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certe mattine...


Ci sono mattine in cui apri gli occhi, e ti sembra di averli chiusi tre minuti prima. Non sai come, ma ti ritrovi con le sue pantofole in cucina, a scaldare Biberon e a fare il caffè. E hai freddo, e ti fanno male le ossa. E lotti con un Nano che non vuole farsi pulire il naso, e devi prepararlo chè deve andare all'asilo.

Ci sono mattine in cui ti scaldi un secondo tazzone di latte, perchè hai bisogno di coccole, di fare le cose con calma: poi ti chiama lui e ti dice che il nano si è vomitato addosso, sporcandosi anche le calze.
Fai:"guarda che all'asilo hanno il cambio" e ti chiedi perchè in quel pezzetto di cromosoma mancante (Y) dovesse risiedere A-la logica, B-il senso pratico.

Ci sono mattine in cui manderesti volentieri qualcuno a quel paese, urleresti al vento del cose che non vanno nella tua vita, e magari potresti piangere un pò...ma sai che non puoi.

E provi a resuscitare, perchè altrimenti la baracca va a rotoli, e devi portare il cane a far pipì, e la spesa, e l'aspirapolvere che è ancora rotto, e lavi cinque golf a mano congelando sempre di più. E arriva l'ora di pranzo che sei sbattuta come il polpo sullo scoglio, hai un mal di testa formato famiglia e solo un desiderio: DORMIRE.

Ci sono mattine che annunciano giornate grigie, noiose, fredde e interminabili.

Ecco, stamattina era una di quelle mattine.

Commenti

mamma al quadrato ha detto…
Capisco perfettamente. Per un numero infinito di mattine mi sono svegliata dicendo "non ce la faccio più": le stesse parole ogni mattina! Poi ti fai forza perché tanto alternativa non c'è e vai avanti. Poi senza che te ne renda conto, le cose migliorano da sé...un grosso abbraccio...e poi l'invero non aiuta, eh! :)
mamma al quadrato ha detto…
refuso: l'inverNo non aiuta!
Carpina ha detto…
ehi, donnainbluejeans, sussù!
queste mattine ci sono - intere giornate così - ma poi passano.
Io mi accorgo che sono passate quando la casa torna in ordine.. :)

un bacio!
carpina

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di alberi, presepi e altre amenità natalizie...

ci sono moltissime cose che non capisco.
davvero. e molte riguardano i bambini. non i miei nello specifico, ma in generale. e visto che siamo in un inizio di clima Natalizio, le mie perplessità aumentano. primo.
l'albero di Natale.  sui social è una gara a chi fa l'albero più carico, fashion, luminoso, elegante, originale, minimal e chi più ne ha più ne metta. bellissimi. superbi. da farmi schiattare d'invidia.  (non riuscirei mai ad essere così precisa, così perfezionista. mi farei fregare da una schifezza fatta dal mininano, o un lavoretto a quattro mani degli altri due. tanto valore affettivo, poca coreografia.) quindi, albero da vetrina.  salvo poi a dire che è stato fatto per i nani o con i nani. sarà che i tre sono pasticcioni, chiassosi e colorati.  sarà che il loro senso estetico è ...ehm...acerbo(???) ma quando ho dato loro in mano palline e stelle filanti l'unica contenta era la gatta, vista la quantità di giocattoli sparsi sul pavimento. quindi non tiriamoci…

palla fibrosa

accade che quella telefonata arrivi.
accade che il tono della voce dall'altro capo del filo sia basso, e strozzato.
accade che la frase inizi con "ti devo dare una brutta notizia".
pensi al tuo vecchio papà.
a S., principessa malata.

e pensi che lo sapevi che questa cazzo di telefonata sarebbe arrivata, che devi essere forte, che forse sarà un bene.
ma non sai, non immagini.

non puoi sapere che in un ospedale lontano un dottore illuminato ha proposto una risonanza magnetica per un bimbo all'apparenza sano, chissà cosa è scattato in quel dottore, chissà cosa di quel bimbo dagli occhi scuri non gli ha fatto dire di tornare a casa, lui e i suoi paranoici genitori.
chissà.
non puoi sapere.
da medico immagini il brivido nel leggere il risultato, quella scarica di adrenalina  di quando hai azzaccato una diagnosi. hai ragione, signor dottore.
il passo in sala operatoria è breve, l'operazione sarà lunga.
aprire una piccola testa, tagliare i riccioli bruni, togliere quell…

caro Babbo, ti scrivo...

che i tre fossero diversi, è cosa nota.
che tutti i bambini abbiano gusti e preferenze personali, e che i genitori/nonni/parenti si debbano adeguare, è un sacrosanto diritto di ogni nano.
che i miei di nani si divertano a scombussolarti la vita e i programmi...

di seguito copia delle letterine di Natale.
il mini, che per un ultimo anno non scrive ma detta, è stato alquanto ironico
dettato#1

"caro Babbo Natale,
sono Enrico.
per Natale voglio la pista di Cars, l'altra pista di Crs3 e la macchina di Cars3.
Ciao"

e no, caro mini... iniziamo da rivedere i tempi del verbo, che qui niente è dovuto.


"caro Babbo Natale,
sono Enrico.
per Natale voglio vorrei la pista di Cars, l'altra pista di Cars3 e la macchina di Cars3.
Ciao"

poi, va bene che Snoopy insegna che è la stagione dell'avidità, ma non esageriamo...


"caro Babbo Natale,
sono Enrico.
per Natale voglio vorrei la pista di Cars, l'altra pista di Cars3 e la macchina di Cars3.
Ciao"

infine, un …