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figli... pelosi e no...


Da quando è arrivato Davide, le domande più fraquenti sono state:

1- e col cane come fate?

2- allora date via il cane?

3- ma non è che tua mamma si può tenere il cane per un pò, fino a che il bambino cresce? (questa è stata seguita da una risata isterica)

meglio delle domande sono quelle insuperabili perle di saggezza che tutti, dal vicino di casa alla prozia, elargiscono con generosità. Ci siamo sorbiti (io e la mia metà):


  1. il cane porta malattie

  2. il cane diventerà geloso e farà pipì e pupù sotto la culla del bambino

  3. il cane sentirà l'odore del latte e vorrà METTERSI NELLA CULLA DEL BAMBINO (la mia preferita)

  4. mio figlio mi ha detto che il figlio di una sua amica ha toccato un cane è poi gli è venuta una malattia (detto dalla mia vicina di casa che è sorda come una campana quindi non c'è stato modo di capire di che malattia si trattasse)

  5. il cane abbaia -se miagolasse mi preoccuperei-

  6. il cane diventerà geloso e alla prima occasione morderà il bambino

in 34 settimane di gravidanza di fesserie ne abbiamo sentite. E da gran maleducati quali siamo abbiamo messo su una bella faccia da screen-saver, e ci siamo comportati secondo buonsenso. Appena arrivati a casa, via le nonne. Io, il Tu e Davi chiusi in una stanza per fare conoscere a Macli il suo "fratellino non-peloso": un'annusatina ai piedi, una decisamente più forte al pannolino e...zac. Era fatta.


Macli ha dormito per mesi sotto la culla di Davi; lo proteggeva da sguardi indiscreti (i NONNI), mi avvisava se si era svegliato ma non piangeva. Se il Tu lo aveva in braccio gli mordicchiava i piedini, come fanno le mamme cagne con i loro piccoli (cure parentali). Se era a portata di naso, bhe, lo ammetto, gli mollava una sonora leccata, seguita da una corsa in bagno.


In questi nove mesi è stato trascurato, messo da parte, ignorato. Non si è mai lamentato; penso che abbia accettato questo combiamento con una filosofia tutta canina che noi poveri umani non potremmo mai capire. Il mio cane vive per i cinque minuti di coccole la sera prima di dormire, per due lanci della sua palla blu nel corridoio. Per la carezza del mattino, quando preparo il caffè. E, diciamocelo, per quando metto gli avanzi di Davi nella sua ciotola.


Adesso lo osserva perplesso provare a mettersi in piedi, ma si fa grattare la schiena e tirare le orecchie con la pazienza di un santo. Tutto, pur di avere attenzioni.


E magari un biscotto per bambini...


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