Passa ai contenuti principali

Della serie "scene da un matrimonio"

Nella fattispecie, il mio.
Tralascio i particolari su mattina-pranzo-pomeriggio, dove il magico magico gnomo ha deciso di piangere ogni volta che i suoi cugini urlavano (ossia ogni 10 minuti), mia suocera urlava per farsi sentire dai bambini, mia cognata sfoggiava un paio di occhiaie da fare concorrenza alla protagonista di un film di zombie e io ero iperseccata di stare lì invece che al mare. Gli uomini guardavano la F1, quindi erano ASSENTI.
Andiamo al sodo. Verso le 18.00 cominciano ad arrivare i famosi parenti.
Mia suocera aveva preparato il buffet d'ordinanza: PANINI CON PROSCIUTTO E MORTADELLA, BIRRA E ARACHIDI.
Scappo per un'ora (devo andare a messa...) e torno che ci sono ancora due zii, che diventano otto fino alle dieci.
Quando finalmente si capisce che non verrà più nessuno, facciamo partire il mitico filmino.
E qui comincia qualcosa di mooooooolto strano.

Mi rilasso.
Non avevo mai visto il dvd su uno schermo più grande di quello del pc; mi rendo conto che è bello. Non è troppo lungo, le musiche (che vanno daLou Reed a Max Gazzè) sono una figata e che alla fine mostra davvero chi siamo io e il Tu, e non due tizi vestiti a festa.
Passando alle foto, si nota:

1: Il bouquet della sposa, con autentico peperoncino calabrese.


Zia Piffera "ma come, il peperoncino in chiesaaaaaaaaa?"



2- La tempesta di riso.


L'ho trovato perfino nelle calze. E il Tu nelle mutande.

3- Gli sposi "trincanti"


Sposati da neanche venti minuti, ci siamo seduti ad aspettare il fotografo e ci siamo fatti un aperitivo...

4- La sposa col cavallo.




Bhè, ad essere veterinari ed invitare veterinari, qualche bestia ci doveva pur essere...

Commenti

beba ha detto…
Ah ah ah sull'ultima battuta mi sono piegata dal ridere
( e diciamolo tra noi... a volte son meglio le bestie...)
bellissime foto e poi che originale il peperoncino tra i fiori...

Post popolari in questo blog

di alberi, presepi e altre amenità natalizie...

ci sono moltissime cose che non capisco.
davvero. e molte riguardano i bambini. non i miei nello specifico, ma in generale. e visto che siamo in un inizio di clima Natalizio, le mie perplessità aumentano. primo.
l'albero di Natale.  sui social è una gara a chi fa l'albero più carico, fashion, luminoso, elegante, originale, minimal e chi più ne ha più ne metta. bellissimi. superbi. da farmi schiattare d'invidia.  (non riuscirei mai ad essere così precisa, così perfezionista. mi farei fregare da una schifezza fatta dal mininano, o un lavoretto a quattro mani degli altri due. tanto valore affettivo, poca coreografia.) quindi, albero da vetrina.  salvo poi a dire che è stato fatto per i nani o con i nani. sarà che i tre sono pasticcioni, chiassosi e colorati.  sarà che il loro senso estetico è ...ehm...acerbo(???) ma quando ho dato loro in mano palline e stelle filanti l'unica contenta era la gatta, vista la quantità di giocattoli sparsi sul pavimento. quindi non tiriamoci…

palla fibrosa

accade che quella telefonata arrivi.
accade che il tono della voce dall'altro capo del filo sia basso, e strozzato.
accade che la frase inizi con "ti devo dare una brutta notizia".
pensi al tuo vecchio papà.
a S., principessa malata.

e pensi che lo sapevi che questa cazzo di telefonata sarebbe arrivata, che devi essere forte, che forse sarà un bene.
ma non sai, non immagini.

non puoi sapere che in un ospedale lontano un dottore illuminato ha proposto una risonanza magnetica per un bimbo all'apparenza sano, chissà cosa è scattato in quel dottore, chissà cosa di quel bimbo dagli occhi scuri non gli ha fatto dire di tornare a casa, lui e i suoi paranoici genitori.
chissà.
non puoi sapere.
da medico immagini il brivido nel leggere il risultato, quella scarica di adrenalina  di quando hai azzaccato una diagnosi. hai ragione, signor dottore.
il passo in sala operatoria è breve, l'operazione sarà lunga.
aprire una piccola testa, tagliare i riccioli bruni, togliere quell…

acute osservazioni da mininano (e non solo)

quando il Ragazzino era un mininano, era molto trasportabile.
aspettava tranquillo la fine di un congresso in braccio al papà, o giocherellava con un pupazzetto durante la Messa della domenica.
lei, un pò meno. ok i congressi, ma ferma in chiesa durante la messa anche no. (e ho appeso al chiodo le mie corde vocali)
poi è arrivato lui, il mininano.
quello che il giorno del suo compleanno ha esordito con un "mamma, ho cinque anni, sono quasi un uomo"
che se sta fermo dietro pagamento (colori, librini) non sta zitto MAI.
specialmente durante la Messa.
di seguito le illuminanti considerazioni del mio terzogenito, tutte enunciate a voce più o meno alta, in momenti di silenzio più o meno assoluto:

"mamma, ma perchè il Don ha il microfono e non canta?"
"mamma, ma perchè questi della Chiesa chiedono sempre soldi?"
"mamma, ma Gesù è invisibile che nessuno lo vede?"
"mamma, mi sto annoiando"
"mamma...PUZZETTA!!!"

decisamente un Nano con uno…