Oggi, come ogni mattina, ho portato il nano all'asilo.
Come ogni mattina siamo entrati, lui in braccio a me. Gli ho tolto il giubbottino e... lui scappa via, verso la porta della classe, supera la maestra, tranquillo.
"e mamma non la saluti?" fa la maestra.
Lui si ferma, fa tre passi indietro, e poi apre e chiude la mano in un inequivocabile ciao-ciao. Poi si gira e riprende a trotterellare verso la classe, seguito dalla maestra che mi ha buttato uno sguardo comprensivo, della serie "te l'avevo detto che sarebbe entrato da solo qui dentro".
Io resto ferma, in piedi, con il giubbino in mano.
Non c'è niente da dire, il nano si sta facendo grande.
venerdì 29 gennaio 2010
Un nano in crescendo
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Etichette: il nano, indipendenza
mercoledì 27 gennaio 2010
Fiocco "rosa"
Spinta da Flavia di VereMamme, dopo lunga riflessione è nato il mio secondo blog.
Se volete sapere com'è il mio lavoro, farvi due risate con i miei pazzi clienti o semplicemnte leggere qualcos'altro, cliccate QUI.
PS(se qualche blogger esperta mi spiega perchè non riesco più ad abilitare la finestra con i miei blog le sarei davvero molto grata!)
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martedì 26 gennaio 2010
Scoperte
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mercoledì 20 gennaio 2010
Diciotto mesi
Diciotto è un numero strano. Sa di traguardi, di conquiste, di indipendenza. Insomma, è una cosa seria.
Ieri il mio nanetto ha tagliato il traguardo dei diciotto mesi.
Quando è nato, dopo un cesareo d'urgenza, mi hanno permeso solo di dargli un'annusatina e poi via in maternità, lontano dalla sua mamma (che, tanto per la cronaca aveva le mani legate -giuro-al tavolo operatorio).
Era davvero un nano. Una mia amica -schifosamente onesta- disse: "ma sembra un feto!".
Nonnaccì era dubbiosa ("madò, è che è gracile, si ammalerà sempre, attentaallecorrentidaria,alsole,allaluna,iltuolatteèpoco,ètroppo,glifaivenirelecoliche,..") Nonna in blue jeans mi aiutava, scavalcandomi spesso e volentieri.
Io e il Tu innamorati persi di questo cucciolo d'uomo.
Diciotto mesi dopo ci ritroviamo ottantasei centimetri di nano, munito di riccioli biondi e mani paffute, che corre da una parte all'altra. Ha un vocabolario striminzito (mamma e pappa), indica tuti gli animali (ma ripete solo il leone), ha un debole per l'aspiarapolvere, la ciotola del gatto e i libri. Mangia di tutto -domenica si è spazzolato orecchiette al pomodoro e basilico-, sa usare il cucchiaio da solo, arriccia il naso e gli occhi quando fa una monelleria di cui è particolarmente orgoglioso, sa dove è il "do" sulla tastiera del papà e ama schifosamente un chitarra che ha avuto da un amico; ha una passione per Alessia Marcuzzi (quando c'è la pubblicità dell'activia fa l'occhio da triglia e si imbambola), per la palla e per le suonerie oscene che passano in TV (ma che nervi!). Se vuole qualcosa ti prende per mano e ti indica l'oggetto del desiderio; se non l'accontenti fa finta di piangere, con tanto di piedi sbattuti e capocciate su divano. Dopo due minuti capisce che sua mamma è reduce del movimento hitleriano e che non l'avrà vinta, quindi si calma e fa qualcos'altro. Gli piace disegnare (ossia scarabocchiare qualsiasi superfice, cartacea e non) e ascoltare me che gli leggo le filastrocche.
Sa dare i bacini. Ma solo a me e al Tu (della serie "nonni friggetevi!").
Diciotto mesi fa nasceva mio figlio.
Oggi ci chiediamo come abbiamo fatto a essere felici prima.
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Etichette: il nano
mercoledì 13 gennaio 2010
L'arte del riciclo
La famiglia in blue jeans differenzia.
Carta, vetro, plastiche, alluminio... il mini terrazzino della cucina è invaso da 4 sacchi che sono periodicamente svuotati dal capofamiglia (ossia quando non riesco a stendere i panni e urlo).
La famiglia in blue jeans cerca di darsi da fare, sciacqua i cartoni del latte prima di buttarli, raccoglie l'acqua fredda nel secchio -prima che arrivi finalmente l'acqua calda ci vogliono 10 minuti buoni- e la usa per lavare i bavaglini, o i pavimenti. E l'acqua del bagnetto di davi diventa acqua per la ritirata del WC.
Mamma in blue jeans ha una passione: riciclare. I fogli scritti solo da una parte sono tagliati in quattro e voilà, eco un mini block notes per la lista della spesa. Le calze bucate del Tu: due bottoni ed ecco un serpente marionetta che fa le pernacchie.
I vestitini del nano sono piegati in uno scatolo, in attesa di un altro nano minuscolo che li faccia sentire pieni. I miei vestiti di quando ero una 42: nell'armadio, sperando di rientrarci presto.
Non so quanto sia ecologista, ma prferiamo i prodotti locali. Se presi dal contadino è meglio.
Raccogliamo la cacca del cane (!), spegniamo le luci se non siamo in una stanza, teniamo i riscaldamenti accesi quando effettivamente c'è freddo.
Siamo ecologici?
Non lo so. Onestamente non credo. forse solo logici, senza eco, perchè le cose che contano non riusciamo a farle.
Usiamo i pannolini usa e getta. Non so se per un altro nano riuscirò a convertirmi agli ecologici, adesso è andata così.
Abbiamo due macchine, e le stra usiamo; vista l'impossibilità di usare bicicletta o mezzi pubblici (chi vive a Bari sa) non abbiamo scelta.
Ora mi chiedo, cosa mai passerò a mio figlio? quelle che sono buone abitudini saranno prese come imposizioni retrò di due genitori fuori moda? Il buon esempio?
Il mio ammucchiare scampoli o cartoncini è realmente "riciclo" o solo uno sfogo per il mio lato estroso represso?
Ripeto, non lo so.
Ma mi ritrovo a scarabocchiare (su "pizzini riciclati") improbabili costumi di carnevale fatti in casa per il Nano minuscolo, e, onestamente, mi diverto molto.
PS- maestra del riciclo è nientepopodimeno che Nonnaccì; domenica ha visto che tengo ammucchiati nell'armadio alcuni regali di Natale di davide (non li do mai tutti insieme) e fa:
"bene, che se devi fare un regalino così, gli dai quelli e non sprechi soldi!"
MA VI SEMBRA NORMALE?-
Questo post partecipa al blogstorming
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martedì 12 gennaio 2010
Traguardi e banane
C'è una frase che mi fa un pò girare gli zebedei:
"questo ieri non lo faceva"
"Oggi ha fatto la cacca nel vasino!" mi comunica una delle maestre.
Wow!
Per un attimo ho avuto paura che l'avesse conservata per farmela mettere nell'album dei ricordi.
Allora, tutti dicono che i nani sono come spugne, che imparino alla velocità della luce fino ai tre anni (poi li mandi a scuola e inizia il processo inverso), quindi, mi sembra A)normale B)logico che Davi ne combini una nuova al giorno.
E trovo che sia meraviglioso, davvero.
Ma metterlo nelle condizioni di fare cose nuove e tendenzialmente pericolose...
allora, nonna in blue jeans ha regalato al nano FÖRSIKTIG, sgabellino ikea per permetterMI di lavare le naniche mani senza farmi venire un'ernia nogni santa volta. Grazie, mi ci voleva.
Peccato che poi abbia lasciato il suddetto sgabellino alla mercè di uno gnomico scalatore che ci si è prima seduto di culo, poi di ginocchia, e infine ci è salito in piedi, neanche Edmund Hillary sull'Everest.
Lei, la nonna, era felice e giuliva che il nipote avesse dato prova di siffatta abilità; io già lo vedevo cadere e sfracellarzi il naso su di un giocatto lo aguzzo lasciato lì per caso.
"Storie!" fa lei "mica lo lascio solo!"
Ok, va bene.
Il giorno dopo Meissner capisce che avvicinando FÖRSIKTIG alla chaise longue può salire sul divano, afferrare la mia povera gatta e tirarle la coda, o una zampa... e poi può ROTOLARE sulla pancia della nonna e atterrare vicinovicino al termosifone!
Capisce che grazie a FÖRSIKTIG può arrivare alla fruttiera, prendere una banana (e se fa cadere tutto il resto, ECCHISSENEFREGA!).
E Nonna in bluejeans, felice, assiste ai progressi di mio figlio, raccoglie mele e arance dal pavimento, chide la gatta nel ripostiglio per evitarle fratture multiple, ma di eliminare l'abietto gabellino non ne vuole sapere.
"Pensa, ancora un pò e saprà salire sul tavolo!"
Appunto.
In questo caso, meglio poi!
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venerdì 8 gennaio 2010
De festibus
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lunedì 4 gennaio 2010
Caro anno nuovo.
Caro Anno Nuovo,
ciao!
sono io, quella che ha passato gli ultimi giorni del tuo predecessore e le tue neonate albe in un vortice di cibo-cibo-cibo, feste e regali inopportuni. Quella che ha il butto da tre giorni, che la mamma le ha ordinato di andare dal parrucchiere. Quella che non sa stare zitta mai. Quella che ha messo un paio di jeans al primo pranzo dell'anno, tirandosi le paranoie della suocera perchè "non era elegante".
Benvenuto!
Non c'è che dire, se il buon giorno si vede dal mattino, io sto messa benissimo!
Ma non serve a niente lamentarmi, piuttosto parliamo di cose serie.
Che intenzioni hai? Sei un tipo "a posto"?
Sembra di sì, visto che ci hai vomitato addosso quell'ondata di gelo da vero inverno che fino ad ora era mancata; ma sì. siamo a gennaio, e io dormivo ancora con la copertina mezza stagione!!! Il piumone servirà pure a qualcosa? Non può restare a muffire nell'armadio...
Quindi grazie, per avermi dato le mani ghiacciate, le labbra screpolate e i piedi freddi (sopratutto da parte del Tu, che -chissacomemai- non è molto felice del piede giacciolato sul polpaccio).
Mia nonna diceva che se fai una cosa il primo dell'anno, poi la fai tutto l'anno.
Ecco, questo non va bene; 365 giorni di feste con nonnaccì&co, e parlo di pranzi dove ti siedi a tavola a lle 15 e ti alzi alle 18, potrebbero portare all'obesità, oltre che a una demenza precoce. Quindi, limitiamoci.
Parlando di obesità, il 2009 mi ha dato non pochi grattacapi, offrendomi il frigo, i panini imbottiti, la nutella e i cornetti alla crema come salvagente. Salvagente che mi è rimasto attaccato addosso con 13 kg in più rispetto a quando ho concepito il nano.
Vedi come ti devi mettere, che la settimana prossima vado dalla amica-dietista per evitare di diventare un pachiderma.
Mi raccomando le mie amiche; Favola, Avvocatanostra e La Mekka. Senza di loro sono fritta.
Vedi di portare qualche bella notizia, e non la solta serie di necrologi al telegionale, flop di politici e tasse che si alzano.
Sii buono con il Tu: lui è la mia vita.
Non correre: lasciami un pochino di tempo per le scemenze, come la ceretta, il parrucchiere, la feltrinelli.
E sopratutto, ricordati che il Nano è nel suo secondo anno di vita: anno di scoperte, di passeggiate e -speriamo- di parole nuove da imparare.
Per lui, che ha il mio cuore stretto nelle sue piccole mani paffute, cerca di essere meraviglioso!
Mamma in Blue Jeans
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