venerdì 11 giugno 2010

Io non ho scelta

Ieri dottore.
Anzi, ieri ospedale per un tampone.
Arrivo, fa caldissimo, e mi sento strna, come se avessi una sindrome pre mestruale. Un'ostetrica se ne accorge: "signora, ma ha dolori?"
Sì, no...non è niente. Insomma, non mi piegano in due, sono fastidi.
Due minuti e arriva il mio gine, il burlone.
Tre e mi sbattono al pronto soccorso ostetrico, "per stare trnquilli".
Sarà, ma io ero tanto bellina e felice e mi rirovo al pronto soccorso, sola e terrorizzata.
Solita trafila di domande, solita plinplin prima di essere visitata.
Tutto ok. Sono fascicolazioni, ossia "contrazioni" buone e parziali, perchè l'utero si sta dilatando.
"prenda queste pillole, niente sesso, niente scale e stia stesa quattro cinque giorni"
"Mi stia a sentire, è un caso da gravidamza a rischio?"
"no, signora mia...stia tranquilla..." fa lui scherzoso
"tranquilla un paio di palle. Ok le pillole e il sesso, ma io abito al quarto piano senza ascensore, per un totale di 106 gradini, e o vado a lavorare o chiudo bottega. Quindi o mi mette in gravidanza a richio, se questa cosa è pericolosa per il mio mininano, e allora la mia indennità la uso per pagare qualcuno che mi sostituisca, oppure ridimensiona le mie limitazioni e io prometto di non sbattermi troppo."
Resta basito.
"vabbè, oggi stia a riposo, dove per riposo intendo stare stesa il più possibile. Domanoi riprenda la sua vita, ma se i dolori tornano si prende una pausa e una pillola. Non faccia fesserie, daccordo?"
"daccordo."
Ieri ho vegetato sul divano, col nano che chiamava "mamma" per ogni cosa, e per fortuna che c'era mia mamma arrivata l'altro ieri.
Oggi sono andata a farmi perscrivere le altre analisi, ho portato l'impgnativa al policlinico, ho preso un pulmann e sono andata a fare shopping da gestante con nonna in blue jeans, regalandomi qualche cosetta sfiziosa e un gelatone alla frutta. La mia pancia non ha fatto capricci, se ero stanca mi fermavo e adesso sono bella e tranquilla in studio, alla mercè del condizionatore.
Tralascio i duecento cinque sensi di colpa per aver risposto in quel modo al medico. Tralascio sul discorso che mi ha fatto il Tu, che ha confessato di essere terrorizzato da un ipotetico ricovero, o da un altro parto prematuro.
Non ho scelta.
Lui lo sa. Io non ho scelta. Nel momento in cui ho deciso di avere questo figlio ho messo in conto che avrei dovuto prendere decisioni dettate dalla necessità, e non dal cuore o dalla testa.
Il mininano sta bene. Io sono un pò stanca, ma sto bene.
E continuerò a stare bene. Perchè io non ho scelta.

5 commenti:

diana ha detto...

carissima
credo che tu sappia quello che stai facendo, quindi ora goditi(In senso metaforico...ahahahahah!!) il riposo e se sarà riposo forzato sia....

kikka ha detto...

ok.. niente scelta, ma un impegno: non stra-fare!...
promesso??...
un abbraccio

Laura GDS ha detto...

Vorrei non stare a centinaia di Km da te, per poterti dare una mano in ambulatorio. Un abbraccione a te e alla probabile mininana.

Elena ha detto...

caspita.. purtoppo è vero che lavorando in proprio ci sono scelte che alla fine sono obbligate.. nel limite del possibile cerca di non strapazzarti troppo e se la nonna ti può aiutare... ben venga!!

MammainblueJeans ha detto...

Grazie a tutte!
ho fatto la brava, non ho dolori e a parte il caldo stò una meraviglia!