Passa ai contenuti principali

Asilo si, asilo no...


Lo dico per inciso, io sono una di quelle a strafavore dell'asilo
Possibilmente pubblico -lo gnomo deve fare amicizia col figlio dell' avvocato e del malavitoso (quest'ultimo decismente più abbondante nel mio quartiere)-, magari vicino casa, al massimo vicino ai nonni.

Mi sono affidata a internet e.... ohohohoh (stupore!) a Bari esistono solo 5 asili nido comunali -e 40 circa privati.

Con un entusiasmo decisamente calato, vado a chiedere informazioni a quello più vicino a casa, dove una signora dall'aspetto materno mi appioppa un modulo A5 e mi manda via.

N.B. niente citofono, niente cancello chiuso niente campanello al portone: chiunque può entrare.

A casa leggo il modulo.

Non ci credo.

Lo rileggo.

In una fantastica tabella si evince che:

"da 0 a 1500 euro: 26 euro al mese

da 1501 a 2500: 40 euro al mese

e così via, fino a quando non arrivo a:

"da 8501 a 20.000 euro: 179,94 euro al mese"

COM'E'?

allora se non ho capito male devo spendere 200 euro per l'asilo quando non ne prendo neanche 1000 per campare? e chi ne prende più del doppio spende quanto me?

Dire che sono incazzata nera è poco.

E sopratutto sono delusa.

Siamo persone normali, stipendi ai limiti (visti i tempi bui).

Ma sopratutto non mi va di mandare mio figlio alla scuola privata.

Preconcetti? forse.

Anzi, sicuramente si.


E spero vivamente di sbagliarmi.

Commenti

Post popolari in questo blog

palla fibrosa

accade che quella telefonata arrivi.
accade che il tono della voce dall'altro capo del filo sia basso, e strozzato.
accade che la frase inizi con "ti devo dare una brutta notizia".
pensi al tuo vecchio papà.
a S., principessa malata.

e pensi che lo sapevi che questa cazzo di telefonata sarebbe arrivata, che devi essere forte, che forse sarà un bene.
ma non sai, non immagini.

non puoi sapere che in un ospedale lontano un dottore illuminato ha proposto una risonanza magnetica per un bimbo all'apparenza sano, chissà cosa è scattato in quel dottore, chissà cosa di quel bimbo dagli occhi scuri non gli ha fatto dire di tornare a casa, lui e i suoi paranoici genitori.
chissà.
non puoi sapere.
da medico immagini il brivido nel leggere il risultato, quella scarica di adrenalina  di quando hai azzaccato una diagnosi. hai ragione, signor dottore.
il passo in sala operatoria è breve, l'operazione sarà lunga.
aprire una piccola testa, tagliare i riccioli bruni, togliere quell…

un sorriso

il primo sentimento dovrebbe essere la rabbia.
poi lo sconforto, la tristezza.
accompagnati dalla speranza.

io non ho provato niente. nella mia testa non passava un pensiero che fosse uno. solo uno strano ottundimento del sensorio, uno stato stuporoso, un modo ovattato di fare le cose.
non riuscire a piangere.
non riuscire a pregare.
non avere che poche parole scambiate via sms, coincise, quasi fredde.

sono otto giorni che respira con un tubo in gola, otto giorni in cui la sua mamma è devastata al punto di sembrare pazza, che i suoi nonni hanno perso la testa.
otto giorni in cui suo padre è di marmo.
suo padre.
il mio fratello-cugino.
chiuso nel suo dolore in una stanza di ospedale. a tenere la mano del suo bambino.
una stanza è troppo piccola per contenere tutto questo dolore. troppo fragili le pareti, troppo sottili i vetri. e aspetti che tutto imploda, che il mondo si fermi, e non sai come fare a scendere, e a spingere, perchè il mondo deve andare avanti, deve girare...

dopo sms te…

Storie di letto

Sul lettone, quando teoricamente uno si vuole rilassare, c'è un problema.
La mamma ha solo due lati.
E loro sono tre.
La mamma ha solo due braccia.
Di fronte a cotanta inettitudine materna, il magico trio escogita i seguenti sotterfugi per spostare uno degli altri due e raggiungere l'ambita genitrice.
Il Nano grande, pardon , il Ragazzino, se riesce ad arrivare per primo adotta la tecnica "sonofattodipiombo".
Si incolla al materasso e forte dei suoi ventotto chili, non si muove più.
La Nana, protesta.
S'indigna.
S'impenna.
E a differenza dello Stato di Don Raffaè, non getta la spugna.
Anzi. Arriva a dei livelli di bastardaggine indecenti.
Fa il solletico sotto i piedi, finge di aver visto qualcosa per interessare gli altri due, finge di piangere.
Il mininano, di solito, ci casca in pieno.
Spodestato dal suo posto-accanto-alla-mamma, lui è meno creativo della sorella. La sua tecnica si basa sulla sola forza fisica.
e visto che lui, di fisico, oggettivamente no…