Oggi, come ogni mattina, ho portato il nano all'asilo.
Come ogni mattina siamo entrati, lui in braccio a me. Gli ho tolto il giubbottino e... lui scappa via, verso la porta della classe, supera la maestra, tranquillo.
"e mamma non la saluti?" fa la maestra.
Lui si ferma, fa tre passi indietro, e poi apre e chiude la mano in un inequivocabile ciao-ciao. Poi si gira e riprende a trotterellare verso la classe, seguito dalla maestra che mi ha buttato uno sguardo comprensivo, della serie "te l'avevo detto che sarebbe entrato da solo qui dentro".
Io resto ferma, in piedi, con il giubbino in mano.
Non c'è niente da dire, il nano si sta facendo grande.
venerdì 29 gennaio 2010
Un nano in crescendo
Pubblicato da MammainblueJeans a 16:44
Etichette: il nano, indipendenza
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5 commenti:
che tenerezza...e che colpo al cuore quando fanno così...è un misto di orgoglio e malinconia... in un istante capiamo che per alcuni momenti possono fare a meno di noi
Io ho due figli che vanno alla scuola elementare...dovrei esserci abituata a questi "saluti di sfuggita"... ma non ci riesco
e quando sarà più grande ti chiederà di non baciarlo di fronte ai compagni perchè poco dignitoso. uffa
piccoli nani crescono....
sigh...
ricordo l'orgoglio di tali traguardi..
io credo di essere una delle poche che ha il 'privilegio' di due tipi di strazio diversi, Carolina che si fionda tra i compagni senza nemmeno dirmi ciao, e Carlotta che mi si arrampica letteralmente addosso e piange tutte le sue lacrime...preferisco comunque il primo tipo di patimento, senza dubbio alcuno... quant'è dura fare le mamme...
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