martedì 8 giugno 2010

Di nanici vocaboli, modelli da evitare e telefonate inopportune ....

Il Nano, quasi 23 mesi per novanta centimetri e un , ha recentemente arricchito il proprio vocabolario con i seguenti illuminatissimi termini:
"tatta": acqua
"ieni e eni": rispettivamente tieni e vieni
"ulma": pulmann
"aeo": aeroplano
"etta": stella
"ua": luna
"quella": chitarra
Il cane è universalmente "bau", il suo cane è "tatto".
Fa dei buffissimi discorsi n bambinese, ed è uno spasso.

Il Nano è stato a casa dei cuginetti domenica. Il Dome ha gridato dalle 11.00 fino alle 18.00, facendo il tamburo con le penne e la finestra, investendo sua sorella con la moto elettrica, sudando come un maialetto per la gioia di nonnaccì (ovviamente presente) eccetera eccetera. La Ceci ha pianto, e ha pianto e ha pianto. Da domenica mio figlio fa il terminator, grida e piange con lacrime retrattili per ogni cosa che non gli va bene; le maestre oggi mi hanno chiesto se per caso è successo qualcosa, perché lo vedono strano. Per fortuna vediamo i cuginetti molto di rado.

Poi... vi ricordate di Luca? avevo scritto di lui QUI.
telefonata di ieri.
"pronto ciao sono M, il papà di Luca..."
"???? ciao, ma che bello sentirti, come stai, come sta Luca?"
"adesso sta bene...ma è stato male" fa lui tragico
"davvero? mi spiace.... "
"sì...l'abbiamo portato anche dallo psicologo, e ha detto che sicuramente all'asilo gli hanno causato un trauma... adesso per fortuna lo mandiamo in un asilo provato fighissimo e bellissimo, paghiamo tantissimo ma il bambino sta benissimo..."
"sono contenta per lui..." dico io, che inizio a capire dove vuole andare a parare.
"ecco, ti volevo chiedere, ma tu che hai fatto, lo ha riscritto lì?"
"certo... ma Davi non ha mai avuto problemi..." era tuo figlio quello che piangeva in continuazione, che mordeva gli altri bambini per prendergli i giocattoli e che aveva due nonne iper apprensive e una madre isterica
"ah. capisco...e gli altri, ci sono ancora tutti...?"
Insomma mi fa una telefonata di tre quarti d'ora perchè vuole fare querela verso le maestre e sperava che io fossi d'accordo.
L'impulso era mandarlo scappando.
Poi ho provato a ragionarci: Luca era il nano che dormiva tre ore a notte, possessivo, geloso, piagnone e anche un mordace. Non è che all'asilo lo hanno fatto diventare un mostro, era un -scusate l'espressione- tritapalle problematico anche prima.
E lui mi conferma che continua a non dormire, a dire che è tutto suo, a non voler socializzare con altri bambini.
Forse che non è pronto per andare all'asilo. Forse i suoi problemi nascono da casa, e poi si sono esacerbati all'asilo?
Lui nicchia, e palesemente stupito di sentire che io mio figlio non lo cambio da quel nido, che ho solo elogi. Non è il nido perfetto, ma è un buon nido. Mi spiace per lui, per Luca. ma se fa querela secondo me fa una stronzata perchè è troppo facile scaricare su altri colpe che non hanno.
Adesso lui è in imbarazzo. non si aspettava la paternale. Ci salutiamo con un "magari ci sentiamo per una pizza" che sappiamo entrambi non accadrà mai.

Tirando le somme.
Mio figlio parla, in una lingua ancora poco comprensibile, ma parla.
Tende a imitare nani più grandi, con elevato potenziale vandalico. Limitare l'uso per quanto possibile.
Nove mesi di asilo e già qualcuno parla di querele.... il mondo è pieno di pazzi, quindi, di che mi meraviglio?

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