Passa ai contenuti principali

Ari-ciao

sono di nuovo io. quella che si è messa a dieta. che ha dato l'annuncio della tua nascita via facebook, perchè di fare due milioni di telefonate..ma anche no. quella che ha fatto un fine settimana in molise con la famiglia e poi è partita tutta una settimana per un corso, sbattendosi come un polpo sullo scoglio, ma svagando la testa quel tanto che bastava a farla sentire di nuovo forte e libera.
quella che ha paura delle ecografie. ma che ha riso come una pazza nel vederti ballare la macarena nella mia pancia.
che ha una faccia diversa.
che si mette le mani sulla pancia nel "gesto della gestante premurosa", perchè sa che le mie carezze sono la cosa che adesso puoi sentire. che spiega a tuo fratello che non uscirai da sotto terra come i figli di Barbapapà (anche se io diventerò tipo Barbamamma).
sono io. quella che viene colta da attacchi di sonno incoercibile, tanto da addormentarsi con la testa nel piatto (per fortuna vuoto), che ogni tanto vonita la colaazione nel secchio del bucato (vuoto anch'esso).
che non sa ricamare. che pensa al tuo nome, ma lo scarta perchè..chissà...
che vive con i sensi di colpa per le sue assenze, ma poi pensa al quality time, e si dedica anima-corpo-pazienza e fantasia agli altri due nani con cui condividerai la tua vita.
che si fa dare un bacio bavoso sull'ombelico da tua sorella capellona.
che fa l'amore con tuo padre, convinta che non esista modo migliore per farti vedere quanto la tua mamma e il tuo papà si vogliono bene.



Commenti

Zia Atena ha detto…
bella che sei...in tutti i sensi!!

Ti posso dare un bacino bavoso anche io?

:*

Post popolari in questo blog

palla fibrosa

accade che quella telefonata arrivi.
accade che il tono della voce dall'altro capo del filo sia basso, e strozzato.
accade che la frase inizi con "ti devo dare una brutta notizia".
pensi al tuo vecchio papà.
a S., principessa malata.

e pensi che lo sapevi che questa cazzo di telefonata sarebbe arrivata, che devi essere forte, che forse sarà un bene.
ma non sai, non immagini.

non puoi sapere che in un ospedale lontano un dottore illuminato ha proposto una risonanza magnetica per un bimbo all'apparenza sano, chissà cosa è scattato in quel dottore, chissà cosa di quel bimbo dagli occhi scuri non gli ha fatto dire di tornare a casa, lui e i suoi paranoici genitori.
chissà.
non puoi sapere.
da medico immagini il brivido nel leggere il risultato, quella scarica di adrenalina  di quando hai azzaccato una diagnosi. hai ragione, signor dottore.
il passo in sala operatoria è breve, l'operazione sarà lunga.
aprire una piccola testa, tagliare i riccioli bruni, togliere quell…

un sorriso

il primo sentimento dovrebbe essere la rabbia.
poi lo sconforto, la tristezza.
accompagnati dalla speranza.

io non ho provato niente. nella mia testa non passava un pensiero che fosse uno. solo uno strano ottundimento del sensorio, uno stato stuporoso, un modo ovattato di fare le cose.
non riuscire a piangere.
non riuscire a pregare.
non avere che poche parole scambiate via sms, coincise, quasi fredde.

sono otto giorni che respira con un tubo in gola, otto giorni in cui la sua mamma è devastata al punto di sembrare pazza, che i suoi nonni hanno perso la testa.
otto giorni in cui suo padre è di marmo.
suo padre.
il mio fratello-cugino.
chiuso nel suo dolore in una stanza di ospedale. a tenere la mano del suo bambino.
una stanza è troppo piccola per contenere tutto questo dolore. troppo fragili le pareti, troppo sottili i vetri. e aspetti che tutto imploda, che il mondo si fermi, e non sai come fare a scendere, e a spingere, perchè il mondo deve andare avanti, deve girare...

dopo sms te…

Storie di letto

Sul lettone, quando teoricamente uno si vuole rilassare, c'è un problema.
La mamma ha solo due lati.
E loro sono tre.
La mamma ha solo due braccia.
Di fronte a cotanta inettitudine materna, il magico trio escogita i seguenti sotterfugi per spostare uno degli altri due e raggiungere l'ambita genitrice.
Il Nano grande, pardon , il Ragazzino, se riesce ad arrivare per primo adotta la tecnica "sonofattodipiombo".
Si incolla al materasso e forte dei suoi ventotto chili, non si muove più.
La Nana, protesta.
S'indigna.
S'impenna.
E a differenza dello Stato di Don Raffaè, non getta la spugna.
Anzi. Arriva a dei livelli di bastardaggine indecenti.
Fa il solletico sotto i piedi, finge di aver visto qualcosa per interessare gli altri due, finge di piangere.
Il mininano, di solito, ci casca in pieno.
Spodestato dal suo posto-accanto-alla-mamma, lui è meno creativo della sorella. La sua tecnica si basa sulla sola forza fisica.
e visto che lui, di fisico, oggettivamente no…