Mamma A.: 29 anni tre figli di 5, 3 e 0,2. Infermiera, ride dei suoi chili di troppo, sballottola la nana piccola da una parte all'altra e scopre una tetta gigantesca al primo segnale di famefamefame. Parla in continuazione con una cadenza leccese stretta e alla velocità della luce. Però è simpatica.
Mamma B: 34 anni, un aborto alle spalle e un nano terminator di 18 mesi. Fa conferenze sulla sua travagliata storia ginecologica e rabbrividisce all'idea di fare un'altro figlio. Lavora nella pubblicità alla coop e cerca di far istituire un nido aziendale (e ha tutta la mia solidarietà).
Mamma C: età indefinita, una nana di 13 mesi e un'aria sbattutissima. Mentra a spetta la nana fuori dall'asilo studia per un concorso che dovrebbe farle ottenere un assegno di ricerca all'università (di assunzione manco a parlarne)
Mamma D: io. trentanni eccetera, nano di 14 mesi e desiderio di prole in pancia.
Questo è il simpatico quartetto che prende il caffè al bar vicino alla nanoteca. in comune il nostro essere mamme, e la voglia di condividere le nostre esperienze. e di fare un min uto di evasione prima di cominciare la giornata...
mercoledì 30 settembre 2009
Il caffè della mattina
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lunedì 28 settembre 2009
Manie di protagonismo
Io: " all'asilo è diventato bravissimo: la maestra dice che è socievole, mangia...davvero un tesoro!"
Nonna-in-blue-jeans: "amore di nonna..."
Il Nano: "MAMMAMMAMMAMMAMMAMA!"
N.i.b.j: "Nonnippo! Nonnippo! Davide dice mamma!"
Nonnippo: "ha detto NONNO!?!"
N.i.b.j: "No, ha detto Mamma"
Nonnippo: "ah, vabbè.."
Telefonata quotidiana in calabria saudita ai miei genitori.
Che si commenta da sola...
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venerdì 25 settembre 2009
...fa-nno-ciao!
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Etichette: genitori, giocattoli, il nano, io
giovedì 24 settembre 2009
Nanoteca e genitori in libera uscita
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martedì 22 settembre 2009
Rimpianti
Ci sono cose che fanno male anche se passano anni; ferite che non si rimarginano mai del tutto.
Quando non ero Mammainbluejeans,ma solo una ragazzina cicciottella e con la testa piena di sogni, Nonna in blue jeans mi iscrisse al Liceo classico, nella città di T, dove vivevamo allora.
Eravamo in 27.
Io una dei quattro anticipatari, gli altri un anno e passa più grandi di me.
Era un mondo nuovo: fatto di lezioni pesanti, di compiti in classe e di uscite, appuntamenti in bagno, sigarette fumate di nascosto. Io assistevo, impacciata, bambina nel fisico e nell'animo, ai primi amori di miei compagni di classe, alle ragazzine che si truccavano e mettevano le minigonne per sembrare sexy. agli inizi le trovavo un po' patetiche.
Non si curavano di me, nè io di loro. Avevo la mia vita fuori dalla scuola, una vita infatile, perchè le mie amichette erano uno, due anni più piccole di me; non mi poteva bastare? Ovviamente no.
Cominciai a cercare di attirare l'attenzione, nell'unico modo che avevo a disposizione. STUDIANDO.
Non ero la prima della classe, ma non me la cavavo male. Mi piaceva la storia e la letteratura, anche perchè avevo un'ottima memoria.
Un giorno mi si para davanti la compagna C che mi fa "non è che vai volontaria in storia? altrimenti chiama me e io non sono preparata..."
Andai.
Divenne un'abitudine, chiedermi di passare i compiti (anche non perfetti) chiamarmi a casa per avere le traduzione della versione di latino e delle frasi di greco.
La cosa peggiore èche io ero contenta, pensando di aver fatto un passo nella direzione giusta. Andavo alle loro feste, invitavo loro a casa per il mio compleanno: era come un duro estenuante lavoro, ma ne valeva la pena. Perchè erano i miei AMICI.
Per alcuni di loro ho metito ("il prof ha messo al massimo 6.5 al compito di storia, io ho preso 4" per coprire l'amica F. che sarebbe incorsa nelle ire dei suoi a sapere che io avevo 7 e lei 5); ad alcuni ho dato soldi (1000 lire al giorno al compagno S. per cui avevo una cotta mostruosa; lui mise fine alla cosa quando se ne accorse), ad altri ho confidato i segreti più segreti, fiduciosa nella loro buona fede e discrezione. A tutti ho voluto bene.
Ma alla fine ero io, la ragazzina cicciottella e tonta. Che si infiammava per le cause perse, che mandava al diavolo il prof. che fumava in classe.
Alla maturità sono spariti tutti.
Ne ho incontrata una, l'amica E. che mi guarda con disprezzo e mi comunica che non vuole avere niente a che fare con me, che sono solo una raccomandata, che oramai è vox populi e che se avessi un pò di pudore non mi farei più sentire: proprio lei, che ha dormito a casa mia la primissima volta che sono rimasta sola; proprio lei che ho coperto quando usciva a scopicchiare col fidanzato.
Non li ho cercati. Non volevo ricordare niente.
Mi faceva solo sentire più cogliona di quanto io non sia realmente stata.
A volte, però, la mia adolescenza torna a farsi sentire, come se in realtà non l'avessi vissuta io; vorrei tornare indietro per due minuti, e cambiare tutto, e farla diventare il ricordo più dolce. Ma purtroppo non si può.
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Etichette: adolescenza, io, rimpianti
domenica 20 settembre 2009
Metti che ...
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Etichette: famigliainbluejeans, io, parenti, problemi
venerdì 18 settembre 2009
Soap made in bari
"prond Mamminbluejeans? sò Nicolè"
"ciao Nicoletta, dimmi"
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Etichette: ambulatorio, colf, io
mercoledì 16 settembre 2009
La nanoteca e i consigli paterni
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lunedì 14 settembre 2009
Mamma polemica
Sabato.
Incavolata nera per l'assenza del Tu, porto Davide al centro per la cultura ludica del parco 2 giugno, vicino casa. Stranamente ci sono nani della sua età, e lui, dopo aver fatto la cozza con la mia gamba sinistra -che faceva da scoglio- si è un pò sciolto e ha iniziato a... bhe, giocare è una parola grossa, diciamo a socializzare.
Al calar delle tenebre andiamo nella stanza dei nani, una palestra con tappetini colorati, giochi 0-5 ,piscina delle palline e due grossi cartelli:
QUESTO SPAZIO E' RISERVATO PER I BAMBINI DA 0 A 5 ANNI
e
TOGLITI LE SCARPE ANCHE TU CHE SEI UN ADULTO
No problem. Tolgo le scarpe al nano e mi sfilo gli infradito. Siamo dentro. Ci sono 3 o 4 nani e una ragazzina... una ragazzina?????? cavolo, quanti anni avrà? 7, 8? che faccio, le dico di andare via? alla fine sto zitta, perché la bimbetta sta tranquilla a fare i fatti suoi però... vedo che ha le scarpe.
"bimba, se vuoi giocare qui devi toglierti le scarpe"
"perché?"
"perché è una regola della ludoteca. Guarda, anche io sono senza scarpe" e mostro il ditone.
lei sembra convinta, e si mette a togliersi le scarpette quando arriva -probabilmente dalle selezioni del grande fratello- il papà.
"ma che fai????? guarda che è sporco, ma quanto sei cretina.."
la piccina spiega che una signora le ha detto che si devono togliere le scarpe. IO.
"perché ha detto a mia figlia di togliersi le scarpe?"
"è una regola della ludoteca" e indico i cartelli.
legge, è imbarazzato; ci sono due regole e le ha infrante entrambe.
"ehm.. ma lei lavora qui?"
"no" e con questo?
"e allora a me che me ne frega? si faccia i fatti suoi...."
E allora mamma in blue jeans si trasforma in mamma polemica, il suo alter ego incazzato col mondo che non rispetta gli altri.
"guardi che io mi sto facendo i fatti miei, questo è un posto di tutti, anche mio. Se qualcuno non ha riguardi verso casa mia, glielo faccio notare."
"ma così si prendono le infezioni..."
"per questo hanno inventato le calze antiscivolo; questa stanza è per bimbi che possono buttarsi a terra, se ne hanno voglia; per questo bisogna togliersi le scarpe"
Mr GF è in imbarazzo, ma anche le altre mamme (coscienza sporca?), balbetta qualcosa, se ne va con la bimba al seguito. Mamma polemica è piuttosto soddisfatta.
Ironia a parte, perchè continuamente ci si imbatte in persone che se ne fregano? della società, dei propri figli, di loro stessi. Il senso civico, la buona educazione, sono davvero cosa talmente "out" da non doverci prestare attenzione? Grandi interrogativi, poche risposte...
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Etichette: bambini, io, mammapolemica
venerdì 11 settembre 2009
L'infanzia negata
Bari, quartiere J, ore 15.30.
Io e il Tu siamo in macchina, diretti verso l'ambulatorio. Strada nota, sempre la stessa.
E INVECE NO, QUALCOSA DI STRANO STAVOLTA C'E'.
Ci sono tre ragazzini che scavalcano il muro tra la Chiesa e il centro per i ragazzi; e sono carichi di secchi, scope e mazze per lavare a terra. Il Tu inchioda, io scendo dalla macchina gridando -nel mio perfetto italiano- hei, cosa credete di fare?- e -non è roba vostra-.
Come se non fosse palese che a loro non gl'importa un piffero che quella sia roba altrui. Li guardo: hanno 9, 10 anni. Forse 11. Bambini con la pelle dorata dal sole estivo, i pantaloncini corti e le ginocchia sbucciate. Ragazzini che per ingannare la noia hanno pensato di entrare in chiesa, prendere quello che trovavano -e per fortuna sono entrati solo nel ripostiglio, e scappare. Per fare una bravata. Per dimostrare che loro sono dei "fighi", che sono "grandi", che devono avere il "rispetto".
Capisco questo e urlo "ma non vi vergognate?" (cosa in realtà piuttosto idiota; è lampante che non si vergognano affatto); uno, il più vicino a me, si gira; ha gli occhi verdi e i capelli biondissimi e sembra un angelo. E l'angelo parla: "mhò, e quant' fai brutt'!" e scappano.
Poi scopriamo che hanno messo sotto sopra il ripostiglio, che sono entrati da una finestra rompendo una zanzariera e un vetro.
Sono i bambini del "centro di sostegno", bambini con famiglie disagiate e almeno il padre in galera, che eseguono bravate su ordine di un ragazzo più grande. I bambini che cerchiamo di tiare fuori da una strada cattiva, malata dentro.
Bambini che alla fine non solo mai stati bambini.
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mercoledì 9 settembre 2009
Why not?
- Appartengo alla categoria semi-tappi: centosessantacentimetri barando appena appena.
- Sono una Calabrese DOC: capelli castano scurissimi (la mia unica bellezza) e occhi un pò castani un pò verdi.
- Adoro i Jeans (ma và?); con t-shirt, camicie, giacche, tacchi, infradito e scarpe da ginnastica. A potere me li sarei messi anche per il matrimonio (con conseguente brutale omicidio da parte della mamma dello sposo)
- Coltivo un'insana passione per i Beatles, e uno dei miei più grandi rammarichi è che non potrò mai assistere a un concerto dal vivo (!).
- Sono una casalinga disorganizzata. E fiera di esserlo.
- Ritengo l'ignoranza la causa dei mali del mondo, e il giorno della mia laurea il più bello della mia vita (senza niente togliere a matrimonio e nascita di Davi, ma volete mettere la sioddisfazione?)
- Leggo. Attualmente ho sul comodino "Febbre a 90" di Nick Horby, Margherita Dolcevita di Benni e una settimana Enigmistica (giusto per...).
- Mi piace il mio lavoro.
- Detesto cordialmente : mia suocera, i clienti che non pagano, le pubblicità delle suonerie per i telefonini (brrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr), e tutti quelli che vorrebbero interferire con la mia vita e quella del Tu e di mio figlio (ma fatevi una forchettata di fatti vostri).
- Amo: il Tu e Davi. E i miei, mia sorella, e gli amici, e il blog e il mio cane e la pizza margherita con tanta mozzarella, la birra Peroni ghiacciata e il gelato: poi penso ai 9 kg che ho messo su da che è nato Davi e ripiego su spinaci bolliti :-(.
Eccomi.
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lunedì 7 settembre 2009
Solo un uomo
Scena. venerdì sera.
Lui è al telefono, alle prese con un cliente pazzo e maleducato che se ne frega se sono le dieci e mezzo di sera, se all'altro capo del filo c'è un tale che ha la vorato dodici ore.Lei ha un paio di occhiaie da tossico in crisi di astinenza (da sonno), indossa un pigiama nella speranza di potersi mettere a letto subito dopo cena e sembra in tutto e per tutto una profuga cilena.
Lei cerca di attirare la sua attenzione, ma niente. Lei scrive una biglietto e lo mette SOTTO IL SUO NASO
"per cena:
a-pomodori e mozzarella
B- insalata e sofficini."
con tanto di penna per fare una X sul pasto prescelto.
Il messaggio resta lì per venti minuti, lui continua a parlare al telefono, lei perde la pazienza, lava i pomodori e mette in forno i sofficini (almeno una l'avrà imbroccata); apparecchia, porta il tutto in tavola.
Lui finalmente spegne quel maledetto telefono, gastemando il pazzo maleducato, e si siede.
Lei: "ma non potevi fare un segno sul foglio?"
Lui"amore, che vuoi, SONO SOLO UN UOMO, NON POSSO FARE DUE COSE INSIEME..."
Della serie, come fregare una moglie....
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Etichette: famigliainbluejeans, il TU, io
martedì 1 settembre 2009
Desiserio di prole
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