mai due volte lo stesso omogeneizzato" (mamma di L, lottatrice di sumo in miniatura). Sono creativi: "beve il latte solo dalla tazza con i pagliacci, l'acqua da quella con Winnie the Phoo" (Mamma di M, G, e S, parlando di M.). Sono furbi: "se non mangia, gli dò il fruttolo.." (Mamma di L. che è inappetente;penso che lei sia una delle maggiori azioniste della Nestlè).

3)LE NONNE: non le suocere e basta, ma tutte le nonne. Di loro si è detto che sono asfissianti, oppressive, che viziano i nipoti e che non si ricordano niente su come si cresce un bambino. E tutti eravamo daccordo.

4)LE ALTRE MAMME: "spettegulesss": la mamma di M. è un'isterica, è sua figlia è una Miss piangnina. Ma la mamma di V. hai visto come l'ha coperto oggi suo figlio? eccetera...


Poi esce la "Zia Angela", che ci riconsegna i rispettivi nani, fa due commenti su cosa hanno fatto, quanto hanno pianto e tanti saluti a casa. Che domani si ricomincia.


PS( Davi ha mangiato ben tre cucchiai di pastina al pomodoro...)

martedì 22 settembre 2009

Rimpianti

Ci sono cose che fanno male anche se passano anni; ferite che non si rimarginano mai del tutto.
Quando non ero Mammainbluejeans,ma solo una ragazzina cicciottella e con la testa piena di sogni, Nonna in blue jeans mi iscrisse al Liceo classico, nella città di T, dove vivevamo allora.
Eravamo in 27.
Io una dei quattro anticipatari, gli altri un anno e passa più grandi di me.
Era un mondo nuovo: fatto di lezioni pesanti, di compiti in classe e di uscite, appuntamenti in bagno, sigarette fumate di nascosto. Io assistevo, impacciata, bambina nel fisico e nell'animo, ai primi amori di miei compagni di classe, alle ragazzine che si truccavano e mettevano le minigonne per sembrare sexy. agli inizi le trovavo un po' patetiche.
Non si curavano di me, nè io di loro. Avevo la mia vita fuori dalla scuola, una vita infatile, perchè le mie amichette erano uno, due anni più piccole di me; non mi poteva bastare? Ovviamente no.
Cominciai a cercare di attirare l'attenzione, nell'unico modo che avevo a disposizione. STUDIANDO.
Non ero la prima della classe, ma non me la cavavo male. Mi piaceva la storia e la letteratura, anche perchè avevo un'ottima memoria.
Un giorno mi si para davanti la compagna C che mi fa "non è che vai volontaria in storia? altrimenti chiama me e io non sono preparata..."
Andai.
Divenne un'abitudine, chiedermi di passare i compiti (anche non perfetti) chiamarmi a casa per avere le traduzione della versione di latino e delle frasi di greco.
La cosa peggiore èche io ero contenta, pensando di aver fatto un passo nella direzione giusta. Andavo alle loro feste, invitavo loro a casa per il mio compleanno: era come un duro estenuante lavoro, ma ne valeva la pena. Perchè erano i miei AMICI.
Per alcuni di loro ho metito ("il prof ha messo al massimo 6.5 al compito di storia, io ho preso 4" per coprire l'amica F. che sarebbe incorsa nelle ire dei suoi a sapere che io avevo 7 e lei 5); ad alcuni ho dato soldi (1000 lire al giorno al compagno S. per cui avevo una cotta mostruosa; lui mise fine alla cosa quando se ne accorse), ad altri ho confidato i segreti più segreti, fiduciosa nella loro buona fede e discrezione. A tutti ho voluto bene.
Ma alla fine ero io, la ragazzina cicciottella e tonta. Che si infiammava per le cause perse, che mandava al diavolo il prof. che fumava in classe.
Alla maturità sono spariti tutti.
Ne ho incontrata una, l'amica E. che mi guarda con disprezzo e mi comunica che non vuole avere niente a che fare con me, che sono solo una raccomandata, che oramai è vox populi e che se avessi un pò di pudore non mi farei più sentire: proprio lei, che ha dormito a casa mia la primissima volta che sono rimasta sola; proprio lei che ho coperto quando usciva a scopicchiare col fidanzato.
Non li ho cercati. Non volevo ricordare niente.
Mi faceva solo sentire più cogliona di quanto io non sia realmente stata.
A volte, però, la mia adolescenza torna a farsi sentire, come se in realtà non l'avessi vissuta io; vorrei tornare indietro per due minuti, e cambiare tutto, e farla diventare il ricordo più dolce. Ma purtroppo non si può.

domenica 20 settembre 2009

Metti che ...


..un sabato ti svegli. C'è il sole, gli uccellini, un nano che ti ha fatto dormire 7 ore, un marito che ti ha riempito di coccole la sera prima.. Metti che hai lo strudel di mele nel forno, fai il caffè, il biberon per il nano. Fate colazione con calma, come se fosse vacanza.

Metti che un sabato hai voglia di fare un salto al mercato, a comprare frutta e verdura fresche, e poi al super per fare la spesa tutti e tre insieme.

Metti che un sabato è l'ultimo sabato che la ludoteca del parco è aperta, e vuoi portarci assolutamente tuo figlio, che finalmente non ti si attacca addosso come una cozza quando siete lì.

Metti che un sabato arrivano cognati e nipotini, mandando a puttane la tua meravigliosa organizzazione.

Che fai? Alla fine sei contenta, perchè non li vedi mai; perchè vuoi che il nano giochi con i cuginetti. E ristravolgi tutto.

Niente mercato, niente spesa. Ti fiondi in profumeria dove spendi 50 euro per un set da bagno fighissimo di Elizabeth Harden (e ti chiedi, ma com'è che a me nessuno regala mai queste cose?) per chè la SuperZia ha fatto il compleanno. Ti restano 10 euro per pagare tre body per il nano che avevi già ordinato. Aspetti che cielo-tuo-marito finisca di lavorare e ti passi a prendere per andare da nonnaccì, dove c'è un caos da nani urlanti, nonni sovraeccitati e tv accesa. Pranzo con tutta la famiglia, battagliando con i nani che sono tutti presi, chi dalla novità di avere altri esseri sotto il metro per casa (Davide), chi (Domi e LaCeci) perchè dai nonni le regole non valgono, e si può giocare a palla in cucina mentre si mangia, e mangiare, perchè nonnaccì è convinta che basta che mangi va tutto bene.

Metti che in un raptus di follia pura proponi di andare a mangiare una pizza tutti insieme.

Allora sai che oramai sei fuori come un balcone.

Zio Capello e SuperZia accettano, e già che "più siamo meglio è" invitano anche dei loro amici. La cosetta tranquilla che avevi in mente è trasformata in una cosa pseudo mondana, in centro (ahhhhhhhhhh), e il Tu sbaglia a prendere il passeggino e prende quello che non si reclina (e per punizione terrà il nano in baccio tutta al sera)e tu hai l'impressione di essere di troppo. Ci sono due coppie, simpatiche,una con una pancia abitata da una nana che salterà fuori a brave. Ma tu non sei a tuo agio, è tardi, domani il Tu deve andare a Matera per un congresso, il nano non ha miracolosamente sclerato ma si è addormentato in braccio al Tu.

Arrivati a casa alle 00.59: e il nano si vendica non facentoti dormire un emerito.

Metti che è domenica, il Tu scappa a Matera alle 7.45 e ti lascia SOLA con un nano che sfreccia per casa e un cane con lo sguardo patetico, e che la caffeina non basta a tenerti sù, ma hai solo quella e pazienza.

Metti che passi la domenica a lottare col sonno, con una casa in disordine, col ferro da stiro che ESPLODE mentre hai una montagna di roba da stirare.

Metti che l'uomo della tua vita arriva a casa alle 18.45, ti mette un macchina e ti porta in chiesa per la mesa domenicale: e qui si materializza tua suocera che TI PRENDE IL NANO DALLE BRACCIA e se lo porta via, e tu non sai se urlare o piangere per questa assoluta mancanza di rispetto nei tuoi confronti.

Metti che la sera svieni a letto, dopo aver intimato alla luce-dei-tuoi-occhi "guarda che sono a pezzi, se si sveglia non mi alzo quindi arrangiati"

Metti tutto questo insieme.

Mi sembra normale che il lunedì ti alzi e hai il cagotto....

venerdì 18 settembre 2009

Soap made in bari


Circa sei mesi fa, sfatta dall'immane fatica di badare a un Nano, una casa, un marito e un ambulatorio, mi sono decisa ad assumere una "signora delle pulizie" almeno per l'ambulatorio. Una cliente mi raccomanda la cognata della signora-delle-pulizie di sua mamma, e Nicoletta è arrivata tra di noi. Di lei mi avevano detto che aveva circa trentacinque anni, era orfana di madre e veniva fuori da un periodo di depressione. Io, che ho un debole per gli sfigati, l'ho assunta subito.

Bassina (io sono più alta di lei di tutta la testa), con un "occhio a ponente e uno a levante", parlantina supersonica (con accento barese stretttttttttto), Nicoletta, obiettivamente, non era un genio, neanche nelle pulizie. Dalle sue chiacchiere (anzi, da quello che capivo delle sue chiacchiere) so che aveva un cane alto come un cavallo a casa, di cui il padre si è liberato quando ha rotto il frigorifero (non chiedetemi come perchè non l'ho capita), cantava nel coro della chiesa e aveva un fidanzato.

Lo conosco, il fidanzato: Sabino, pelato pluritatuato dall'aspetto inquietante.

Un lunedi è arrivata raggiante, con tuta fucsia e strass, e ci ha comunicato che "si era fidanzata ufficialmente".

E poi è iniziata la soap opera.


DrinDrin -fine luglio-

"prond Mamminbluejeans? sò Nicolè"

"ciao Nicoletta, dimmi"

"te volev'a disc, che teng' abbssegn' di fad'gà"(ti volevo dire che.. io ho bisogno del lavoro...)

"???"

"prcè attanm ma'mmannat" (perchè mio padre...mi ha cacciato di casa!)

"ma come, Nicoletta? e perchè?"

"prcè, accanusc' a zitm?" (perchè... tu conosci il mio fidanzato)

"...siii..."

"..non fazz' mal a nisciun A FA'" (non c'è niente di male ad avere rapporti intimi con l'eletto-del-mio-cuore)

"nnno..."

"mò, ji ngiù so ditt' e jidd's'ha n'cazzat" (ecco, io ho cercato di dirglielo ma lui si è alterato)

In parole povere, o il padre li ha colti sul fatto o è venuto a sapere che questi due hanno rapporti sessuali, e l'ha mandata via.

Qualche giorno dopo.

DrinDrin
"prond Mamminbluejeans? sò Nicolè"
"ciao Nicoletta, dimmi"

"t' ha disc nà cos': mi a sp'sà!"(ti volevo dire che...MI SPOSO)(matrimonio riparatore?)

"che bella notizia, auguri!, e quando?"

"il 3 settmbre, au Municip', che attanm avà firmà'"(si mi sposo il 3 settembre al comune, papà mi mette la firma)

"la firma, che firma?"

"avà firmà, chè ji teng' dingiasett'ann" (per sposarmi, chè io ho DICIASSETTE ANNI)

Le ho chiesto di ripeterlo due volte.

Nicoletta, l'orfanella alta un metro e una gomma (neanche il pacchetto aperto), che bada al papà e ha un fidanzato venticinquenne è in realtà una minorenne, una ragazzina che io ho fatto lavorare. Mi sono sentita

A)una sfruttatrice del lavoro minorile

B)una che è stata presa irrimediabilmente per il culo.

Il 3 settembre si è sposata Nicoletta, senza il vestito bianco perchè non c'è stato il tempo di farlo. Il 9 suo padre, lavata l'onta di avere una figlia "poco-di-buono", mi comunica che la figlia non verrà più lavorare.

A parte la seccatura di trovare un' altra signora-delle-pulizie, la cosa che mi spiace di più è che non le ho potuto rifilare un servizietto da limoncello che ho avuto al matrimonio e non so dove mettere. (e che ho perso la mia fonte di dialetto barese!)

PAZIENZA!
PS (grazie al Tu che mi ha aiutato nella trascrizione dei dialoghi!)

mercoledì 16 settembre 2009

La nanoteca e i consigli paterni



"...allora, se le prendi di prima, le dai di seconda; un tuzzo* tra naso e denti e un pugno nella pancia..."

"Amore, ma cosa dici al Nano?"

"Zitta tu, lo sto istruendo; non si sa mai chi può incontrare all'ASILO"

Ebbene sì, anche per noi è arrivato il primo giorno di asilo. Con gli "in bocca al lupo" del pediatra (che ci tira i piedi pronosticando una lunga serie di malanni) e un nodo allo stomaco, stamattina siamo andati tutti e tre alla "Nanoteca", per iniziare l'inserimento del Nano. Ci accoglie Angela, duecento chili di morbidezza materna, che ci presenta le "zie" (maestre no?). Sono 4 per 18 bambini di età variabile dai 12 ai 18 mesi. In classe troviamo:

Laura, Lilia, Martina e Melissa: tutte total pink.

Luigi: che si attacca al Tu qule unica presenza maschile.

Davi si guarda intorno, sorride alle "zie", ai bimbi; poi lo metto a terra e.... se ne va. Pianta in asso la sua mamma, scoglio su cui sbava, e inizia a giocare con un piano-giocattolo. Sta andando bene.

La "zia" Assunta mi comunica i menù, gli orari, le abitudini... è tutto molto fatto in casa, come le torte della nonna. Insegnano ai bambini a bere dal bicchiere, a fare la pipì nel vasino -se sono pronti- e a mangiare da soli. Il tempo passa. I nani piangono a turno, chi ha sete, chi ha fame, chi ha sonno. Davide continua a giocare, passa da un tavolino all'altro, a tratti mi cerca e mi manda un sorriso. Sono le 11, per oggi basta. Prima che mi possa alzare in piedi, Luigi cerca di prendere la trottola con cui sta giocando Davi; e lui la usa come una clava e gli dà una botta in testa, con conseguente pianto di Luigi.

"non ti sei fatto niente... non si tolgono le cose dalle mani..." tiritera di frasi fatte.

Usciamo.

Il Tu guarda suo figlio, gonfia il petto e dice "ti ho addestrato bene, core di papà!" (ovviamente la "O" di core è stretta che più stretta non si può).

*Tuzzo: colpo secco che si dà con la parte più alta della fronte (espressione barese)
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lunedì 14 settembre 2009

Mamma polemica

Sabato.
Incavolata nera per l'assenza del Tu, porto Davide al centro per la cultura ludica del parco 2 giugno, vicino casa. Stranamente ci sono nani della sua età, e lui, dopo aver fatto la cozza con la mia gamba sinistra -che faceva da scoglio- si è un sciolto e ha iniziato a... bhe, giocare è una parola grossa, diciamo a socializzare.
Al calar delle tenebre andiamo nella stanza dei nani, una palestra con tappetini colorati, giochi 0-5 ,piscina delle palline e due grossi cartelli:
QUESTO SPAZIO E' RISERVATO PER I BAMBINI DA 0 A 5 ANNI
e
TOGLITI LE SCARPE ANCHE TU CHE SEI UN ADULTO
No problem. Tolgo le scarpe al nano e mi sfilo gli infradito. Siamo dentro. Ci sono 3 o 4 nani e una ragazzina... una ragazzina?????? cavolo, quanti anni avrà? 7, 8? che faccio, le dico di andare via? alla fine sto zitta, perché la bimbetta sta tranquilla a fare i fatti suoi però... vedo che ha le scarpe.
"bimba, se vuoi giocare qui devi toglierti le scarpe"
"perché?"
"perché è una regola della ludoteca. Guarda, anche io sono senza scarpe" e mostro il ditone.
lei sembra convinta, e si mette a togliersi le scarpette quando arriva -probabilmente dalle selezioni del grande fratello- il papà.
"ma che fai????? guarda che è sporco, ma quanto sei cretina.."
la piccina spiega che una signora le ha detto che si devono togliere le scarpe. IO.
"perché ha detto a mia figlia di togliersi le scarpe?"
"è una regola della ludoteca" e indico i cartelli.
legge, è imbarazzato; ci sono due regole e le ha infrante entrambe.
"ehm.. ma lei lavora qui?"
"no" e con questo?
"e allora a me che me ne frega? si faccia i fatti suoi...."
E allora mamma in blue jeans si trasforma in mamma polemica, il suo alter ego incazzato col mondo che non rispetta gli altri.
"guardi che io mi sto facendo i fatti miei, questo è un posto di tutti, anche mio. Se qualcuno non ha riguardi verso casa mia, glielo faccio notare."
"ma così si prendono le infezioni..."
"per questo hanno inventato le calze antiscivolo; questa stanza è per bimbi che possono buttarsi a terra, se ne hanno voglia; per questo bisogna togliersi le scarpe"
Mr GF è in imbarazzo, ma anche le altre mamme (coscienza sporca?), balbetta qualcosa, se ne va con la bimba al seguito. Mamma polemica è piuttosto soddisfatta.

Ironia a parte, perchè continuamente ci si imbatte in persone che se ne fregano? della società, dei propri figli, di loro stessi. Il senso civico, la buona educazione, sono davvero cosa talmente "out" da non doverci prestare attenzione? Grandi interrogativi, poche risposte...

venerdì 11 settembre 2009

L'infanzia negata

Bari, quartiere J, ore 15.30.
Io e il Tu siamo in macchina, diretti verso l'ambulatorio. Strada nota, sempre la stessa.
E INVECE NO, QUALCOSA DI STRANO STAVOLTA C'E'.
Ci sono tre ragazzini che scavalcano il muro tra la Chiesa e il centro per i ragazzi; e sono carichi di secchi, scope e mazze per lavare a terra. Il Tu inchioda, io scendo dalla macchina gridando -nel mio perfetto italiano- hei, cosa credete di fare?- e -non è roba vostra-.
Come se non fosse palese che a loro non gl'importa un piffero che quella sia roba altrui. Li guardo: hanno 9, 10 anni. Forse 11. Bambini con la pelle dorata dal sole estivo, i pantaloncini corti e le ginocchia sbucciate. Ragazzini che per ingannare la noia hanno pensato di entrare in chiesa, prendere quello che trovavano -e per fortuna sono entrati solo nel ripostiglio, e scappare. Per fare una bravata. Per dimostrare che loro sono dei "fighi", che sono "grandi", che devono avere il "rispetto".
Capisco questo e urlo "ma non vi vergognate?" (cosa in realtà piuttosto idiota; è lampante che non si vergognano affatto); uno, il più vicino a me, si gira; ha gli occhi verdi e i capelli biondissimi e sembra un angelo. E l'angelo parla: "mhò, e quant' fai brutt'!" e scappano.
Poi scopriamo che hanno messo sotto sopra il ripostiglio, che sono entrati da una finestra rompendo una zanzariera e un vetro.
Sono i bambini del "centro di sostegno", bambini con famiglie disagiate e almeno il padre in galera, che eseguono bravate su ordine di un ragazzo più grande. I bambini che cerchiamo di tiare fuori da una strada cattiva, malata dentro.
Bambini che alla fine non solo mai stati bambini.

mercoledì 9 settembre 2009

Why not?


La BiMamma Laura mi ha inviato un giochino, "descrivi te stessa in 15 punti". Vista l'ennesima nottataccia, lo stress da superlavoro a singhiozzo, la partenza del Tu stanotte con 24 ore di preavviso, preferisco rispondere a lei che scrivere un post corrosivo su come mi sento.


  1. Appartengo alla categoria semi-tappi: centosessantacentimetri barando appena appena.

  2. Sono una Calabrese DOC: capelli castano scurissimi (la mia unica bellezza) e occhi un pò castani un pò verdi.

  3. Adoro i Jeans (ma và?); con t-shirt, camicie, giacche, tacchi, infradito e scarpe da ginnastica. A potere me li sarei messi anche per il matrimonio (con conseguente brutale omicidio da parte della mamma dello sposo)

  4. Coltivo un'insana passione per i Beatles, e uno dei miei più grandi rammarichi è che non potrò mai assistere a un concerto dal vivo (!).

  5. Sono una casalinga disorganizzata. E fiera di esserlo.

  6. Ritengo l'ignoranza la causa dei mali del mondo, e il giorno della mia laurea il più bello della mia vita (senza niente togliere a matrimonio e nascita di Davi, ma volete mettere la sioddisfazione?)

  7. Leggo. Attualmente ho sul comodino "Febbre a 90" di Nick Horby, Margherita Dolcevita di Benni e una settimana Enigmistica (giusto per...).

  8. Mi piace il mio lavoro.

  9. Detesto cordialmente : mia suocera, i clienti che non pagano, le pubblicità delle suonerie per i telefonini (brrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr), e tutti quelli che vorrebbero interferire con la mia vita e quella del Tu e di mio figlio (ma fatevi una forchettata di fatti vostri).

  10. Amo: il Tu e Davi. E i miei, mia sorella, e gli amici, e il blog e il mio cane e la pizza margherita con tanta mozzarella, la birra Peroni ghiacciata e il gelato: poi penso ai 9 kg che ho messo su da che è nato Davi e ripiego su spinaci bolliti :-(.

Eccomi.




lunedì 7 settembre 2009

Solo un uomo

Scena. venerdì sera.
Lui è al telefono, alle prese con un cliente pazzo e maleducato che se ne frega se sono le dieci e mezzo di sera, se all'altro capo del filo c'è un tale che ha la vorato dodici ore.Lei ha un paio di occhiaie da tossico in crisi di astinenza (da sonno), indossa un pigiama nella speranza di potersi mettere a letto subito dopo cena e sembra in tutto e per tutto una profuga cilena.
Lei cerca di attirare la sua attenzione, ma niente. Lei scrive una biglietto e lo mette SOTTO IL SUO NASO
"per cena:
a-pomodori e mozzarella
B- insalata e sofficini."
con tanto di penna per fare una X sul pasto prescelto.
Il messaggio resta lì per venti minuti, lui continua a parlare al telefono, lei perde la pazienza, lava i pomodori e mette in forno i sofficini (almeno una l'avrà imbroccata); apparecchia, porta il tutto in tavola.
Lui finalmente spegne quel maledetto telefono, gastemando il pazzo maleducato, e si siede.
Lei: "ma non potevi fare un segno sul foglio?"
Lui"amore, che vuoi, SONO SOLO UN UOMO, NON POSSO FARE DUE COSE INSIEME..."

Della serie, come fregare una moglie....

martedì 1 settembre 2009

Desiserio di prole







Stamattina, mezza rinco per una notte insonne da denti-che-scendono-e-naso-tappato, approfittando di un pisolo del magico gnomo e tenuta sù dalla caffeina, ho navigato. E ho letto questo. Il bog di Marilde -nome da favola,- l'ho scoperto da tanto, e mi piace perchè è pieno di spunti interessanti per le letture (sono tendenzialmente librofaga), e perchè si vede che in ogni parola che scrive c'è forza, e determinazione.




Ho risposto con un post di un rigo.


"hai messo per iscritto il mio desiderio di avere un altro bambino..."


Rileggendolo adesso, dopo averci meditato un pò sopra e con una dose di caffeina tre volte superiore a stamattina. mi sono resa conto che, alla fine, il brano non parla di altri bimbi da fare nascere per ri-nascere noi. E mi sono ripromessa di scrivere solo dopo avere letto dieci volte.


Ma il mio post era vero.


Ho in pancia desidero di prole.


Perchè non voglio che Davi cresca da solo.


Perchè la gioia si deve moltiplicare.


Perchè la casa non è ancora piena.


Perchè con la pancia piena ero bellissima.


Perchè Two is megl che uan (!).


Perchè mi considero ricca, e la ricchezza va condivisa.


Perchè in realtà non ho partorito.




mille perchè, mille ottime ragioni.


e altrettante che mi fanno ingoiare un anticoncezionale ogni sera, sentendomi una schifosa e un'assassina.