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Tristezza

A volte la tristezza è una cosa solida, grigia e appiccicosa. Si taglia col coltello, si insinua tra le pieghe dei maglioni, impregna le coperte del letto.
Grava sulle spalle di chi ami, ne contamina la pelle e arriva fino alle ossa.
A volte la tristezza è talmente pesante che ti ritrovi ad asciugare lacrime e dolore di chi di solito è la tua spalla, e gli accarezzi la testa come se fosse uno dei tuoi bambini.
E tu, che sei consolatrice, vorresti usare il tuo corpo per scaldare il suo, o fargli fare una doccia bollente, così da lavare via tutto quel dolore.
Sai che la tristezza, quella che lo fa piangere, sarà assorbita dalla routine, dai mille impegni, dalle frasi del Nano e dalle smorfie di Pigolina. Si consumerà come una candela, ne rimarrà solo un rivolo di cera che non la farà dimenticare.

Il mio Tu è triste. Vedere il tuo uomo in pigiama a mezzogiorno, steso a piangere sul divano è una cosa che da parecchio da riflettere su chi dei due sia il reale sesso debole...

Commenti

Trasparelena ha detto…
non so cosa dire. Ti abbraccio.
Ruben ha detto…
Non ho dubbi su chi sia il sesso debole (ti leggo da mò, ma non ho mai commentato, oggi invece mi va perchè capisco quella sensazione)

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palla fibrosa

accade che quella telefonata arrivi.
accade che il tono della voce dall'altro capo del filo sia basso, e strozzato.
accade che la frase inizi con "ti devo dare una brutta notizia".
pensi al tuo vecchio papà.
a S., principessa malata.

e pensi che lo sapevi che questa cazzo di telefonata sarebbe arrivata, che devi essere forte, che forse sarà un bene.
ma non sai, non immagini.

non puoi sapere che in un ospedale lontano un dottore illuminato ha proposto una risonanza magnetica per un bimbo all'apparenza sano, chissà cosa è scattato in quel dottore, chissà cosa di quel bimbo dagli occhi scuri non gli ha fatto dire di tornare a casa, lui e i suoi paranoici genitori.
chissà.
non puoi sapere.
da medico immagini il brivido nel leggere il risultato, quella scarica di adrenalina  di quando hai azzaccato una diagnosi. hai ragione, signor dottore.
il passo in sala operatoria è breve, l'operazione sarà lunga.
aprire una piccola testa, tagliare i riccioli bruni, togliere quell…

un sorriso

il primo sentimento dovrebbe essere la rabbia.
poi lo sconforto, la tristezza.
accompagnati dalla speranza.

io non ho provato niente. nella mia testa non passava un pensiero che fosse uno. solo uno strano ottundimento del sensorio, uno stato stuporoso, un modo ovattato di fare le cose.
non riuscire a piangere.
non riuscire a pregare.
non avere che poche parole scambiate via sms, coincise, quasi fredde.

sono otto giorni che respira con un tubo in gola, otto giorni in cui la sua mamma è devastata al punto di sembrare pazza, che i suoi nonni hanno perso la testa.
otto giorni in cui suo padre è di marmo.
suo padre.
il mio fratello-cugino.
chiuso nel suo dolore in una stanza di ospedale. a tenere la mano del suo bambino.
una stanza è troppo piccola per contenere tutto questo dolore. troppo fragili le pareti, troppo sottili i vetri. e aspetti che tutto imploda, che il mondo si fermi, e non sai come fare a scendere, e a spingere, perchè il mondo deve andare avanti, deve girare...

dopo sms te…

Storie di letto

Sul lettone, quando teoricamente uno si vuole rilassare, c'è un problema.
La mamma ha solo due lati.
E loro sono tre.
La mamma ha solo due braccia.
Di fronte a cotanta inettitudine materna, il magico trio escogita i seguenti sotterfugi per spostare uno degli altri due e raggiungere l'ambita genitrice.
Il Nano grande, pardon , il Ragazzino, se riesce ad arrivare per primo adotta la tecnica "sonofattodipiombo".
Si incolla al materasso e forte dei suoi ventotto chili, non si muove più.
La Nana, protesta.
S'indigna.
S'impenna.
E a differenza dello Stato di Don Raffaè, non getta la spugna.
Anzi. Arriva a dei livelli di bastardaggine indecenti.
Fa il solletico sotto i piedi, finge di aver visto qualcosa per interessare gli altri due, finge di piangere.
Il mininano, di solito, ci casca in pieno.
Spodestato dal suo posto-accanto-alla-mamma, lui è meno creativo della sorella. La sua tecnica si basa sulla sola forza fisica.
e visto che lui, di fisico, oggettivamente no…