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Natale è nell'aria

30%di sconto sui giocattoli alla Coop. 
Con un totale di cinque bambini a cui far trovare regali sotto l'albero, il richiamo del centro commerciale la domenica pomeriggio ha vinto sul trio divano-tv-plaid. Che poi con i nani in giro sarebbe stato comunque difficile, ma vabbè...questa è un 'altra faccenda.
Lasciare la Nana dai nonni è stata dura; mentire sullo scopo della nostra uscita altrettanto. 

Ci siamo fatti forza e io e il Tu siamo andati a comprare regali x tutti i nani di famiglia.
In queste due ore massacranti, oltre a vedere che il 30%si alcuni prodotti era una presa x i fondelli, visto che avrebbero avuto un prezzo inferiore dal 9 novembre, ho osservato le seguenti categorie di persone:
1- gli indecisi, ma talmente indecisi che si portano dietro il Nano e poi mandano il marito a comprare il regalo scelto mentre il pargolo sceglie mutande all'ovviesse; terribilmente di cattivo gusto.
2- i risparmiatori:lei in un negozio, lui in un altro... Vediamo dove costa meno. Probabilmente i due euro che risparmiano se Li bevono con gli interessi in carburante.
3- i precisi. Il loro regalo deve piacere per forza. Di solito sono maschi, e passano due ore a leggere il retro della confezione. Se poi al nano il meccano fa davvero schifo, PAZIENZA. Al massimo ci giocano loro.
4- i pubblicitari. Se l'ho visto in TV va bene. Pazienza se il pargolo ha venti mesi...il Lego City da 1346 pezzettini a 45.99 è troppo bello!
5- i moderati che fanno scelte d'impulso; riempiranno il carrello, e poi mediteranno su cosa comprare e cosa no. Almeno non si rischia di restare senza Monopoly.
6-i senza speranza. Madre con bimba di quattro anni che le faceva vedere pacchi e pacchetti, e diceva"questo è da,zia Mirella, questo dalla nonna". No comment. Una roba che ti ammazza l'infanzia.
Noi ci siamo ottenuti a bozze di letterine di Natale, desideri e gusti dei bambini. Avremmo svuotato volentieri il reparto scientifico, così come i giochi da tavolo. Siamo tornati carichi come babbo Natale, e abbiamo prudentemente nascosto in cantina, dentro enormi valigie, il.nostro bottino.
Molto soddisfatti....

Commenti

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di alberi, presepi e altre amenità natalizie...

ci sono moltissime cose che non capisco.
davvero. e molte riguardano i bambini. non i miei nello specifico, ma in generale. e visto che siamo in un inizio di clima Natalizio, le mie perplessità aumentano. primo.
l'albero di Natale.  sui social è una gara a chi fa l'albero più carico, fashion, luminoso, elegante, originale, minimal e chi più ne ha più ne metta. bellissimi. superbi. da farmi schiattare d'invidia.  (non riuscirei mai ad essere così precisa, così perfezionista. mi farei fregare da una schifezza fatta dal mininano, o un lavoretto a quattro mani degli altri due. tanto valore affettivo, poca coreografia.) quindi, albero da vetrina.  salvo poi a dire che è stato fatto per i nani o con i nani. sarà che i tre sono pasticcioni, chiassosi e colorati.  sarà che il loro senso estetico è ...ehm...acerbo(???) ma quando ho dato loro in mano palline e stelle filanti l'unica contenta era la gatta, vista la quantità di giocattoli sparsi sul pavimento. quindi non tiriamoci…

palla fibrosa

accade che quella telefonata arrivi.
accade che il tono della voce dall'altro capo del filo sia basso, e strozzato.
accade che la frase inizi con "ti devo dare una brutta notizia".
pensi al tuo vecchio papà.
a S., principessa malata.

e pensi che lo sapevi che questa cazzo di telefonata sarebbe arrivata, che devi essere forte, che forse sarà un bene.
ma non sai, non immagini.

non puoi sapere che in un ospedale lontano un dottore illuminato ha proposto una risonanza magnetica per un bimbo all'apparenza sano, chissà cosa è scattato in quel dottore, chissà cosa di quel bimbo dagli occhi scuri non gli ha fatto dire di tornare a casa, lui e i suoi paranoici genitori.
chissà.
non puoi sapere.
da medico immagini il brivido nel leggere il risultato, quella scarica di adrenalina  di quando hai azzaccato una diagnosi. hai ragione, signor dottore.
il passo in sala operatoria è breve, l'operazione sarà lunga.
aprire una piccola testa, tagliare i riccioli bruni, togliere quell…

caro Babbo, ti scrivo...

che i tre fossero diversi, è cosa nota.
che tutti i bambini abbiano gusti e preferenze personali, e che i genitori/nonni/parenti si debbano adeguare, è un sacrosanto diritto di ogni nano.
che i miei di nani si divertano a scombussolarti la vita e i programmi...

di seguito copia delle letterine di Natale.
il mini, che per un ultimo anno non scrive ma detta, è stato alquanto ironico
dettato#1

"caro Babbo Natale,
sono Enrico.
per Natale voglio la pista di Cars, l'altra pista di Crs3 e la macchina di Cars3.
Ciao"

e no, caro mini... iniziamo da rivedere i tempi del verbo, che qui niente è dovuto.


"caro Babbo Natale,
sono Enrico.
per Natale voglio vorrei la pista di Cars, l'altra pista di Cars3 e la macchina di Cars3.
Ciao"

poi, va bene che Snoopy insegna che è la stagione dell'avidità, ma non esageriamo...


"caro Babbo Natale,
sono Enrico.
per Natale voglio vorrei la pista di Cars, l'altra pista di Cars3 e la macchina di Cars3.
Ciao"

infine, un …