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La colpa è SEMPRE tua

Il nano non vuole più il latte.
da che, obbligati dlla logopedista, abbiamo frullato il biberon, lui ha rifiutato di berlo in modo categorico. Niente sono valse le tazze multicolori, le cannuccie, i biscotti e i frullati vari.
LUI HA DETTO NO.
Figuratevi la nonna, che lo guarda preocupata come se stesse lì lì per morire di fame.
Lo yogurt , il fruttolo, il gelato..per lei sono cose dietetiche, che non nutrono.
Io, dal canto mio, me ne strafrego; il nano è vivace, sano e paffuto. La vita è bella e trallallallallà.
Peccato che poi mi scappa un "..anche io..da piccola non ho bevuto latte per un pò" (tra i dieci e i dodici anni, perchè mi faceva stare male)
e ,lei "vedi..ha preso da te...è proprio colpa tua"

non imparerò mai a stare zitta...

Commenti

Laura GDS ha detto…
Io il latte ho iniziato a berlo credo dopo i 14 anni: prima non facevo proprio colazione. Non per farmi gli affari tuoi e del nano, ma come mai la logo pedista ti ha detto di togliere il biberon? te lo chiedo perchè la Mimi, per quanto abbia un anno in meno, lo usa tutt'ora per il latte della sera e del mattino.
MammainblueJeans ha detto…
davi ha una deglutizione non ancora matura..e forse è per questo che non pronuncia correttamnte, o omette, alcuni fonemi.
Niente di irreparabile, per fortuna!
Trasparelena ha detto…
noi l'abbiamo convinta a bere il latte dalla tazza (con la cannuccia) dicendole che se no le mucche ci rimangono male. L'abbiamo portata a vedere le mucche e le abbiamo detto che le mucche sentono dall'odore se lei ha bevuto il latte e se lo sentono, il profumino di latte, sono contente
comunque se mangia il formaggio, il gelato e lo yogurt secondo me va bene lo stesso (la pediatra al limite può confermare/smentire)
taikiki ha detto…
io non credo che sia sto dramma non bere il latte... viola ha preso il mio fno a 25mesi. il lattemucca lo berrà sì e no due dita alla settimana... e sta più che bene.
diana ha detto…
Dì alla cara nonnina che il mio omeopata ha tolto il latte ai gemelli e l'ho pure pagato per farglielo togliere!

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di alberi, presepi e altre amenità natalizie...

ci sono moltissime cose che non capisco.
davvero. e molte riguardano i bambini. non i miei nello specifico, ma in generale. e visto che siamo in un inizio di clima Natalizio, le mie perplessità aumentano. primo.
l'albero di Natale.  sui social è una gara a chi fa l'albero più carico, fashion, luminoso, elegante, originale, minimal e chi più ne ha più ne metta. bellissimi. superbi. da farmi schiattare d'invidia.  (non riuscirei mai ad essere così precisa, così perfezionista. mi farei fregare da una schifezza fatta dal mininano, o un lavoretto a quattro mani degli altri due. tanto valore affettivo, poca coreografia.) quindi, albero da vetrina.  salvo poi a dire che è stato fatto per i nani o con i nani. sarà che i tre sono pasticcioni, chiassosi e colorati.  sarà che il loro senso estetico è ...ehm...acerbo(???) ma quando ho dato loro in mano palline e stelle filanti l'unica contenta era la gatta, vista la quantità di giocattoli sparsi sul pavimento. quindi non tiriamoci…

palla fibrosa

accade che quella telefonata arrivi.
accade che il tono della voce dall'altro capo del filo sia basso, e strozzato.
accade che la frase inizi con "ti devo dare una brutta notizia".
pensi al tuo vecchio papà.
a S., principessa malata.

e pensi che lo sapevi che questa cazzo di telefonata sarebbe arrivata, che devi essere forte, che forse sarà un bene.
ma non sai, non immagini.

non puoi sapere che in un ospedale lontano un dottore illuminato ha proposto una risonanza magnetica per un bimbo all'apparenza sano, chissà cosa è scattato in quel dottore, chissà cosa di quel bimbo dagli occhi scuri non gli ha fatto dire di tornare a casa, lui e i suoi paranoici genitori.
chissà.
non puoi sapere.
da medico immagini il brivido nel leggere il risultato, quella scarica di adrenalina  di quando hai azzaccato una diagnosi. hai ragione, signor dottore.
il passo in sala operatoria è breve, l'operazione sarà lunga.
aprire una piccola testa, tagliare i riccioli bruni, togliere quell…

caro Babbo, ti scrivo...

che i tre fossero diversi, è cosa nota.
che tutti i bambini abbiano gusti e preferenze personali, e che i genitori/nonni/parenti si debbano adeguare, è un sacrosanto diritto di ogni nano.
che i miei di nani si divertano a scombussolarti la vita e i programmi...

di seguito copia delle letterine di Natale.
il mini, che per un ultimo anno non scrive ma detta, è stato alquanto ironico
dettato#1

"caro Babbo Natale,
sono Enrico.
per Natale voglio la pista di Cars, l'altra pista di Crs3 e la macchina di Cars3.
Ciao"

e no, caro mini... iniziamo da rivedere i tempi del verbo, che qui niente è dovuto.


"caro Babbo Natale,
sono Enrico.
per Natale voglio vorrei la pista di Cars, l'altra pista di Cars3 e la macchina di Cars3.
Ciao"

poi, va bene che Snoopy insegna che è la stagione dell'avidità, ma non esageriamo...


"caro Babbo Natale,
sono Enrico.
per Natale voglio vorrei la pista di Cars, l'altra pista di Cars3 e la macchina di Cars3.
Ciao"

infine, un …